In visita a Villa Borromeo Visconti Litta

Weekend tra arte e verde: orchidee e giochi d’acqua cinquecenteschi in una cornice unica.

Le nuove serre delle orchidee.
Le nuove serre delle orchidee.
  • Le nuove serre delle orchidee.
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  • Le nuove serre delle orchidee.
  • Angoli d'arte.
  • Le nuove serre delle orchidee.
  • Stanze dedicate alla meditazione.
  • Mosaici.
  • Le nuove serre delle orchidee.
  • Ninfeo tra conchiglie e giochi d'acqua.
  • Le nuove serre delle orchidee.
  • Ninfeo, luogo di delizie.
  • Orchidee a profusione.
  • Mercurio domina sul Ninfeo.
  • Dettagli inaspettati.
  • Ambienti fatti per stupire.
  • La sala Levati o sala da pranzo.
  • Le nuove serre delle orchidee.
  • Soffitti affrescati.

Chissà se a fine ‘500 il Conte Pirro I Visconti Borromeo avesse sperato di costruire un luogo che, a distanza di quattro secoli abbondanti, avrebbe divertito e deliziato il visitatore esattamente come lo lasciava incantato allora.

Villa Borromeo Visconti Litta a Lainate (meno di 30 minuti dal centro di Milano) ci riporta a una vita in cui arte e bellezza – declinata attraverso mosaici, statue, affreschi, fontane, giochi d’acqua e giardini meravigliosi – davano senso all’esistenza.

Oggi gran parte della villa è visibile nel suo splendore grazie a un’opera imponente di restauro, che ha appena segnato una tappa importante: sono state inaugurate le Serre delle Orchidee. Probabilmente edificate nel 1837 riaprono al pubblico grazie a uno stanziamento di un milione di euro da parte di Fondazione Cariplo, che ha permesso un restauro completo.

Le serre promettono di essere una visita ambita dagli appassionati di botanica; sono stati ideati tre differenti microclimi – con illuminazione e riscaldamento specifico – per ospitare una collezione permanente di diverse varietà di orchidee ed evitare qualsiasi stress ambientale alle piante.
Il restauro delle serre, curato dal team di architetti Castiglioni, Martorana e Trabella, completa una riqualificazione che ha interessato tutto il parco, a partire dalla galleria di carpini, la più lunga d’Europa, che garantisce una passeggiata all’ombra di circa 800 metri di lunghezza totali. Per realizzarla sono stati ripiantumati oltre 300 carpini ma, se questo straordinario tunnel vegetale non fosse sufficiente a rappresentare una cesura con il mondo reale, è sufficiente visitare il ninfeo – commissionato dal conte Pirro a Martino Bassi – per perdere il senso del tempo. Il Ninfeo è un luogo suggestivo e sensuale, intricato ed esteso come un labirinto coperto, in cui gli ambienti si susseguono alternando stili decorativi – Camillo Procaccini fu l’autore dei mosaici dalla particolare tecnica in ciottoli colorati – e giochi d’acqua che, cosa assai rara, funzionano ancora oggi esattamente come allora, grazie a sofisticati meccanismi idraulici governati da abili fontanieri.

Gli scherzi mietono ancora vittime come facevano ai tempi di Stendhal; lo scrittore nei suoi diari di viaggio raccontò: “Leinate, un giardino pieno di elementi architettonici, di proprietà del Duca Litta, mi è piaciuto […]. Conviene guardarsi bene dal passeggiare soli a Leinate; il giardino è pieno di getti d’acqua fatti apposta per inzuppare gli spettatori. Posando il piede sul primo gradino di una certa scala, sei getti d’acqua mi sono schizzati tra le gambe”. Oltre al gradino di Stendhal, meglio fare attenzione anche agli strani tombini: soffermarsi a guardare una maschera grottesca può costare una doccia imprevista.

Pare che anche l’atmosfera di Villa Borromeo Visconti Litta fosse capace di sferrare tiri mancini; si dice che Ugo Foscolo sculacciò l’amante Antonietta Fagnani Arese, avendola trovata in atteggiamenti compromettenti con un altro uomo: palesemente tutta colpa delle delizie della villeggiatura.

Un’ala del parco è coperta da un imponente giardino all’inglese, disegnato nel 1808 dall’architetto Luigi Canonica. Oggi si contano 56 specie differenti e arbusti, classificati in 15 specie, da un raro Ginko Biloba la cui probabile messa dimora risale al 1850-55, ad alcuni Cedri dell’Atlante, dalle Magnolie grandiflore, alle Querce, ai Bagolari.

Alcune sale dei palazzi del XVI e XVIII secolo sono visitabili, come la sala del Levati o sala da pranzo, che si affaccia sul teatro naturale caratterizzato dall’arte topiaria.

Informazioni pratiche se vi è venuta voglia di visitare Villa Borromeo Visconti Litta:

Il ninfeo e i giochi d’acqua sono visitabili a orari prestabiliti fino al 30 ottobre. Le visite al ninfeo sono necessariamente guidate – i giardinieri saranno appostati per attivare i giochi al vostro passaggio – mentre i palazzi del ‘500 e ‘700 sono accessibili liberamente.

Nel weekend 23-25 aprile 2016 avrà luogo Ninfeamus, annuale appuntamento dedicato alla promozione della cultura verde (per tutte le info ecco il sito ufficiale www.ninfeamus.it)

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