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Meteo di Capodanno: da gennaio tornano la pioggia e la neve

Cambia l’anno e, pare, cambia la tendenza del meteo: torna l’inverno “vero” con temperature più rigide e precipitazioni diffuse su tutta la Penisola.

Meteo del periodo dal 28 dicembre al 3 gennaio

E’ giunto il momento di salutare anche il 2015 che sta vivendo proprio in questi giorni i suoi ultimi scorci. Ebbene, sembra proprio che, come in una sceneggiatura ben studiata, il vecchio anno lasci spazio al nuovo portandosi con sé il tempo mite ed un po’ sui generis che lo ha caratterizzato per lasciare spazio al gelo polare e al ritorno del più “Invernale” maltempo che sembra essere la prima novità portata dall’anno nuovo. Se infatti fino a mercoledì 30 la situazione metereologica sulla nostra penisola resterà sostanzialmente invariata a quella dei giorni precedenti – fatta salva una certo irrigidimento delle temperature causato da qualche spiffero premonitore di aria gelida proveniente da est – a partire da giovedì 31 e più evidentemente nei primi giorni del 2016 la situazione tenderà ad avvicinarsi molto di più a quella “normale” per la stagione, con un freddo più intenso anche durante il giorno, le prime nevi sui rilievi ed il ritorno della pioggia probabilmente nei periodi fra Capodanno e l’Epifania. Insomma, il 2016 sembra dare un colpo di spugna al “mite” 2015 e riportarci nella consuetudine: se sarà una tendenza duratura o meno è ancora presto per dirlo e saranno gli sviluppi di gennaio a dircelo. A proposito, dato che quello che state leggendo con pazienza si configura come l’ultimo meteo dell’anno, coliamo l’occasione anche noi per farvi i più sentiti auguri per un 2016 indimenticabile…

meteo tendenze

Scendiamo nei consueti dettaglio delle giornate che compongono la settimana per notare come lunedì 28 e martedì 29 saranno giornate ancora sostanzialmente analoghe alle precedenti: larghi sprazzi di sole caratterizzeranno gran parte dei cieli della Penisola in particolare al centro-sud, mentre sulle pianure del nord continuerà a dominare la nebbia, ormai ospite fisso a quelle latitudini. Se si eccettua qualche debole precipitazione possibile su Liguria e Toscana, le due giornate si presenteranno ancora completamente “asciutte”. Anche mercoledì 30 dal punto di vista del tempo non subirà grandi variazioni – la possibilità di qualche piovasco si sposterà verso l’Appennino Centrale – ma le temperature si configureranno come sensibilmente in calo, una tendenza che sarà chiaramente percepibile giovedì 31 quando anche le massime, specie al nord ma non soltanto, si discosteranno solo di qualche grado dallo zero. Prime nevicate dopo molto tempo sulle Alpi, ed in particolare su quelle del Piemonte e della Valle d’Aosta e, in serata, in Lombardia. Piogge un po’ più intense compariranno anche sulla Sicilia e sulla Calabria e, più blandamente, sull’interno del Lazio. Capodanno, ovvero venerdì 1 gennaio, sarà una giornata fredda e piuttosto variabile. Al centro-nord prevarranno le nubi anche se le precipitazioni resteranno piuttosto limitate, mentre al centro e al sud, pur con qualche sprazzo di sole in più, saranno più frequenti piovaschi isolati anche sulla Sicilia a sulla Sardegna. Temperature in stabilizzazione e nevicate sulle Alpi orientali e sugli Appennini centrali oltre intorno ai 1000 metri. Il week-end di sabato 2 e domenica 3 gennaio sarà quello del “ritorno” della pioggia: infatti una perturbazione proveniente dall’Atlantico arriverà sull’Italia procedendo da ovest verso est e causando un brusco ritorno al maltempo: neve anche abbondante è prevista sulle Alpi a partire dal Piemonte e, con l’andare delle ore, progressivamente su tutto l’arco montuoso fino al Friuli. Sul resto della penisola – sempre con il medesimo andamento che vede coinvolto prima il versante tirrenico e poi da sabato sera in avanti tutto lo Stivale, piogge anche intense e persistenti caratterizzeranno una due giorni “bagnata” come non si vedeva da tempo. Frequenti i temporali anche al centro sud. Una nuova tendenza che dovrebbe mantenersi almeno fino alle soglie dell’Epifania.

