Alla scoperta di Tokyo: tra tradizione e futurismo

Ecco un breve itinerario di viaggio per scoprire la più famosa città del Giappone in due giorni, senza perdersi gli angoli più belli.

Tokyo Sumidagawa
Water Bus, Sumidagawa River Tokyo.

Tokyo è una città dalle mille sfumature e contrasti, alcuni quartieri sono al limite dell’avanguardia tecnologica e si trovano accanto ad altri, dove il tempo pare essersi fermato. Zaino in spalla dunque e macchina fotografica pronta a scoprire la città.

Giardini e templi: 1° giorno

Il punto ideale per partire alla scoperta della città è il quartiere Ueno, a nord del centro urbano. Al primo sguardo appare caotico e variopinto, ma ha al suo interno il più antico giardino pubblico giapponese, il Parco Ueno, da non perdere durante la celebre fioritura dei ciliegi.

Tokyo tempio tradizionale
Tokyo tempio tradizionale.

Nel cuore del parco spicca un santuario shito che vanta, oltre alla magnifica porta cinese rivestita di foglie d’oro, splendidi soffitti e muri dipinti. Proseguendo verso est da questo quartiere si raggiunge la zona di Asakusa, dove respirare il fascino antico della città bassa (Shitamachi), popolata da artigiani e ricca di teatri popolari. Qui si trova l’imponente porta del tuono (kaminari-mon) caratterizzata da un enorme lanterna di carta che reca i due ideogrammi e dalle statue delle divinità del fulmine e del vento. Varcata la porta si raggiunge il tempio più antico e più grande di tutta Tokyo.

Arrivati al fiume principale, la Tokyo Waterway Line permette di arrivare nel quartiere di Nihombashi fino al punto nevralgico urbano: la Tokyo Station, sotto la quale si nasconde una vera e propria città sotterranea fatta di negozi, corridoi e ristorantini.

Attraversando il quartiere della finanza si arriva al Palazzo Imperiale di Tokyo che dal 1868 è residenza ufficiale principale dell’Imperatore del Giappone.

Verso l’ora di cena, è consigliato recarsi nel vicino complesso delle Roppongi Hills, composto da torri, piazze e passeggiate sospese. Qui è d’obbligo una sosta sotto la scultura in bronzo e acciaio opera dell’artista Louise Bourgeois a forma di ragno, che lo scultore dedicò alla madre. Non è da considerarsi un insulto, contrariamente a quanto potremmo immaginare! L’artista infatti nel ragno rivedeva le qualità materne: intelligenza e protettività.

Questo quartiere di Tokyo è pieno di locali dove trascorrere la notte, ma prima di abbandonarvi al divertimento, salite sul Tokyo City View, perfetto per ammirare lo splendido panorama notturno della città.

La città del futuro: 2° giorno

Il tour del secondo giorno di vacanza a Tokyo dovrebbe partire dal quartiere di Shibuya, dove il Giappone mostra un volto estremamente moderno. L’immagine più nota di questa zona è senza dubbio quella dell’incrocio di Shibuya, un passaggio pedonale dove ogni tre minuti si riversano migliaia di persone in strada, illuminate notte e giorno dagli schermi che si trovano sugli edifici circostanti.

Tokyo Shibuya
A Tokyo, Shibuya: l'incrocio all'imbrunire.
Allontanandosi di una sola fermata di treno da Shibuya, e procedendo verso nord, si scopre l’anima più tradizionale di questo quartiere. All’interno del magnifico parco di Yoyogi, dove i viali sono bordati da giganteschi alberi, si trova il popolare santuario shintoista di Meiji Jingu, inaugurato nel 1920, per accogliere le spoglie dell’imperatore Meiji e la moglie Shoken.

Per concludere la seconda giornata non c’è niente di meglio che del sano shopping, la zona dove lasciarsi andare al desiderio per l’effimero è Shinjuku, il più vasto quartiere commerciale e di divertimento della città. Tutto intorno alla stazione si trovano imponenti negozi di elettronica con una gamma infinita di prodotti e accessori per i maniaci della tecnologia.

Qui abbondano anche i locali migliori dove trovare tutte le declinazioni del cibo giapponese. Per trovare però qualcosa di più tradizionale bisogna recarsi a Golden-gai, quartiere di bar nato nel dopoguerra e ancora oggi animato da più di trecento piccoli locali in cui mangiare e bere: la scelta varia e soddisfa tutti i gusti: tra vecchie osterie anni ’50 e bar trendy portati avanti da una nuova generazione di gestori.


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