Dimitrij Mendeleev: dalla vodka al doodle passando per la Tavola Periodica

La strana storia dello scienziato celebrato da Google che oltre che alla chimica ha contribuito anche alla produzione della vodka. Forse…

Il doodle dedicato a Mendeleev
Il doodle dedicato a Mendeleev

Google gli ha dedicato l’ormai tradizionale doodle del giorno, riportandolo agli onori della cronaca. Lui è Dmitrij Ivanovič Mendeleev e tutto sommato si merita questa inattesa ondata di popolarità perché si tratta senza ombra di dubbio di uno dei padri fondatori della chimica moderna, noto soprattutto come inventore e redattore della popolare Tavola Periodica degli Elementi, che a distanza di anni e superando brillantemente numerose prove di verifica sperimentale rimane tuttora il punto di riferimento scientifico principale per chi si approccia allo studio di quell’affascinante e incredibile aspetto del nostro mondo che riguarda gli elementi “fondamentali” che formano la materia, ovvero tutto ciò che vediamo e tocchiamo.

Mendeleev, nato l’8 febbraio del 1834 a Tobols’sk, storica capitale della Siberia Occidentale, era professore di chimica all’Università di San Pietroburgo. È l’autore di Principi di Chimica, l’opera attraverso la quale descrisse i risultati del suo lavoro di ricerca, volto ad ottenere quello che da tempo scienziati e ricercatori tentavano di fare e che non erano riusciti a raggiungere: una sistematizzazione e classificazione che permettesse di ordinare logicamente i diversi elementi che a mano a mano venivano scoperti…

Scienza o preveggenza?

Lo scienziato nel 1897
Molti di voi ne avranno un ricordo vago e lontano per averne sentito parlare durante la scuola, magari non stuzzicando particolarmente la propria fantasia di studente e per questo passata rapidamente nel dimenticatoio. Ma la Tavola degli Elementi di Mendeleev, se considerata con attenzione, è cosa decisamente sorprendente. Il nostro studioso, infatti, si era accorto delle proprietà chimiche e fisiche ricorrenti di alcuni dei 63 elementi conosciuti in quel momento e, considerandone il peso atomico, li riuscì a sistemare in una progressione ordinata e precisa che si rivelò assolutamente e scientificamente corretta.

Non solo, il suo lavoro fu così accurato che egli fu in grado di “prevedere” l’esistenza di elementi chimici non ancora scoperti al suo tempo, descrivendone le proprietà con una precisione a dir poco impressionante. Molte delle cose che Mendeleev descrisse in quel lontano 6 marzo 1869, quando presentò il suo lavoro alla prestigiosa Società Chimica Russa, furono poi confermate decine e decine di anni dopo.

Mendeleev e la Vodka

Insomma, un bel personaggio! E non solo per le sue doti scientifiche… Pare infatti – ma occorre obbligatoriamente usare il condizionale nel parlarne, in quanto la ricostruzione storica dell’episodio è quanto mai avvolta da una strato di leggenda – che il nostro scienziato ebbe un ruolo fondamentale anche nella produzione di quell’autentica “icona” della civiltà russa che è la vodka.

Quando nel 1890 Mendeleev se ne andò sbattendo la porta dall’Università di San Pietroburgo – sia per alcuni dissapori con il governo sia per lo scandalo che nella società del tempo scatenò il suo divorzio e il suo secondo matrimonio – entrò come direttore nell’Ufficio Pesi e Misure e sembra che in quel frangente, forte della sua tesi di laurea che aveva redatto anni prima sul tema delle combinazioni di alcool e acqua, finì per fissare le norme di produzione della vodka determinandone la gradazione a 40°. Quanto ci sia di vero in tutto ciò ha importanza relativa: quel che è certo è che il nostro Dimitrij ne esce ancora più simpatico, capace di unire l’utile al dilettevole e il “sacro” col “profano” con ammirevole nonchalance

 

Photo Credit: Serge Lachinov

 


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