 

Meteo di Natale dal 21 al 27 dicembre

 

L’imminenza delle feste ci costringe a cambiare il nostro consueto tran-tran bisettimanale che tradizionalmente abbiamo seguito per la nostra ormai nota rubrica sul meteo che occhieggia dall’angolo in alto a destra del vostro sito preferito. E così ci occuperemo in via eccezionale di una settimana “corta”, quella che ci traghetta fino al periodo delle Feste che, quest’anno, si configura come un lungo ponte. Alle prese quindi con solo tre giorni, il meteorologo non può che registrare, senza sorprendersi, una certa stabilità nel clima ormai consolidata. L’alta pressione continuerà stabilmente a stazionare sull’Italia e tale situazione resterà sostanzialmente immutata fino alla fine dell’anno: precipitazioni estremamente contenute se non assenti, cieli con sprazzi di sereno ma, specialmente al nord, coperti da frequenti nuvole basse, temperature tutto sommato poco invernali ed il rischio-smog all’orizzonte saranno gli elementi caratterizzanti il meteo dei prossimi giorni.

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I giorni della vigilia di natale saranno dunque simili ai precedenti e, beninteso, ai successivi. In realtà fra i giorni di martedì 22 e giovedì 24, anche se sulle regioni nord-occidentali qualche avvisaglia si potrà avere fin da lunedì 21, una debole perturbazione atlantica si creerà un varco nel “muro” anticiclonico portando un po’ più di nuvolosità e qualche rischio di pioggia in più soprattutto al nord, fra Piemonte e Lombardia, sulla Liguria, sulla Toscana e sull’Emilia. Non si tratterà però di altro che di una “parentesi” e nemmeno particolarmente intensa, allo stato pregresso di bel tempo che si dovrebbe ristabilire in maniera generalizzata su tutte le regioni per il giorno di Natale. Mercoledì qualche piovasco potrebbe verificarsi anche sul Friuli e sulle Venezie, mentre giovedì, giorno della Vigilia, le piogge potrebbero intensificarsi soprattutto sul genovese e sulla fascia emiliana. Sulle altre regioni, e segnatamente sul centro-sud, poco o nulla da segnalare con sereno prevalente e sole aperto su tutto il sud e le isole.

 

Meteo del week-end 19-20 dicembre

Il Natale con la neve ed un bianco e soffice manto che avvolge tutte le cose e le rende più affascinanti e suggestive? Le renne di Babbo Natale che possono liberamente scorrazzare con la propria slitta sulla coltre innevata del terreno? Beh, pare che, almeno per quest’anno, rimarranno un ricordo. Come infatti non si ricordava dal 1985 – almeno così sostengono gli esperti – il Natale 2015 sarà fra i più asciutti della storia, tanto che già si parla insistentemente di record. Niente neve e, più in generale, niente precipitazioni in genere fin dopo il 25 e, molto probabilmente, anche ben oltre. Non sono alle viste, infatti – almeno relativamente all’orizzonte previsionale possibile in questi giorni – sostanziali modifiche alla situazione che ormai abbiamo imparato a conoscere. La siccità “invernale”, piuttosto insolita, continuerà imperterrita anche nei prossimi giorni cominciando a diventare un problema che se non “toccherà” le produzioni agricole a patto che non arrivi anche in primavera, porterà comunque un minore ricambio dell’aria specie nelle zone urbane causando un decremento della qualità dell’aria che respiriamo ed un meno intenso smaltimento delle sostanze inquinanti.

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E questa assoluta mancanza di novità mette in crisi anche che ogni santa settimana ha la necessità di trovare qualche argomento per raccontare le previsione del tempo. Cosa aggiungere quindi? Poco o nulla, se non certificare il fatto che sia per sabato 19 che per domenica 20 non ci saranno cambiamenti sostanziali allo status quo: qualche pioggerella leggera sulla Toscana e sul nord del Lazio, le solite nebbie mattutine e serali sulla Grandi Pianure, piovaschi isolati domenica sulla Liguria e sulla Calabria, sole e cieli tersi sulle altre regioni. Temperature stazionarie.

