Expo 2015. Colombia: come cambiare idea su una nazione in quaranta minuti

Scoprire una terra lontana ed inattesa: il segreto del successo del padiglione della Colombia a d Expo è tutto qui.

Colombia Expo 2015

L’idea dell’ingresso serale in Expo è, va detto, decisamente azzeccata. La possibilità di impiegare la tutto sommato abbordabile cifra di cinque euro pro-capite per passare una serata al centro della kermesse milanese è allettante. Una cosa è chiara fin da subito al visitatore serale: i padiglioni più “belli” – che sono immancabilmente anche quelli più ambiti e citati nelle diverse “classifiche popolari” che non è difficile trovare in rete – sono anche quelli più affollati. E così, considerando che tutti chiudono alle 21 e che quindi il tempo a disposizione è poco – anche se in parte ciò non è vero perché diversi restano “clandestinamente” aperti anche oltre l’ora consentita – è utile puntare su un obiettivo prestabilito e mettere in conto di sorbirsi un po’ di attesa per entrare almeno in uno dei paesi in cima alle hit parade. E così, secondo questo schema, ecco un’altra delle mete segnate nel mio “personalissimo cartellino”, come diceva il grande Rino Tommasi: la Colombia. Dall’esterno non mi attira molto, ma la coda è ragionevole ed il tempo stringe… ma si, entriamo…

Un paese tutto da scoprire

I padiglioni sono costruiti per stupire, questo è chiaro. C’è chi ci riesce con idee originali, c’è invece tenta di farlo con scelte talmente astruse e strampalate da lasciare interdetti. C’è invece, forse perché bramoso di dare un’immagine diversa rispetto a quella comunemente conosciuta, chi sceglie semplicemente di raccontare sé stesso, le proprie tradizioni, la propria terra, le proprie ricchezze, magari non parlando per una volta delle proprie miserie. E’ questo il caso della Colombia, un paese del quale si può dire, senza temere di offendere nessuno, che la reputazione internazionale non sia esattamente delle migliori, associata quasi automaticamente al “Cartello di Medellin”, alla guerra civile e alla violenza. Non che tutto ciò non sia una realtà drammatica e, forse, non ancora legata solo al passato, ma come sempre accade quando le cose sono viste superficialmente, “un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce”. Forse proprio questo è il motivo per cui il padiglione della Colombia colpisce tutti coloro che lo hanno visto: in quaranta minuti il visitatore medio, accolto dai ragazzi colombiani che guidano il giro dell’allestimento, scopre una sconosciuta e sconfinata ricchezza e si pone seriamente una domanda: quando posso andare ad assaporarla da vicino?

Colombia Expo 2015

I cinque “livelli climatici” del Mondo

La Colombia e la sua storia è la protagonista del padiglione, costruito completamente con immagini spettacolari che si susseguono con una velocità quasi stordente. L’originalità di questo paese sta nella sua particolare posizione e nella sua conformazione fisica che ne fanno una sorta di unicum sulla Terra. Nello stato che prende il nome dal più grande navigatore italiano di tutti i tempi – come viene ricordato all’inizio della visita guidata con una sapiente captatio benevolentiae – la vicinanza all’Equatore rende stabile la temperatura ed annulla le stagioni, cosicché il clima è regolato solo dall’altitudine. Ma siccome in Colombia si passa dalle spiagge dei caraibi fino al picco Cristobal Colon che supera i cinquemila metri di altezza, nel paese risultano presenti tutti i cinque “livelli climatici” del mondo cosa che porta, in uno spazio tutto sommato limitato, ad una biodiversità ineguagliabile che si traduce in cinquantamila specie diverse fra piante ed animali. Un record nel mondo. Dato che lil mio scopo non è quello di “togliere la sorpresa”, ma di invogliare alla visita, mi limiterò a qualche accenno, tentando di aumentare la curiosità senza “svelare l’assassino”. Nelle diverse sezioni dell’allestimento si passa per ciascuno di questi “climi”, dal più caldo che caratterizza l’80% della superficie del paese e che presenta 365 giorni all’anno temperature fra i 27 ed i 35 gradi fino a quello delle nieves perpetuas della Cordigliera Andina. In mezzo, il clima temperato di Medellin, la città della “perenne primavera” dove tutto l’anno si va dai 19 ai 26 gradi, il “clima freddo” di Bogotá, una metropoli da 8 milioni di abitanti a 2600 metri di altezza dove la temperatura oscilla sempre intorno ad una media di 13 gradi non superando mai i 18 e non scendendo sotto ai 6, e soprattutto l’affascinante “paramo”, un livello climatico sconosciuto in Europa e presente solo in Sud America. Ad una altitudine fra i 3000 ed i 5000 metri sul livello del mare, nei Paramos di Santa Marta la temperatura è sempre intorno ai 5 gradi e l’acqua una risorsa talmente abbondante da costituire una vera e propria riserva idrica per tutto il paese. Ma attenzione, il finale della visita è una doppia sorpresa: nell’ultima sezione uno spettacolare videowall vi porterà come foste in un gigantesco ascensore dal punto più alto al più basso del paese attraverso una sequenza di immagini “reali” da brivido, mentre nella stanza “del commiato” sarete contagiati dall’allegria con La Tierra del Olvido, successo di Carlos Vives che in patria è una vera star, affiancato in uno spettacolare video che ripercorre i cinque pisos termicos dai maggiori artisti del suo paese. In rete ne circola solo un frammento…

 


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