Principessa Lady Diana: l’immagine sbiadita di un’icona

Esce domani nelle sale italiane il film sull’amata principessa del Galles, scomparsa il 31 agosto 1997. In anteprima ecco come ci è sembrato il film

Chi ha vissuto gli anni 80/90 avendo negli occhi l’icona di Lady D, assistendo alla parabola della vita di questa giovane e infelice principessa, fino ad assistere al suo tragico epilogo, forse sarà curioso di andare a vedere Diana – La storia segreta di Lady D, sperando di intravedere qualche risposta o almeno un’ipotesi di lettura della vicenda nel suo insieme, soprattutto nella sua parte più misteriosa e incognita.

DIANA_locandina

Hirschbiegel, in 113 minuti, prova a raccontare la “storia segreta di Lady D” (come sottotitolato), nei due anni precedenti la morte improvvisa della principessa del Galles nel tunnel dell’Alma a Parigi. La trama è interamente incentrata sulla travagliata relazione che Lady D ebbe, a divorzio avvenuto, con il cardiochirurgo Hasnat Kahn, troncata da Diana stessa, e solo in chiusura presenta un improbabile Dodi al Fayed, nel ruolo di uomo dello schermo (secondo la versione che il film lascia intendere).

Il girato non decolla, nonostante una Naomi Watts talentuosa ed elegante, in alcuni passaggi davvero identica all’originale, che fa scomparire gli altri protagonisti del film, compreso il comprimario Naveen Andrews nel complesso monocorde e poco espressivo. Il film, che fa coincidere l’emergere dell’impegno umanitario di Diana con l’amore per il fascinoso (??) chirurgo pakistano, non riesce però a riportare in vita l’allure e la personalità di una delle donne più famose del secolo scorso.

La fedeltà della ricostruzione scenica e storica non rianimano la complessità della vicenda umana e del carattere di una delle più famose e ammirate protagoniste della scena mondiale degli ultimi 40 anni.

Eppure è evidente lo sforzo di una ricerca quasi maniacale nel tentare l’omaggio alla memoria di Diana, in ogni dettaglio. Alla premiere londinese la Watts ha indossato Versace arricchito da parure di Chopard, brands che compaiono nel film, molto affollato in termini di product placement. Dior, Armani, Chanel, Tod’s trovano ampio spazio nelle inquadrature (che talvolta sembrano frames di spot pubblicitari).

Per chiudere, un momento di grottesco smarrimento: la Diana del film, per sfuggire i paparazzi londinesi e recarsi in incognito a casa dell’amato, si traveste, utilizzando una parrucca castana. In un paio di inquadrature l’aspetto di questa mascherata richiama le sembianze di Kate Middleton

Non ce ne voglia, mr Hirschbiegel, ma i segreti di Diana rimangono ancora tali.



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