 

Meteo della settimana dal 14 al 18 dicembre

L’andamento meteorologico del dicembre di quest’anno, mese che ormai sta per affrontare il proprio giro di boa, si configura agli occhi degli esperti, ma con la stessa evidenza anche per l’osservatore “comune”, come uno dei più strani degli ultimi anni. Fra i meteorologi non manca chi già lo definisce come un “dicembre da record” per la persistenza della zona anticiclonica di alta pressione di origine sostanzialmente africana, che continua a dominare il clima sulla nostra penisola e la cui resistenza non sembra dare cenni di cedimento. Ed in effetti si tratta di una situazione decisamente anomala, non soltanto per le temperature massime insolitamente superiori alla media di questo periodo – ma per questo non particolarmente sorprendenti rispetto alle settimane tardo-autunnali e pre-invernali di altri anni – ma piuttosto per la assenza quasi totale di precipitazioni che si protrae ormai da diverse settimane e che potrebbe portare anche a situazioni di siccità in diverse aree della penisola, oltre che comportare una penuria di neve nelle località sciistiche che non può certo fare la felicità degli operatori turistici. Insomma, un dicembre strano – ma è un po’ tutto l’anno che il clima si comporta in modo insolito rispetto alle sue abitudini – e non è ancora dato di sapere con ragionevole certezza quando la situazione è destinata a mutare. Alcune previsioni a lungo termine – al solito da verificare sul campo con il passare dei giorni e con rilevazioni più precise – si spingono a dire che dovrebbero essere i giorni fra il Natale ed il Capodanno a segnare una inversione di tendenza. Siamo però ancora nel campo delle ipotesi…

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Stante l’ampio preambolo di cui sopra, facile è raccontare nel dettaglio cosa accadrà nelle singole giornate della prossima settimana: in sintesi… poco o nulla. Il sereno su quasi tutte le regioni e le nebbie-foschie sulle grandi pianure saranno ancora indiscusse protagoniste da lunedì 14. Le poche eccezioni alla ormai nota situazione saranno: qualche piovasco fra Liguria e Toscana nella giornata di martedì 15, un aumento della nuvolosità con conseguenti precipitazioni sparse mercoledì 16 fra Lucania, Calabria e Sicilia, qualche nevicata serale sulle Alpi trentine e venete fra lo stesso giorno di mercoledì e giovedì 17 ed un’altra “ondata” – se così si può chiamare – di deboli piogge per venerdì 18 sulla Liguria e sul nord della Toscana tirrenica. Temperature, venti e mari rimarranno sostanzialmente invariate.

 

Meteo del week-end 12-13 dicembre

Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia. Almeno questo dice la saggezza popolare in barba alle lapidarie indicazioni della scienza che sancisce come primatista in tale curiosa disciplina il solstizio d’inverno, ovvero il 21 o il 22 dicembre a seconda degli anni. Santa Lucia è anche il giorno dove in molte regioni la tradizione vuole consegnati i doni natalizi ai bambini ed è quindi per molti versi una data particolare. E se dunque Santa Lucia è giorno foriero di regali, dal punto di vista meteorologico tale attitudine si traduce nel fatto che domenica 13 dicembre sarà un nuovo giorno di tempo sereno e tutto sommato piacevolmente invernale. Come sabato 12 d’altronde, anch’esso in linea con la ormai consolidata situazione di alta pressione che da settimane caratterizza l’ultimo scorcio dell’autunno che si conferma freddo e sereno. La nebbia, come ormai consuetudine, sarà l’unico elemento a “disturbare” questa situazione generalizzata, in particolare sulle pianure del nord ma non solo: d’altronde si tratta di un fenomeno normale con questo tipo di condizioni. La foschia, infatti, si forma per l’eccesso di particelle di acqua liquida contenute nell’aria umida che a contatto con il suolo più freddo genera condensa e viene “evidenziata” proprio dalla contestuale presenza dei raggi solari. Non c’è quindi da meravigliarsi se, specie nelle aree urbane, la nebbia è di questi tempi spesso protagonista.

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Nello scendere come di consueto nel dettaglio delle giornate che compongono il prossimo week-end ci troviamo di fronte ad una situazione stabile e senza particolari variazioni. Peraltro non si prevedono sostanziali cambiamenti nemmeno per la prossima settimana. Sulle regioni del nord, come anticipato, i cieli sereni saranno “funestati” dalla frequente presenza della nebbia sulle pianure specialmente nelle ore del mattino e della sera ma, seppure più irregolarmente, a volte anche durante la giornata. Qualche rovescio isolato potrebbe manifestarsi fra Lombardia occidentale e Piemonte e sul Levante Ligure. Sulle Alpi e sulle Venezie, fermo restando il gelo notturno ormai conclamato, le ore del giorno saranno segnate da ampie schiarite. Sul resto delle regioni, fatta salva una nuvolosità più marcata con qualche piovasco possibile su Toscana ed Emilia Romagna, la netta prevalenza del meteo sarà sul bel tempo. Di conseguenza si muoveranno le temperature: ovunque intorno allo zero le minime, le massime saranno decisamente miti, se rapportate al periodo, nelle zone soleggiate e più fredde dove prevale la presenza di nebbie.

