Il Piccolo Principe: arriva in cartoon il classico per l’infanzia più amato di sempre

Il 1 gennaio arriva nelle sale Il Piccolo Principe, il cartone animato che riadatta brillantemente il classico di Antoine de Saint-Exupéry.

Per le amanti dei film d’animazione e per quelle che aspettano le ultime uscite al cinema per accontentare i propri piccoli, il 2016 inizia sotto i migliori auspici: il 1 gennaio arriva nelle sale Il Piccolo Principe, il cartone animato che riadatta brillantemente il classico di Antoine de Saint-Exupéry.

Trasformare un libro senza tempo, amato da adulti e bambini in una moderna esperienza cinematografica, è stata un’impresa tutt’altro che semplice; ci sono voluti circa otto anni e il consenso della Fondazione che gestisce il Patrimonio Saint-Exupéry. Il regista – Mark Osborne, già conosciuto per Kung Fu Panda – alla fine è riuscito a convincere sia i produttori sia i responsabili della Fondazione con un’idea fuori dagli schemi: mescolare l’animazione in computer grafica con lo stop motion.

Se avete letto Il Piccolo Principe, sarete perfettamente consce del fatto che si tratta di un’opera la cui lettura parte dall’infanzia ma attraversa tutte le età. Probabilmente la prima volta vi è stato letto da un adulto, ne avete colto alcuni passaggi simbolici e siete rimaste colpite dai personaggi; da grandi potreste averlo riletto per la sua componente filosofica ed aver riflettuto sulla vita e l’amore del principe per la sua rosa. Chiunque sia venuto a contatto con questo libro meraviglioso ne ha tratto un insegnamento; addirittura chi non l’ha letto ne conosce alcuni passi celebri, sotto forma di aforismi, come il popolarissimo “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale e invisibile agli occhi”.

Il cartone animato si allinea perfettamente allo spirito di Saint-Exupery ed è indifferentemente per grandi e piccoli. La sceneggiatura di Bob Persichetti e Irena Brignull cala il racconto in una società iper-performante e schematizzata: una bambina molto intelligente e la sua mamma super-competitiva prendono casa in un quartiere che permetterà alla piccola di frequentare una scuola esclusiva. Tra un compito estivo e l’altro, la bambina conosce un vecchio ed eccentrico aviatore, suo vicino di casa, che le racconta il suo incontro con il Piccolo Principe, avvenuto una volta in cui era precipitato nel deserto con l’aereo. Il cartone animato si snoda così su due linee narrative che tendono continuamente a intrecciarsi: quella contemporanea della bambina – in computer grafica – e la storia originale del Piccolo principe, in cui i disegni di Saint-Exupéry riprendono vita con lo stop motion. Il risultato è bellissimo e soprattutto mantiene vivo lo spirito del libro.

Se siete madri moderne, poco inclini a lasciar scorrere la vita dei vostri figli senza riempirli di mille incombenze e attività, vi sentirete un po’ prese in causa e sgridate: il messaggio per voi è quello di non voler anticipare troppo l’età adulta dei vostri bambini ma di coltivarne lo stupore. I piccoli, invece, saranno cullati dolcemente dalla magia dei colori e dei disegni, che sono il primo passo per non scordare più il Piccolo Principe.

L’edizione italiana, inoltre, ha un cast di doppiatori d’eccezione: provate a riconoscere Toni Servillo nell’Aviatore, Paola Cortellesi nella Mamma, Stefano Accorsi nella Volpe, Alessandro Gassmann nel Serpente, Pif che fa il Re o Alessandro Siani che dà la voce all’Uomo Vanitoso, solo per citare alcuni dei più noti al grande pubblico.



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