Barbapapà: morto il loro inventore Talus Taylor

La colorata e strana famigliola negli anni 70 era un'icona di moltissimi ragazzini ed è tornata in voga coi cartoni animati negli ultimi anni. Ecco la loro storia.

Negli anni Settanta non c’era bambino che non conoscesse le avventure di questa coloratissima famiglia. A che specie appartenessero i Barbapapà era difficile dirlo, la sola cosa certa era che come cantava la canzoncina, nella versione italiana eseguita da Roberto Vecchioni, “si trasformano come gli va”. In breve tempo sono diventati un’icona per più generazioni di ragazzini, tradotti in trenta paesi: al fumetto originario era seguito il cartoon in televisione e un merchandising di pupazzetti in ogni formato.

A inventare i Barbapapà sono stati Talus Taylor, professore di matematica e biologo nato a San Francisco ma trapiantato a Parigi, insieme alla moglie Annette Tison, e quasi per caso, tanto da rimanere stupiti per primi dall’incredibile successo dei loro personaggi. L’idea era venuta a Taylor passeggiando nel parco del Luxembourg: un bimbo gridava: “Baa baa baa …” e lui che non parlava francese aveva chiesto alla moglie cosa significasse. Il bambino voleva lo zucchero filato, in francese Barbe à papa.

Poco dopo al ristorante ci siamo messi a disegnare un personaggio che come lo zucchero filato era rosa e tutto tondo”. Talus Taylor adesso non c’è più, è morto a 82 anni nella capitale francese lo scorso 19 febbraio anche se la notizia è stata resa ufficiale solo nei giorni scorsi. La serie di Barbapapà, considerato anche uno dei primi fumetti per bambini con contenuti ecologisti, è stata pubblicata prima in Francia mentre quella animata, 45 episodi da 5 minuti ciascuno, è stata realizzata in Giappone, mentre in Italia è stata trasmessa dal gennaio del 1976 su Rai 2.

Barbapapà, una sorta di grosso e amichevole blob a forma di pera dal colore rosa, spunta nel giardino di una casetta di provincia. Il suo arrivo spaventa gli adulti che vi abitano mentre i due bambini diventano subito suoi amici. Barbapapà sa modellare a suo piacimento il proprio corpo assumendo la forma di una cosa o di un animale grazie a questa sua dote riesce a risolvere le situazioni più intricate. La trasformazione è sempre accompagnata dalla frase che diventerà il vero e proprio tormentone della serie: “Resta di stucco, è un barbatrucco!”. Al Barbapapà originario si aggiungeranno la Barbamamma di colore nero, e i figlioletti: Barbabella viola e vanitosa, Barbaforte rosso e combattivo con doti da detective, Barbalalla, verde e con passione per la musica, che sa suonare ogni strumento e a volte si trasforma lei stessa nello strumento che poi suonerà. Ci sono poi Barbazoo amante della botanica e ecologista, Barbabarba nero come la madre e peloso, è l’artista di casa, la sua pelliccia nera è spesso imbrattata dei colori che usa per dipingere e Barbottina, arancione è invece l’intellettuale della famiglia, con grossi occhiali passa il tempo a leggere. Barbazoo, giallo, è un amante della natura mentre Barbabravo è blu ed è lo scienziato e inventore della famiglia Barbapapà: a volte però le sue idee sono troppo audaci ei suoi esperimenti finiscono per causare seri guai.


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