Impressions Dior, una mostra tra couture e impressionismo

Da Monsieur Dior a Raf Simons: passato e presente della maison Dior in una mostra in Francia accanto ai grandi pittori impressionisti.

Catalogo italiano
Catalogo italiano "Impressioni. Dior" e abito Miss Dior ricamato con fiori multicolor, coll. Haute Couture P/E 1949.
  • Catalogo italiano
  • A sin: Marie Bracquemond, Trois femmes aux ombrelles, olio su tela, Paris Musée d'Orsay. A des: abito da sera Fête di faille rosa boreale. Collezione Haute Couture P/E 1948.
  • A sin: modello Amber Valletta ispirato da Renoir; modello Anna Mikhaylik ispirati da Seraut e modello Viviane Orth ispirato da Manet. A/I 2007 by John Galliano. 
A des: Abito di organza ricamata con strisce di mousseline dégradé rosa pallido, Coll. Haute Couture A/I 2012 by Raf Simons.
  • A sin: Claude Monet, Le dejeune sur l'herbe, 1865-1866, © Musée d'Orsay. A des.: Abito di organdì blu pallido ricamato con fiori blu e rosa. Coll. Haute Couture P/E 1953, linea Tulipe.
  • A sin: Abito da ballo Helvétie di organdì bianca ricamata con motivi di pizzo blu e paillettes, coll. Haute Couture P/E 1956.
A des: Abito Rose Pompon di mousseline di seta stampata a rose. Collezione Haute Couture P/E 1952.
  • Berthe Morisot, Tulip, acquerello, 1890. © Musée Marmottan Monet, Paris/Giraudon/The Bridgeman Art Library.
  • A des: abito di organza nera dipinto a mano, collezione Haute Couture A-I 2010 by John Galliano.
  • A des: Auguste Renoir, Roses mousseuses, 1890. © Hervé Lewandowski/RMNGrand Palais (musée d’Orsay)
  • Edizione inglese del catalogo della mostra e abito Rose de Francedi in taffettà stampato a rose, coll. Haute Couture P/E 1956.
Il rapporto tra Monsieur Dior e la natura, sia reale che riprodotta dai pittori impressionisti, è stato alla base delle creazioni della maison, e oggi la Francia lo celebra con una mostra e un catalogo: Impressions Dior. La mostra inaugurerà il 4 maggio a Granville, in quella che un tempo fu la casa del grande couturier e trasformata oggi nel Musée Christian Dior.

Il tema delle forme della natura, dei fiori, e della pittura en plein air, tanto cara ai pittori impressionisti, è probabilmente diventato così importante per Christian Dior proprio per la sua infanzia, passata in questa casa immersa nella natura. Si può dire quindi che Granville è stato il punto di partenza della sua visione artistica.

Christian Dior: Haut Couture e Impressionisti

Nel 1947 Monsieur Dior creò la collezione Corolle, da cui nacque il concetto di New Look, dove l’idea della donna-fiore veniva declinato e tradotto  in abiti: questo rivoluzionario design vestiva le donne con gonne ampie e avvitate, ispirate alle corolle e ai gambi dei fiori, per esaltare il corpo e le forme delle donne, e dove si voleva in qualche modo dare un taglio netto con gli anni della seconda guerra mondiale. Partendo da questo concetto e da queste linee, Christian Dior, ma anche i suoi successori, ha saputo arricchirle con dettagli presi direttamente dalla moda di fine Ottocento, come i volumi e le balze degli abiti in crinolina del famose Le déjeuner sur l’herbe del maestro Claude Monet.

Impressions Dior

La mostra Impressions Dior ripercorre così i grandi successi della carriera artistica del couturier francese, raccogliendo più di settanta dei più famosi abiti firmati Christian Dior e ispirati dal tema della natura, accompagnati da alcune delle opere d’arte più note di Degas, Renoir, Seurat, Bracquemond e molti altri artisti del movimento Impressionista.

Come per Monsieur Dior, anche per gli altri direttori artistici (Bohan, Galliano e Simons) che dopo di lui hanno portato avanti maison Dior, questa ispirazione è stata illuminate, creando ad un legame inscindibile tra Haute Couture e la pittura di fine ‘800, che ha dato vita ad abiti incredibilmente romantici ed eleganti.

La mostra sarà visitabile fino al 22 settembre, e per chi non ne avesse la possibilità Rizzoli ha pubblicato il catalogo, che analizza il periodo in cui vissero i grandi impressionisti, attravero i testi di Farid Chenoune, Philippe Thiébaut, Brigitte Richart e Vincent Leret, accompagnati dall’importante contributo di Florence Muller, curatrice della mostra.

 


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