Lifestyle

Fashion as Social energy, una mostra a Milano

Arte e moda sono il filone dellesposizione ospitata da Palazzo Morando, il museo della Moda della città lombada, fino a fine agosto. Quattordici artisti contemporanei esplorano il mondo del fashion tra etica ed estetica

Nel cuore di Milano, all’interno del quadrilatero della moda più famoso al mondo, c’è Palazzo Morando che proprio della moda è importante scrigno. Nelle sue sale si inaugura è in questi giorni una nuova mostra in occasione di Expo in città: Fashion as social energy che si potrà visitare fino al 30 agosto negli spazi espositivi allestiti appositamente. La moda viene qui vista con un’ottica artistica, come concetto di cultura e contaminazione con la vita quotidiana mentre l’arte contemporanea interpreta l’abito

“Questo piccola ma affascinante mostra, a cavallo tra fashion, arte contemporanea e riflessione sociale, ci porta a leggere con uno sguardo nuovo il mondo della moda, inducendo a considerarla come un’energia ‘sociale’ capace di muovere pensiero ed economia, e spingendoci a riflettere sull’abbigliamento come un contributo all’identità di persone, comunità e tradizioni” ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Organizzata dal Comune settore Cultura, Servizio Musei Storici e da Connecting Culture, con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda in partnership con Ermenegildo Zegna, la mostra, curata dalla storica dell’arte Gabi Scardi e da Anna Detheridge, critica e teorica delle arti visive e presidente di Connecting Cultures, mette a fuoco il rapporto tra Moda e Arte: identità, sensibilità, linguaggi, etica ed estetica in forte cambiamento per un particolare percorso di opere, installazioni, video, realizzati da 14 artisti italiani e stranieri fra i quali: Michelangelo Pistoletto, Mella Jaarsma, Maria Papadimitriou, Lucy+Jorge Orta, Claudia Losi, Marzia Migliora, Luigi Coppola, Wurmkos e Bassa Sartoria, Ra Di Martino e Katerina Seda. Evoluzione dei materiali, quella tecnologica, la fragilità delle identità personali, le contaminazioni dei vari Paesi del mondo, la mobilità, l’importanza della memoria, delle radici, della storia e delle tradizioni.

Come dice Anna Detheridge: “si tratta di un’esposizione sulla vita, sui modi di essere e di vedere. Le idee evocate dagli artisti rappresentano un nuovo inizio che potrebbe regalare alla arti applicate un ruolo più rilevante nel quadro della società contemporanea”.

Nelle opere in mostra l’abito non rappresenta solo la possibilità di un’identificazione individuale e sociale ma stimola riflessioni su molti fenomeni attuali, quali la mobilità e l’immigrazione, la caducità della bellezza, la frammentazione delle comunità e delle relazioni tra individui, le condizioni del lavoro, la possibilità di sottrarsi al ciclo fagocitante del consumo, le potenzialità delle pratiche di condivisione.
Ad animare Palazzo Morando durante i tre mesi di apertura al pubblici della mostra anche un ricco palinsesto di incontri, workshop, seminari e serate conviviali dedicati al panorama della moda e del fashion di cui l’Italia è punto di riferimento mondiale.



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