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Il karaoke, l’entertainment che viene dall’est

Arriva l’estate e bambini e ragazzi, liberi dagli impegni scolastici – a parte i compiti delle vacanze, beninteso! – possono dedicarsi alle tante attività in grado di rendere interessanti, vivaci e divertenti le loro giornate lontano dai banchi, risolvendo magari anche il problema di tanti genitori che, continuando a lavorare, devono trovare soluzioni sempre nuove. Il sole, il caldo e l’estate non possono che invogliare alle attività all’aperto cui finalmente poter dedicare il tempo necessario.


[dup_immagine align=”alignleft” id=”30510″]Abbiamo già visto le proposte che, ad esempio a Milano, sono disponibili per rendere interessante l’estate dei ragazzi che trascorrono i mesi tradizionalmente balneari in città, da quelle sportive a quelle culturali e didattiche, adatte ad ogni età ed alla portata di ogni portafoglio. E se queste attività sono certamente da privilegiare, vuoi per la stagione, vuoi per il tempo speso in classe durante l’anno che richiede un naturale “bilanciamento”, ogni tanto capita di dover restare in casa o di essere in compagnia con poco spazio a disposizione. Cosa fare allora? Da quasi 50 anni una valida risposta è…il karaoke!

Il divertimento che viene dal Giappone: il karaoke

È un neologismo ormai entrato nel dizionario comune: “karaoke” deriva da due parole giapponesi che letteralmente significano “orchestra vuota”, con ovvi riferimenti. Difficile dire chi lo abbia effettivamente inventato o da dove arrivi: quel che è certo è che fin da quando i mezzi tecnici lo hanno permesso, diversi cantanti professioni o meno, usavano registrare le basi delle proprie canzoni in modo da potersi esibire in pubblico senza accompagnamento. In maniera abbastanza concorde fra gli storici dell’argomento, l’antesignano del karaoke è riconosciuto nella trasmissione americana Sing Along with Mitch, in onda dal 1961 su NBC, nella quale un coro eseguiva canzoni conosciute mentre in sovrimpressione sullo schermo comparivano i testi con i quali gli spettatori erano invitati ad “unirsi al coro”. Fu naturalmente la “portabilità” della musica a rivoluzionare anche il concetto di karaoke che si trasformò in vero e proprio entertainment nazional-popolare: fu proprio in Giappone – da qui probabilmente il nome – che nei primi anni ’70 si diffusero i karaoke box, vere e proprie cabine-gioco che cominciarono a popolare magazzini pubblici e piazze, all’interno delle quali si poteva cantare le proprie canzoni preferite con una base e un video che proponeva i testi.

Il karaoke a casa tua

Da allora il karaoke è diventato sempre più fruibile e comune, in funzione dell’evoluzione tecnologica fino a diventare, negli anni ’80, un vero e proprio fenomeno di costume.

Si moltiplicarono le trasmissioni televisive che lo proponevano, i locali che lo utilizzavano come intrattenimento dei clienti, le postazioni-karaoke anche casalinghe sempre più piccole, più semplici da utilizzare e con un numero di pezzi disponibili sempre crescente.

Un fenomeno che è diventato planetario e che non conosce cedimenti di popolarità. E che ha contagiato anche le consolle più popolari.

[dup_immagine align=”alignleft” id=”30401″]Sono innumerevoli i giochi e gli accessori che permettono di trasformare un videogioco in una karaoke-station fornitissima e divertentissima: in questo solco si inserisce l’ultimo nato in casa Wii, il gioco Wii Karaoke U by Joysound che permetterà di trasformare la vostra Wii U in un microfono corredato di un fornitissimo catalogo musicale e di una connessione che permetterà ai giocatori di mettersi in competizione anche in rete, entrando nelle classifiche e nelle “hit” europee. Il tutto, scaricando gratuitamente il software necessario dal Nintendo eShop a partire dal corrente mese di luglio.

Anna Invernizzi

Classe 1972, cinque figli e una vita intensa. Laureata in Economia, impiegata, scrivo per passione su tutto quello che mi interessa. In particolare creo contenuti a tema cucina e lifestyle.

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Anna Invernizzi

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