 

Meteo della settimana “corta” 9-11 dicembre

Fatta salva una corrente di aria più fretta attesa per giovedì 10, anche questa settimana “breve” che segue in Ponte dell’Immacolata, sarà caratterizzata, come i giorni precedenti, dalla stabilità del tempo, favorita da una zona di alta pressione la cui persistenza non accenna a diminuire. Si tratta, come ormai avrete capito, di una situazione “anomala” rispetto a quanto accade in genere nell’ultima parte dell’autunno in cui ci troviamo, ma al contrario perfettamente in linea con l’andamento “medio” di questo 2015 che è stato caratterizzato soprattutto da temperature più elevate del previsto ed una incidenza delle precipitazioni piuttosto bassa. Insomma, tutto questo preambolo non voleva altro che significare la sostanziale invarianza dei prossimi giorni – e probabilmente anche di quelli ad essi successivi – rispetto alla situazione metereologica della nostra beneamata Penisola: cieli tersi e soleggiati e foschie e nebbie nelle pianure specialmente al nord saranno dunque ancora una volta protagonisti…

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Scendiamo dunque nel consueto dettaglio di questa anomala settimana “corta”: mercoledì 9 sarà una giornata sostanzialmente in linea con le precedenti: la nebbia accompagnerà gran parte della giornata di chi si trova nella Pianura Padana, ma anche nelle zone interne della Toscana, del Lazio e delle Marche e nell’Umbria. Rispetto al cielo soleggiato delle restanti regioni, da segnalare soltanto la possibilità di nevicate sulle Alpi – più facilmente su quelle occidentale – a partire dai 1000 metri di quota ed una intensificazione della nuvolosità nel meridione con possibilità di precipitazioni, specialmente serali, su Calabria, Lucania e Abruzzi. Temperature stazionarie. Giovedì 10 una corrente di aria fredda proveniente da Levante arriverà sull’Italia contribuendo ad abbassare un po’ le temperature e a portare ad una maggiore, sebbene passeggera, instabilità. La pioggia comparirà in Abruzzo, in Calabria ed in Sicilia, dove occasionalmente le precipitazioni potrebbero essere temporalesche. Qualche rischio di pioggia nella seconda parte della giornata ci sarà anche in Irpinia e sulla Puglia settentrionale. Invariata rispetto a mercoledì la situazione sul resto delle regioni dove i cieli saranno o sereni o nebbiosi. Infine venerdì 11: la breve perturbazioni manifestatasi giovedì avrà già lasciato i nostri lidi, lasciando una situazione ancora una volta di generalizzato sereno. In particolare, il tempo tornerà bello nel centro sud senza eccezioni. Si conferma la nebbia sulla Pianura Padana, mentre sul levante ligure e su parte della Toscana si verificheranno maggiori annuvolamenti con possibili precipitazioni.

 

Meteo del week-end “lungo” dal 5 all’8 dicembre

Nulla di nuovo da segnalare: alta pressione diffusa su tutta la penisola che si traduce in ampi sprazzi di cielo sereno su gran parte delle regioni italiane e in fitte nebbie e foschie spesso persistenti per tutto il giorno nella pianure non soltanto del nord. E’ questa in sintesi la tendenza del meteo per il week-end “lungo” che ci apprestiamo a vivere, con tanto di ponte – che per i milanesi coincide con la Festività di Sant’Ambrogio – che ci “traghetta” fino al mercoledì. Quattro giorni piuttosto simili tra loro, dunque, il cui andamento sarà in piena continuità con quelli che li hanno preceduti ed anche con quelli che li seguiranno, dato che la situazione si manterrà pressoché invariata almeno fino alla fine della prossima settimana.

