Il coraggio di Carlotta Nobile, l’angelo del violino

Violinista, direttore artistico dell’Orchestra di Santa Sofia di Benevento, aveva 24 anni. E combatteva da due anni contro un melanoma. Aveva raccontato la sua malattia attraverso un blog

Carlotta Nobile

Carlotta Nobile aveva scelto una strada “particolare” per una ragazza giovane come lei. Bionda, alta, elegante, attraente, era soprattutto affascinata dalla bellezza della musica. Quella che i ragazzi  dicono essere “impegnata”, quella che si chiama “musica classica”. Ma il suo non era un semplice interesse, era soprattutto la scoperta di un talento. Un grande talento. Perché Carlotta era soprattutto una violinista in grande ascesa, tra le più apprezzate del panorama italiano e con una già notevole esperienza internazionale. Era diventata poco più che ventenne direttore artistico dell’Orchestra da Camera di Santa Sofia, fiore all’occhiello della cultura della sua città, Benevento. A 22 anni aveva scoperto di essere affetta da una grave forma di melanoma, contro cui ha iniziato subito una battaglia coraggiosa e “pubblica”, messa a parte di tutti attraverso le pagine di un blog, Il cancro e poi. Carlotta è morta martedì scorso a 24 anni e mezzo. La chiamavano “l’angelo del violino”.

Un talento eclettico e precoce

Carlotta è nata a Benevento nel dicembre del 1988. Pluripremiata e pluridecorata, la sua carriera internazionale era iniziata quando aveva solo 17 anni, vincendo un premio all’International Ibla Grand Prize di New York. Diplomata in violino, seguì una formazione molto “tradizionale” presso la Fondazione “Santa Cecilia”, a Venezia e poi a Firenze, a Salisburgo e a Londra. Ma accanto a ciò ha anche coltivato il suo amore per l’arte in senso lato, laureandosi in Storia dell’arte alla Sapienza di Roma e seguendo corsi di arte contemporanea a Cambridge e a New York. Un grande talento, interculturale e “contaminante”, come lei stessa si definiva. Con all’attivo anche la pubblicazione di un romanzo breve Oxymoron, edito nel 2012. E poi, la malattia, scoperta nell’ottobre del 2011 contro cui ha combattuto a suo modo. Il suo blog, anonimo, è diventato un punto di riferimento unico facendone un personaggio anche sul web. E per questo la sua storia è ancora più struggente e la sua figura interessante: in quello che scrive, infatti, non esprime mai un lamento, mai rabbia, ma un incredibile amore per la vita, attaccamento ad essa, grandezza umana.

Il blog di Carlotta

Carlotta Nobile con l'Osrchestra da camera di Santa Sofia
Carlotta Nobile con l'Osrchestra da camera di Santa Sofia

Una storia, la sua, incredibilmente simile a quella che abbiamo già raccontato di Zach Sobiech, il ragazzo del Minnesota stroncato da un osteosarcoma a 18 anni e che ha detto addio al mondo con la musica. Persone di una umanità che lasciano senza parole. Se avete occasione di leggere il suo blog, troverete frasi come questa: “Io non so più neanche quanti centimetri di cicatrici chirurgiche ho. Ma li amo tutti, uno per uno, ogni centimetro di pelle incisa che non sarà mai più risanata. Sono questi i punti di innesto delle mie ali.” Oppure: “solo raccontando il cancro si può apprezzare davvero la vita e tutto il meraviglioso che essa ci regala. Perché solo smettendo di dare tutto per scontato si può cominciare a considerare ogni attimo un dono, una conquista, un piccolo-grande miracolo.” “Il cancro. E poi…? E poi la vita cambia. E spesso diventa ancora più bella.” Commenti? Nessuno. Anzi, uno sì. Questa volta abbiamo parlato veramente di Una Donna. Con la D maiuscola.


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