Alla Biennale di Venezia entra il Vaticano

La Santa Sede per la prima volta avrà un suo padiglione alla Biennale delle Arti Visive di Venezia: per ricostruire il dialogo interrotto tra arte e fede

"In principio", ambiente sensibile di Studio Azzurro per il nuovo Padiglione Vaticano

Dal 31 maggio, alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia il Vaticano sarà rappresentato per la prima volta da un suo Padiglione, secondo un’idea sviluppata durante il pontificato di Papa Benedetto XVI che oggi trova forma e riapre il confronto tra arte e temi religiosi.

Il  Cardinale Ravasi, “ministro della cultura” in Vaticano che in questi anni ha molto lavorato al riavvicinamento della Chiesa alla Cultura sperimentale, sostiene che  quello di Venezia è solo un primo passo, di una prima fase di “rodaggio” verso un nuovo dialogo tra ispirazione artistica e soggetti sacri.

Dichiara durante la conferenza stampa nella sala del Vaticano: Dobbiamo ricostruire il dialogo interrotto tra arte e fedee ci tiene a precisare che l’arte presentata a Venezia non ha niente a che vedere con la tradizione delle produzioni “liturgiche” (altari, calici, amboni…). Si apre un dialogo autentico tra il codice sacro e le grammatiche espressive dell’arte contemporanea.

La tematica alla base di questa creazione non poteva essere più stimolante per gli artisti del nuovo Padiglione all’Asenale: il Vaticano sceglie i primi undici capitoli della Genesi, storia affascinante dedicata al mistero delle origini, all’ingresso del male nella storia dell’uomo, alla devastazione del peccato originale e del diluvio universale e alle nuove speranze e progettualità degli uomini sopravvissuti al disastro.

Michelangelo Buonarroti "La Creazione di Adamo", Cappella Sistina

La Genesi è un libro condiviso dalla Torah ebraica e della Bibbia cristiana e i suoi primi 11 capitoli rappresentano la “preistoria biblica”, immagini di fantastica potenza che hanno veicolato il sapere cristiano nei secoli e ispirato una delle più grandiose e complesse opere d’arte  di tutti i secoli, gli affreschi di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina.

 

Ed è cosi che il tema della CREAZIONE (dell’Universo, delle specie viventi, dell’Uomo e della Donna e del Giardino dell’Eden) viene affidato nel 2013 a Studio Azzurro che ha fatto dell’immagine immateriale, della luce, dello stimolo sonoro e sensoriale, la base della propria ricerca, attraverso un meditato utilizzo dei nuovi media. Studio Azzurro viene definito dal suo creatore, Paolo Rosa, come una “bottega d’arte contemporanea” e, dall’82, produce significative esperienze sensibili di videoarte e videoambientazioni interattive, diffuse e conosciute in tutto il mondo.

Se i primi due capitoli della Genesi in vario modo esaltano la positività della creazione e della vita dell’uomo sulla terra, il terzo vi inserisce la nota tipica ad ogni esperienza umana: il male ed il peccato. Dopo essere stati cacciati dal Paradiso Terrestre gli uomini saranno quindi castigati dal diluvio universale, ma, nella corruzione, Dio riconoscerà il giusto e lo salverà  con misericordia.

"De-Creazione" un dettaglio dell'opera di Josef Koundelka per il Padiglione Vaticano
La DE-CREAZIONE è affidata all’artista Josef Koudelka, famoso fotografo che nel 1968 diffuse le immagini dell’invasione di Praga da parte dei carri armati sovietici, che dispone i suoi scatti  in una precisa sequenza dalla straordinaria potenza evocatrice, in cui emergono temi come la distruzione della guerra, l’industria.

"Ricreazione", un passaggio dell'opera di Lawrence Carroll alla 55 biennale di Venezia
Il momento della NUOVA UMANITÀ o RI-CREAZIONE  corrisponde alla fase in cui si ristabilisce l’ordine dopo il diluvio e Dio benedice  l’uomo attraverso  nuova alleanza rappresentata dall’arcobaleno. Per mettere in scena questo passaggio è stato chiamato l’artista Lawrence Carroll, legato ai materiali di recupero e ai processi di trasfigurazione.

In apertura del padiglione, un omaggio alla tradizione artistica vaticana, con un Trittico di Tano Festa ispirato al Michelangelo della Cappella Sistina.

 

Per finire, qualche indiscrezione:

Il padiglione vaticano  é costato 750mila euro, di cui 300mila stanziati dalla Biennale e il resto offerto dagli sponsor, tra cui Eni e Intesa Sanpaolo.

Il committente non ha tenuto conto della fede personale degli artisti, mettendo quindi in evidenza una nuova direzione della Santa Sede rispetto all’apertura verso l’esterno.

Noi, come il Cardinal Ravasi, siamo certe del successo del nuovo Padiglione Vaticano ma e ci rammarichiamo del fatto che non siano state invitate a partecipare anche delle donne…

 


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