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Scendiamo nel nostro consueto dettaglio lungo i giorni del “Ponte dell’Immacolata”. Sabato 5 dicembre sarà dunque una giornata all’insegna dell’alta pressione. Tuttavia, tale situazione “macro-climatica” porterà solo in alcune regioni – le Alpi, la Sicilia, alcune aree della Lucania e della Puglia e le zone del centro fra Umbria e Lazio – cieli limpidi e soleggiati. Nella maggior parte della Penisola infatti, prevarranno le nuvole basse, come sulle coste, o persistenti foschie e nebbie, come sulle pianure non soltanto del nord. Praticamente assenti le precipitazioni, se si eccettuano qualche piovasco isolato possibile in giornata sugli Abruzzi e sulla Sicilia orientale. Temperature sostanzialmente stazionarie. Per domenica 6 la situazione subirà due principali mutazioni: da un lato si registrerà una maggiore incidenza delle schiarite con cieli più limpidi e sgombri sul centro-sud e sulla Valle d’Aosta, dall’altro il tempo peggiorerà decisamente sulla Sardegna dove sono prevedibili piogge intense con risvolti anche temporaleschi. Stazionaria la situazione nel resto della penisola ed in particolare sul centro-nord. Lunedì 7 vedrà il diradamento delle nebbie e delle nubi basse estendersi ulteriormente in buona parte dell’Italia coinvolgendo tutta la costa tirrenica fino alla Liguria, la Toscana interna, la dorsale appenninica e l’intero sud. Solo la Pianura Padana ed alcune zone dell’Emilia e delle Marche resteranno sotto la foschia ancora per tutta la giornata. Persistono i temporali sulla Sardegna, specie sul cagliaritano, a causa di una “lingua” di perturbazione che  stazionerà sull’isola prima di spostarsi verso sud-est nei giorni successivi. Temperature in leggero aumento al centro sud, stabilmente fredde al nord. Infine martedì 8, giorno dell’Immacolata: poche le variazioni rispetto al quadro precedente: la zona di maltempo che era sulla Sardegna si sarà spostata sulla Sicilia, provocando le uniche piogge registrabili sulla penisola. Per il resto ancora sereno e nebbia saranno i due “climi” protagonisti.

 

Meteo della settimana dal 30 novembre al 4 dicembre

Ci risiamo. Il 2015 si conferma l’anno delle sorprese metereologiche e quello dove il “bel tempo” ha decisamente prevalso rispetto a quello “cattivo”. Anche in questo ultimo scorcio dell’anno, quello che ci accompagna al periodo gioioso ed un po’ malinconico delle Feste, il clima sulla nostra beneamata Penisola si confermerà per larghi tratti migliore rispetto al “solito”: e così, dopo una estate all’insegna del caldo africano ed un autunno che assomigliava più ad una precoce primavera, anche la prima parte della stagione invernale sarà “sopra le media”, caratterizzata da alta pressione e con una incidenza delle precipitazioni decisamente al di sotto delle normali attese. Sarà così anche per la settimana entrante, la prima del mese di dicembre, che sarà caratterizzata da alta pressione e stabilità, una prevalenza di cieli soleggiati ed aperti ed una incidenza piuttosto bassa della pioggia. Attenzione, però: il freddo e le temperature rigide rimarranno costanti durante il periodo, così come la situazione di sereno favorirà in larghe parti dello stivale – non soltanto nelle pianure del nord – la formazione di foschie e nebbie che, specie nelle ore mattutine e serali, potranno essere anche molto intense.

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Novembre ci saluta con una giornata serena: lunedì 30, infatti, sarà una giornata serena con le rare eccezioni di qualche annuvolamento più intenso sulla Liguria e sulla Calabria che però alla resa dei conti non porteranno piogge. Attenzione alla nebbia la cui incidenza specie sulla Pianura Padana, potrebbe protrarsi anche per le ore diurne. Anche martedì 1° dicembre l’ago del barometro sarà prevalentemente posizionato sul sereno su gran parte della Penisola. Qualche nuvola in più persisterà su tratti della costa tirrenica, sulle zone adriatiche delle Venezie, sulla Toscana, sull’Umbria e sul Lazio, mentre una pioggia fine ed intermittente potrebbe comparire sulla Calabria ionica. Intensità delle nebbie in leggero aumento di pari passo con il leggero innalzarsi delle temperature. Pochissime le variazioni da registrare nella giornata di mercoledì 2, fatta salva una ulteriore accentuazione della tendenza alla formazione di nebbia che potrebbe spingersi fino alle zone interne del centro e lambire il Viterbese. Temperature in ulteriore leggero aumento al centro-sud. Situazione confermata anche per giovedì 3, altra giornata che potrebbe essere descritta sinteticamente dal titolo “sole o nebbia” data la netta alternanza fra le due diverse situazioni climatiche portate dall’alta pressione. Infine, venerdì 4, pur nella persistenza della situazione generale comune a tutta la settimana, si registrerà un leggero peggioramento con una intensificazione della nuvolosità su diverse zone dello Stivale, a cominciare dalle coste tirreniche della Liguria e della Toscana, sul Piemonte orientale, sull’Alto Adriatico, sulle coste delle Marche e, nel pomeriggio, anche in Lombardia. In queste aree, oltre ad una velatura del cielo più marcata, si potranno verificare anche precipitazioni di lieve entità.

 



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