Damiano dei Maneskin attacca Beppe Grillo

Due giorni fa Beppe Grillo ha pubblicato un video in cui prende le difese di suo figlio proclamandone l’innocenza, in seguito alle accuse di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una coetanea. A tal proposito interviene Damiano David, leader dei Maneskin per condannare le parole del comico ligure.

Il figlio di Beppe Grillo è indagato, insieme ad altri tre ragazzi, dalla procura di Tempio Pausania per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una coetanea incontrata durante una vacanza nel 2019.

Due giorni fa Beppe Grillo è intervenuto con un video per difendere suo figlio e affermare la sua innocenza perché, dal suo punto di vista, avendo la ragazza denunciato dopo otto giorni, allora non si è trattato di stupro.

A tal proposito Damiano David, frontman dei Maneskin, ha deciso di intervenire per criticare le dichiarazioni di Grillo e difendere il diritto delle vittime di stupro di denunciare nel momento in cui si sentono pronte a farlo.

Le parole di Damiano David

Ieri dalle sue Instagram stories Damiano David ha deciso di commentare il video che Beppe Grillo ha pubblicato nel suo profilo per prendere le difese del suo figlio ventenne, Ciro, nel caso che lo vedrebbe coinvolto in un’accusa di stupro di gruppo avvenuto nel luglio 2019 nei confronti di una giovane donna.

Nel video Beppe Grillo grida all’innocenza del figlio perché la ragazza avrebbe denunciato il presunto stupro dopo otto giorni, e secondo Beppe Grillo questo fatto scagionerebbe suo figlio da qualunque accusa perché, sempre secondo Grillo, una denuncia non immediata da parte di una vittima di stupro non può essere attendibile.

A queste dichiarazioni Damiano non ci sta e pubblica delle stories in cui condanna le parole del comico ligure, spiegando come moltissime persone prendano coscienza dello stupro subìto e denuncino molto tempo dopo:

“Non sono io il Pubblico Ministero, quindi non sta a me giudicare l’innocenza o la colpevolezza, quello lo farà chi di dovere.

Io voglio soltanto parlare alle persone che avvalorano la tesi secondo la quale se uno stupro viene denunciato dopo otto giorni, allora non era stupro. Non è così: ci sono persone, soprattutto donne, che si rendono conto del fatto anche molto tempo dopo. E trovano il coraggio di denunciare molto tempo dopo, perché siamo abituati a pensare che molte cose siano legittime quando in realtà non lo sono e perché c’è un problema di fondo e di educazione.

Quindi vi prego di informarvi e di astenervi da dichiarazioni tanto disumane, almeno ai miei follower.”

Indipendentemente dalle indagini, quello che ha premuto molto al cantante dei Maneskin e a moltissimi altri personaggi e utenti del web, è che non si può delegittimare una denuncia per stupro soltanto perché non immediata.

L’opinione quasi unanime e portata in evidenza da Damiano David è che la tempistica che intercorre tra il presunto stupro e la denuncia del fatto non può essere un elemento da cui valutare l’attendibilità della violenza subìta, e non può essere diffuso questo tipo di messaggio.

Il video di Beppe Grillo

Nel video pubblicato due giorni fa Beppe Grillo, visibilmente in collera, dichiara categoricamente l’innocenza di suo figlio in relazione alle accuse di stupro di gruppo rivolte a Ciro e ad altri tre ragazzi:

“Mio figlio è su tutti i giornali come uno stupratore seriale insieme ad altri tre ragazzi. Voglio una spiegazione su perché un gruppo di stupratori seriali, compreso mio figlio, non sono stati arrestati.

Perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portati io in galera, a calci nel c**o. Perché? Perché vi siete resi conto che non è vero niente, che non c’è stato uno stupro, perché una persona che viene stuprata, la mattina va in kite surf e dopo otto giorni fa la denuncia vi è sembrato strano. Bene vi è sembrato strano, è strano.

E poi c’è il video. Si vede che c’è la consensualità, si vede che c’è il gruppo che ride, che sono ragazzi di diciannove anni, che si stanno divertendo che sono in mutande e saltellano col pisello così, perché sono quattro c******i, non quattro stupratori, e io sono stufo perché sono due anni, e se dovete arrestare mio figlio perché non ha fatto niente, allora arrestate anche me, perché ci vengo io in galera.”

Parole fortemente criticate, non solo da Damiano David. Sono moltissimi nel web a condannare le esternazioni del comico ligure, tra cui moltissimi personaggi del mondo dello spettacolo, della politica e del web.

Secondo la ricostruzione, il presunto stupro di gruppo si sarebbe consumato durante una vacanza in Sardegna, nella villa di Beppe Grillo a Porto Cervo, nella notte tra il 15 e il 16 luglio 2019.

Ci sarebbe anche un video girato durante la notte del luglio 2019, ed è quello a cui fa riferimento Grillo nelle sue dichiarazioni: secondo la ragazza sarebbe una prova della violenza subìta, ma secondo la difesa sarebbe una prova della consensualità della ragazza.



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