Incentivi auto 2013? Meglio prepararsi per tempo al 2014

I fondi per i privati sono già finiti e quelli per le imprese e professionisti difficilmente accessibili. Non resta che attendere il 2014

Sono passati solo un paio di mesi dall’entrata in vigore degli incentivi per l’acquisto con o senza rottamazione di auto a bassa emissione – elettriche, ibride o a gas – firmato lo scorso 11 gennaio dal Consiglio dei Ministri ed entrato in vigore a partire dal 14 marzo scorso. Eppure i fondi riservati ai privati per il 2013 già scarseggiano, anzi, per la precisione, quelli a disposizione “senza rottamazione” si sono rapidamente esauriti a pochi giorni dal rilascio, mentre rimangono ancora disponibili per aziende e professionisti quelli erogabili a fronte di rottamazione di vettura con più di dieci anni di immatricolazione. Fattispecie che sembra essere più difficile del previsto a verificarsi…

Le modalità di erogazione degli ecoincentivi nel prossimo triennio

I fondi totali destinati per il triennio 2013 – 2015 ammontano a 120 milioni di euro, ripartiti in 40 milioni per l’anno corrente, 35 per il 2014 e 45 per il 2015, con la stessa regola che guida le offerte speciali nei supermercati, ovvero “fino all’esaurimento delle scorte”. Di soldi, in questo caso. Il criterio di assegnazione per ciascun veicolo è – o per meglio dire era – proporzionale alle emissioni prodotte: in particolare, si può usufruire su uno sconto in acquisto fino al 20% del valore con un tetto massimo di 5000 euro per le vetture con produzione di anidride carbonica uguale o inferiore ai 50 grammi al kilometro, fino a 4000 euro per quelle fino a 95 g/Km e fino a 2000 euro per le auto che emettono co2 fino a 120 g/km. Completamente escluse da ogni incentivo, invece, le auto ad alimentazione tradizionale, benzina o diesel che siano. Non solo: la ripartizione dei 40 milioni stanziati per il 2013, prevedevano una quota pari solo a 4,5 milioni senza rottamazione e aperta a tutte le categorie di acquirenti – privati o aziende – che si sono praticamente esaurite dopo pochi giorni dall’apertura dell’incentivazione, con effetti che si possono definire minimi. Il resto dei 35 milioni a disposizione è utilizzabile solo da aziende e professionisti che devono però contestualmente rottamare un veicolo immatricolato da più di dieci anni e per questo l’utilizzo di tali fondi è ad oggi estremamente basso, con un numero di veicoli nuovi immatricolati grazie ad esso decisamente esiguo.

Volete acquistare un’auto a bassa emissione? Aspettate il 2014. E siate veloci!

In sintesi i fondi per i privati si sono esauriti in un batter d’occhio, quelli per le imprese sembrano  poco accessibili, il che fa pensare ad un sostanziale flop della manovra “ecoincentivi 2013” con una incidenza sul mercato assai bassa. Il Ministero si è affrettato a dire che i trend di utilizzo sono quelli attesi, ma in effetti l’affermazione lascia qualche dubbio. Se si considerano poi i prezzi di listino delle auto elettriche, per esempio, ci si rende conto che il “tetto” dei 5000 euro, sia per quest’anno, come per il prossimo, sarà raggiunto praticamente nella generalità dei casi, il che fa scendere il “numero” di vetture acquistabili a poche decine di migliaia. In sintesi, nonostante i casi in controtendenza come quello di Fiat che, grazie ad un raddoppio degli incentivi nel mese di marzo ha incrementato notevolmente le sue vendite di vetture bifuel – GPL e metano – l’insegnamento che si trae da quanto accaduto, almeno per i privati, è semplicemente questo. Volete comprare una vettura “eco”? Aspettate il 2014, tenete d’occhio la data di attivazione degli incentivi – che non è ancora stata resa nota – e siate veloci, molto veloci. Perché i fondi, salvo revisioni di buon senso del decreto, saranno ancora meno di quelli disponibili quest’anno.

Fiat Panda Natural Power
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