Albert o Marilyn? La scienza divertente delle “immagini ibride”

Da alcuni ricercatori del MIT un esperimento “divertente” per capire la reazione del cervello agli stimoli visivi attraverso i volti di due icone del XX secolo.

Albert & Marilyn
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Marilyn o Albert? Insomma, nell’osservare con attenzione la foto che apre il nostro strano articolo vi sarete forse fatti questa curiosa domanda. O forse no, perché magari avrete precisamente individuato in essa uno dei due personaggi che la “compongono”. Si tratta di una cosiddetta “immagine ibrida”, una delle numerose dello stesso tipo che sono il frutto di una campagna di ricerca portata avanti nella metà degli anni 2000 da un gruppo di ricercatori del MIT Instituite, capitanati da Aude Oliva e Antonio Torralba, e che è stata riportata “alla luce” sul web in questo periodo grazie alla pubblicazione di un video molto funny su Youtube nel canale canadese ASAP Science. L’immagine ibrida non è nata per semplice “divertimento” o per allungare la lunga teoria delle illusioni ottiche utilizzate da tempo nei campi più disparati, da quello scientifico a quello pubblicitario, ma una ricerca scientifica nata co il preciso scopo di analizzare le logiche ed i meccanismi che guidano il cervello nell’individuazione dei particolari di una immagine ed i tempi di reazione che esso richiede.

La reazione del cervello

Dunque, Albert o Marilyn? Entrambi. Infatti la foto è ottenuta dalla sovrapposizione dei volti conosciutissimi dei due personaggi, ma mentre quello dello scienziato tedesco ha una risoluzione in termini di pixel assai elevata, quello della iconica diva di Hollywood ha una definizione assai inferiore. Il risultato è che chi ha una vista “buona” riconoscerà da vicino Einstein e solo allontanandosi scorgerà il volto di Marilyn nelle pieghe dell’immagine. Se da vicino avete invece subito visto lei e non lui è allora il caso che facciate una visita dall’oculista, perché la “reazione” della vostra vista è stata anormale. Interessante, vero? Ma i risultati di questa curiosa e divertente modalità di fare scienza sono stati ben più profondi. Lo scopo fondamentale era cercare di capire i tempi di reazione del cervello di fronte ad uno stimolo visivo e così, sottoponendo l’immagine ad un gruppo di volontari per un tempo di esposizione sempre minore, si è scoperto che osservando l’”ibrido” per meno di 30 millisecondi, il cervello percepisce esclusivamente Marilyn, mentre comincia a distinguere le fattezze di Einstein durante i successivi 120 millisecondi, terminati i quali, in assenza di problemi alla vista, tale volto diventa preponderante sull’altro.

Fare scienza e divertimento

Il risultato scientifico, dunque, è stato quello di capire che il cervello percepisce prima l’insieme dell’immagine e solo dopo focalizza i dettagli. Ovviamente tale operazione è talmente veloce che solo con uno stratagemma come l’immagine ibrida ciò è percepibile nella realtà, ma rimane un interessante passo avanti sulla comprensione delle capacità e delle funzionalità del cervello umano, così insondabilmente ed incredibilmente sorprendente. Dal punto di vista non-scientifico invece, la cosa deve aver divertito parecchio gli scienziati del MIT che infatti ci hanno preso gusto pubblicando un buon numero di immagini ibride talune veramente divertenti. E noi ci divertiamo con loro, ammirando l’incrocio fra Tony Blair e Margaret Tatcher, il cane-gatto o gli “Eight Einstein” che vedono il popolare scienziato “ibridato” con… li riconoscete?

 

Photo Credit: MIT, Hybrid Images


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