Il miglior pizzaiolo al mondo? È un napoletano!

Dopo anni di vincitori stranieri è stato Davide Civitiello a riportare “a casa” il titolo al Campionato Mondiale del Pizzaiuolo. In un'intervista ci racconta la sua storia

davide civitiello - campionato mondiale pizzaiuolo 2013

La pizza e Napoli: un connubio perfetto, quasi scontato. E infatti è proprio nel capoluogo campano che ogni anno nel mese di settembre si svolge il Festival della Pizza, allestito presso il Napoli Pizza Village, sul lungomare Caracciolo. Uno degli appuntamenti imperdibili di questa manifestazione è il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo che ogni anno incorona i migliori della categoria con una sfida internazionale. L’ultima edizione ha visto trionfare nella sezione dedicata proprio alla pizza napoletana, denominata STG (specialità tradizione garantita), il trentenne partenopeo Davide Civitiello che, dopo anni di vincitori stranieri, è riuscito a rimettere le cose in chiaro, riportando “a casa” l’ambito premio. Noi lo abbiamo incontrato di recente durante una tappa del suo tour, organizzata presso il ristorante Rossopomodoro (catena con la quale collabora da tempo), aperto da poco al quarto piano presso il Brian & Barry Building, che si affaccia su Piazza San Babila a Milano: una location dal mood newyorkese e suggestiva, dove Davide ci ha raccontato la sua storia.

Davide, raccontaci di questo campionato…
Una cosa particolare è che si tratta dell’unico campionato mondiale del pizzaiolo e non della pizza. All’ultima edizione, quella alla quale ho partecipato io, eravamo circa 700 pizzaioli da quasi 50 Paesi! A settembre ci sarà la 13esima edizione e io sono stato chiamato a far parte della giuria.

Come si svolge la gara?
Ci sono dieci categorie. Io ho gareggiato in quella denominata STG (specialità tradizione garantita) che è il marchio che in tutto il mondo identifica la pizza napoletana autentica.

In quanti avete partecipato per questo titolo?
Eravamo 350, tra cui anche giapponesi, brasiliani e pizzaioli di tutta Europa.

Chi fa parte della giuria?
Ci sono chef stellati, critici, giornalisti e rappresentanti di varie associazioni del mondo della gastronomia. Poi ci sono ospiti d’onore, come attori o personaggi famosi.

Come si decreta il vincitore?
Ogni pizzaiolo porta i propri ingredienti e prepara la pizza di fronte a un giudice di forno che osserva e valuta tutte le fasi: la stesura dell’impasto, il condimento, la cottura e guarda anche come viene lasciato il banco di lavoro… Una volta sfornata, la pizza viene portata ai quattro giurati che danno il loro voto.

Quale pizza hai deciso di preparare?
Una Margherita. In alternativa si può fare una Bufala o una Marinara.

La Quattro Gusti (con quattro varietà di pomodori)

Tu hai riportato il titolo a Napoli… Sei orgoglioso?
Sì molto! Effettivamente nelle ultime edizioni avevano vinto un Giapponese, un Australiano e un ragazzo del Nord Italia.

Da quant’è che fai il questo mestiere?
Io fin da ragazzino, dopo la scuola, passavo molto tempo nella pizzeria di un amico di famiglia e lì a poco a poco mi sono appassionato…

Sei stato anche all’estero per lavoro?
Sì, ho fatto 80 start-up nei punti vendita di Rossopomodoro e poi, grazie all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, che porta la pizza napoletana in tutto il mondo, sono stato a New York, Fort Lauderdale, Naples, Dubai, Tokyo…

Quando eri in America hai cucinato la pizza anche per qualche celebrity?
Sì, quando lavoravo da Rossopomodoro a New York (che si trova dentro Eataly), veniva spesso Henry Winkler, il mitico Fonzie di Happy Days. Poi ho preparato la pizza a Gwyneth Paltrow, a Beyoncè, Danilo Gallinari e tanti altri… Con molti di loro ho anche delle foto ricordo.

Qual è il segreto per fare una pizza da “campione del mondo”?
L’impasto è molto importante: da Rossopomodoro per esempio usiamo la doppia lievitazione. In pratica si lascia lievitare l’impasto tutta notte e la mattina si preparano le palline che vengono poi stese la sera. Il risultato è un impasto più digeribile e molto fragrante.


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