Buoni propositi: come trasformarli in obiettivi?

Dieta, sport, relax, corsi. Ecco come rendere reali i propri obiettivi senza perdersi d'animo.

buoni propositi

E’ arrivato il momento. Da domani dieta!” “Non posso più rimandare, quest’anno devo migliorare l’inglese” “Basta pagare la palestra per non andarci mai. Ora farò sul serio”

Cos’hanno in comune queste frasi? Sono vaghe, accennano un impegno, ma non definiscono il risultato, né quando, come e perché è importante raggiungerlo. Inoltre sono espresse sempre in negativo, il che costringe a pensare a cosa evitare e non a quanto staremo meglio una volta realizzato il nostro intento.
Sono dunque tipici “buoni propositi”, che spesso rimangono sospesi nel tempo, fino a sparire nella frenesia del quotidiano senza concretizzarsi.
Ma come riuscire a far sì che intenzioni e buoni propositi diventino veri obiettivi?

Il trucco sta nel renderli… S.M.A.R.T. e cioé Specifici, Misurabili, Accessibili, Realistici e Tempificati.

  • Cosa si intende per “specifico“? Pensiamo ad uno degli esempi  citati all’inizio dell’articolo: cosa vuol dire migliorare l’inglese? Come stabiliremo quando il nostro inglese ci sembrerà migliorato a sufficienza? Ci basterà essere più autonomi in vacanza all’estero oppure ci serve saper gestire una riunione di lavoro in inglese? L’obiettivo deve essere definito in modo chiaro e positivo.
  • Passiamo a “misurabile“: come misureremo il miglioramento dell’inglese?  Vogliamo riuscire a superare l’esame First Certificate oppure ci sembrerà un buon risultato aumentare di un livello nella scala CEFR che misura l’abilità linguistica? L’obiettivo ha bisogno di un piano d’azione dettagliato.
  • Un obiettivo è “accessibile” se disponiamo delle risorse per sostenere il piano d’azione che stiamo definendo. Se il traguardo prevede un impegno superiore alle forze che possiamo indirizzare in questo momento può essere sufficiente ridimensionare l’obiettivo oppure distribuirlo in fasi e tempi più lunghi, senza abbandonarlo. L’obiettivo deve essere motivante e … se poniamo l’asticella troppo in alto, otterremo l’effetto contrario.
  • L’obiettivo è “realistico” quando è coerente con il contesto e in sintonia con il nostro modo di essere. Se amiamo la convivialità e le cene gourmet con gli amici, riprometterci diete ferree, che non ammettano nessun pasto al ristorante, rischia di diventare in breve tempo un impegno scoraggiante e non un obiettivo stimolante.
  • E alla fine … è tutta questione di “tempo”. Entro quando verificheremo il risultato? Senza una scadenza, rischiamo di relegare il nostro obiettivo in fondo alla lista delle priorità. Rispettare i tempi del piano d’azione stabilito permette anche di celebrare via via piccoli successi nelle fasi intermedie. L’obiettivo finale deve essere raggiungibile in un intervallo di tempo definito.

“Riscriviamo” quindi i buoni propositi formulando veri obiettivi. E verifichiamone l’efficacia, con un ultimo check:

  • Il tuo obiettivo descrive in positivo la sfida che affronterai?
  • Hai in mente come verificherai l’efficacia delle azioni che hai in mente?
  • Chi e cosa ti può aiutare a superare gli ostacoli?

Definire un piano d’azione rafforza la nostra volontà e trasforma i buoni propositi, le intenzioni e le vaghe promesse in obiettivi che possiamo raggiungere!

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