Morto B.B. King: addio al re del Blues

B.B. King è morto nel sonno a Las Vegas, all'età di 89 anni. Lo ha reso noto il suo avvocato. Nell'ultimo mese il musicista era stato più volte ricoverato in ospedale a causa del diabete

bb king

Il re del Blues ci ha lasciato. B.B. King è morto a Las Vegas, all’età di 89 anni dopo un lungo ricovero causato dal diabete di tipo 2, di cui soffriva da tempo. Già a ottobre scorso aveva avuto un malore durante un concerto, evento che l’ha costretto a cancellare il resto del tour. ”Il nome di King è sinonimo di blues, tanto quanto un tempo quello di Louis Armstrong lo era per il jazz” ha scritto il critico Francis Davis nel sul libro The History of the Blues.

Nato nel profondo sud degli Stati Uniti, a Itta Bena nello Stato del Mississippi, il 16 settembre del 1925, B.B. King ha percorso un lungo cammino che lo ha portato dai campi di cotone – dei quali lui stesso raccontava: da ragazzo veniva pagato 35 centesimi di dollaro ogni 10 libbre di cotone raccolto – a un successo planetario, in compagnia della sua Lucille, la fedele chitarra Gibson ES-355 custom. Considerato uno dei maggiori bluesman, vincitore di 14 Grammy, sesto chitarrista più bravo di tutti i tempi secondo la rivista Rolling Stones, B.B. King ha anche incassato, nel 2004 una sorta di rivincita sulla realtà dalla quale proveniva, ricevendo una laurea ad honorem proprio dalla University of Mississippi.

Appassionatosi da ragazzo ai cantanti neri come T-Bone Walker e Lonnie Johnson, agli artisti jazz come Charlie Christian e Django Reinhardt, King ebbe il suo primo approccio con la musica cantando gospel in chiesa, poi arrivò la chitarra e nel 1943 si trasferì a Indianola (Missisipi) tre anni dopo a Memphis (Tennessee) dove affinò la sua tecnica di chitarrista con l’aiuto del cugino, il chitarrista country blues Bukka White. Proprio a Memphis conobbe la prima notorietà grazie alla radio locale Wdia, che aveva da poco cambiato la propria programmazione per trasmettere soltanto musica nera. Alla radio Riley B. King, questo il suo vero nome, cominciò ad usare il soprannome The Pepticon Boy, per poi assumere quello di The Beale Street Blues Boy poi abbreviato in Blues Boy da cui il B.B. che lo ha accompagnato fino alla fine.

Negli anni cinquanta King divenne uno dei principali esponenti del panorama R&B dove si afferma con numerose hits, come You Know I Love You, Woke Up This Morning, Please Love Me, When My Heart Beats Like a Hammer, Whole Lotta Love, e Please Accept My Love. Nel 1962 King firmò per la ABC-Paramount Records e nel 1964 registrò al Regal Theater di Chicago l’album Live at the Regal che fece di lui una leggenda. Dal 1951 al 1985 King è apparso sulle classifiche R&B di Billboard ben 74 volte. Nei decenni successivi King ha ridotto le sue incisioni mantenendo però la sua popolarità grazie alle numerosissime esibizioni dal vivo, circa 300 serate l’anno, e partecipano a show televisivi e film, come in una puntata della serie I Robinson o nel celeberrimo Blues Brothers dove fa un cameo musicale nel finale, interpretando se stesso e suonando uno dei suoi più grandi successi, How Blue Can You Get, in una band immaginaria che comprendeva fra gli altri Eric Clapton, Steve Winwood e Wilson Pickett.


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