Cose che una donna lesbica è stufa di sentirsi dire

Cose che una donna lesbica è stufa di sentirsi dire

Sono tante, troppe, le frasi che le donne lesbiche si sentono dire ogni giorni e che ormai non sopportano più. Continue allusioni e stereotipi inutili.

Siamo nella seconda metà del 2021 eppure certi tabù, certi stereotipi sono duri a morire. Ancora oggi essere gay è vissuto come uno stigma, le donne e gli uomini omosessuali devono fare i conti, giorno dopo giorno con ogni tipo di cattiveria, spesso anche di violenza e anche con la stupidità umana.

Le donne omosessuali si sentono spesso dire frasi poco carine, frasi che non hanno nemmeno senso di esistere ma che vengono pronunciate con molta tranquillità dall’interlocutore.

Vediamo quali sono le frasi più fastidiose che le donne lesbiche odiano ascoltare.

Sei gay!? Ma se sei così carina!

L’immagine stereotipata delle persone che amano altre persone dello stesso sesso è fastidiosa. Ogni essere umano ha il suo modo di essere, vestire e comportarsi. Quindi se sei carine, se sei bellissima, se rispetti tutti i canoni del piacere maschile, non puoi essere lesbica perché devi per forza piacere un uomo o quantomeno i sarà sula faccia della terra un uomo che ti faccia cambiare idea.

Ah, quindi è lei la tua amica?

“No, è la mia fidanzata, la mia compagna o la mia partner. Se fosse stata la mia amica l’avrei presentata come tale”. E’ impensabile per alcuni ascoltare che una donna abbia una fidanzata e così usano, impropriamente, in termine amica.

Ma non stavi con Giuseppe?

Già. La confusione sessuale esiste e spesso è molto complicata da gestire e capire come far per mettere in piedi la propria vita. Esiste anche la bisessualità, quindi magari una volta quella persona è fidanzata con Giuseppe e una volta con Maria e non ci sarebbe niente di male.

Come fai a sapere di essere lesbica se non sei mai stata con un ragazzo?

Stessa cosa per cui si potrebbe chiedere: “E tu come fai a sapere di essere etero se non hai mai avuto una storia omosessuale? Eppure fare una domande del genere rischierebbe di far troncare molte relazioni, anche parentali, quindi sarebbe meglio evitare di chiedere.

Anche io una volta ho baciato una ragazza!

Ironizzare sulla sessualità altrui, facendola diventare una specie di gioco è davvero poco divertente. Baciare è una cosa, essere innamorati è tutt’altro.

Altre frasi fastidiose

Chi fa il maschio e chi fa la femmina nella vostra coppia?

Un classico che tutti, uomini e donne, si chiedono e ti chiedono. Ma perché mai è tanto importante saperlo? Senza contare che ci sono coppie che si scambiano i ruoli senza problemi. Ma provi attrazione per i maschi? Anche questo è un domandone da un milione di dollari, tipico sia delle donne che degli uomini. Morbosa curiosità? Meglio evitare.

Sei sempre stata lesbica, intendo fin da piccola ti sentivi uomo? Uh che banalità. Chi se lo ricorda, non è qualcosa di innato e anche se fosse poco importa. Secondo questa logica, tutte le bimbe maschiacci potrebbero essere potenziali lesbiche. Ti presento un’amica che è come te Il classico dei classici, una sorta di appuntamento al buio organizzato dagli amici che finiscono per rivelarsi una tragedia.

A cosa vi serve sposarvi? Il fatto di essere lesbiche non comporta necessariamente un rifiuto di tutte le convenzioni. Ci sono lesbiche che vogliono sposarsi, sognano persino il rito religioso, e altre che preferiscono la normale convivenza. Questione di scelte. I figli di due lesbiche hanno più probabilità di essere omosex?Che stupidaggine. I figli di lesbiche hanno più probabilità di essere aperti verso orientamenti sessuali di vario genere. Tutto qui. Sembri una donna normale. Come, normale?

Perché le lesbiche invece cosa sono, anormali? Tipiche domande da etero insensibile e conformista. Le domande sul sesso poi sono le più gettonate. Come lo fate? È un must delle domande inutili e fastidiose che vengono rivolte alle coppie lesbiche, altra domanda fastidiosa è: Chi indossa il pene? Queste domande sembrano essere più fatte per suscitare eccitazione in colui che propone ‘argomento piuttosto che per infastidire la coppia.

Letteratura

Sono tanti i libri, anche molto datati, che parlano di amori lesbo con assoluta normalità. Tra qusti ricordiamo Il pozzo della solitudine di Radclyffe Hal, datato 1928.

Nello splendore della villa di famiglia di Morton Hall, Sir Philip e Lady Gordon aspettano la nascita dell’erede. Quando anziché il maschio desiderato, nasce una femmina, decidono comunque di chiamarla Stephen. La bambina rivela ben presto abitudini e atteggiamenti che la rendono diversa dalle sue coetanee e la isolano da chi la circonda. Raggiunta la maturità Stephen Gordon si innamorerà perdutamente di un’altra donna. Altro titolo è  Carol di Patricia Higsmith del 1952.

Therese, 19 anni, è un’apprendista scenografa che, per raggranellare qualche soldo, accetta un lavoro temporaneo in un grande magazzino durante il periodo natalizio. Il suo rapporto sentimentale con Richard si trascina stancamente, senza alcuna passione tra voglia di coinvolgimento e desiderio di fuga: anche il viaggio che hanno progettato in Europa ora la intimorisce. In una gelida mattina di dicembre, nel reparto giocattoli dove lavora, compare una donna bellissima e sofisticata, in cerca di doni per la figlia.  Un titolo interessante è poi La ragazza dello Sputnik di Haruku Murakami.

La storia viene raccontata da un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un’altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c’è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva. E poi ancora Quando si ama si deve partire di Delia Vaccarello, anno 2008.

Angela e Tamara si conoscono in una mailing list di lesbiche dove scambiano riflessioni e timori nati all’indomani dell’11 settembre 2001. Si scoprono affini, opposte, complementari, e presto intrecciano uno scambio serrato. Tamara racconta del lavoro in un Centro ascolto per giovani, dei figli, delle amanti. Angela, insegnante universitaria, svela il suo mondo, i rapporti finiti, il mare, il profumo dei gelsomini. Al primo incontro, Eros, appena nato, si svela già maturo. È amore, quello vero, quello grande. Ma c’è un ma, in questa storia.  



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