Child 44, dal romanzo all grande schermo la storia del killer di Rostov

Ispirata da una storia vera, il racconto di uno spietato criminale sullo sfondo del regime sovietico

Child 44 – Il bambino numero 44, nelle sale italiane dal 30 aprile ,distribuito da Adler Enterteinment, ha già fatto molto discutere. Infatti, proprio nel paese in cui la pellicola è ambientata, cioè in Russia, il film non passerà nelle sale cinematografiche per una decisione del Ministro della Cultura.
La pellicola trasporta sul grande schermo l’omonimo best seller internazionale, scritto da Tom Rob Smith (edito in Italia da Sperling & Kupfer) pubblicato nel 1998 e premiato nello stesso anno dalla Crime Writers Association come miglior thriller. Il romanzo narra le vicende reali di uno spietato serial killer Andrej Romanovič Čikatilo, meglio conosciuto nella Russia stalinista come Il Mostro di Rostov che, tra il 1978 ed il 1991, ha ucciso 53 tra donne e bambini. Confessati i suoi terribili crimini, viene condannato a morte giustiziato nel 1994. A quel tempo, il regime totalitario sovietico tendeva a nascondere storie di questo genere, poiché si riteneva impossibile che tali vicende potessero verificarsi lì dove tutto doveva apparire perfetto.
Il regista premio Oscar Ridley Scott, resta particolarmente affascinato da questa vicenda e decide, nove anni fa, di incontrare Smith intenzionato a trarre dal suo lavoro una trasposizione cinematografica; ma nel tempo cambiano le carte in tavola e, dalla macchina da presa, Scott passa al ruolo di produttore, affidando la regia a Daniel Espinosa, che con il suo Snabba Cash segna il maggior record di incassi al botteghino nella sua Svezia.

Centrale è la figura positiva, che si oppone a quella assolutamente negativa del sanguinario serial killer, di Leo Demidov (Tom Hardy), eroe di guerra diventato una delle migliori menti dei servizi segreti russi. La sua esistenza verrà completamente sconvolta quando la spia Anatoly Tarasovich Brodsky (Jason Clarke), da lui catturato, fa il nome di sua moglie Raisa (Noomi Rapace) tra quelli di un gruppo di cospiratori; e quando Leo si rifiuta di denunciare Raisa, i due verranno costretti all’esilio dal Maggiore Kuzmin (Vincent Cassel) nell’inquietante cittadina di Volsk.
Qui i due, insieme al capo della polizia locale, il Generale Nesterov (Gary Oldman), iniziano ad indagare su alcune morti di ragazzini avvenute nei pressi della stazione ferroviaria ed archiviate come incidenti, che già in precedenza avevano insospettito Leo.

Una storia molto potente, un thriller che è anche film storico e storia d’amore; un racconto sfaccettato capace, sicuramente, di appassionarci e contemporaneamente portare alla luce una storia ingiustamente tenuta nascosta.


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