I romanzi d’amore: cinque classici da non perdere

Un breve viaggio fra alcuni dei classici immortali dell'amore, da scoprire - o riscoprire - fra gli scaffali della libreria...

Libro aperto

Chissà se nell’era digitale fatta di montagne di informazioni, di volti, di immagini e di pensieri, si perderà il piacere di leggere, con calma, un buon libro. Magari cartaceo, sgualcendolo tra le mani e infilando il segnalibro fra le pagine. Chi vivrà vedrà.

Noi pensiamo di no: infatti, poche cose danno un piacere intenso come il leggere, lasciarsi trasportare dalla bellezza di un racconto, dalle pagine di un libro che ci porta lontano senza muoverci da casa, che ci proietta in un mondo desiderato, sperato o affascinante. Che ci racconta dell’amore. Perché chi ha l’ambizione di scrivere e di esplorare i sentimenti umani, da sempre ha focalizzato nell’amore, nella sua analisi e nel suo semplice racconto, nella “lettura” dei sentimenti più profondi, il centro della propria produzione letteraria. Oggi gli scaffali delle librerie – e anche dei supermercati – sono piene di romanzi di autori più o meno conosciuti che si inoltrano in questo semplice e, nel contempo, difficile terreno. Nulla di male, anzi ben venga la possibilità di scegliere perché spesso anche “tentare” alla cieca un libro da leggere dà spesso un “brivido” unico. Ma se amate i romanzi d’amore, non potete trascurare i classici, le storie d’amore raccontate dai grandi scrittori, spesso “specialisti” del tema, altre volte che ne esplorano le pieghe deviando dal consueto.

Abbiamo così pensato di indicarvene qualcuno, ovviamente senza la pretesa di essere esaustivi. La scelta, lo confessiamo, è eminentemente soggettiva. E come tale soggetta a critiche e commenti…

Romeo e Giulietta – William Shakespeare

Romeo and Juliet
Non si può che iniziare da qui, da quella che è diventata la “coppia” per antonomasia: Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti, protagonisti della tragedia teatrale The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet – titolo orginale – di quello che si può definire il primo e più grande “esploratore” dell’amore umano, William Shakespeare. In realtà, tutta la produzione del “sommo” autore inglese è incentrata sull’amore, anzi sull’intreccio indissolubile di amore e dramma, di gioia, attrazione, sentimento e odio, distacco, freddezza: di tutto ciò Romeo e Giulietta è il manifesto, il simbolo, tanto da ispirare innumerevoli rivisitazioni musicali – da Cajkovskij ai Dire Straits, da West Side Story ai Genesis – e cinematografiche.  La storia è arcinota – l’amore contrastato di due giovani appartenenti a famiglie atavicamente rivali nella Verona del ‘500 – ma vale la pena di essere riletta per la profondità poetica che ha e anche perché, dopo di essa, la storia della letteratura non è più stata la stessa e ogni autore che si è misurato con questo argomento, ha dovuto fare i conti con Shakespeare. Non molti hanno superato questo esame…

I promessi Sposi (o anche “Fermo e Lucia”) – Alessandro Manzoni

I promessi sposi - copertina 1840
Quello che Shakespeare fu per il mondo anglosassone, fu Alessandro Manzoni per l’Italia. Anche qui giochiamo facile e scopriamo l’acqua calda parlando di quello che forse è il più celebre romanzo della letteratura italiana. Eppure, nei “Promessi Sposi” – ovvero in Fermo e Lucia, titolo originale dell’opera prima che Renzo diventasse tale – tutti i temi più profondi sono toccati: dalla questione politica a quella di una minuziosa ricostruzione storica, dalla dimensione del bene comune a quella del bene proprio ed intimo, dal sentimento religioso e quello patriottico. L’amore, l’odio, la vendetta, il perdono, l’egoismo, il dono di sé.  Ma al centro della vicenda c’è la storia d’amore di questi due giovani che, nonostante tutto, non cedono mai e difendono il legame che li avvince fino alla fine. Non so se vi è capitato di rileggere “da grandi” – non a scuola, intendo – questo libro che risulterà sorprendente, proprio perché di solito dato per scontato.

Ragione e Sentimento – Jane Austen

Pride and Prejudice - Austen
Si dice spesso che Jane Austen sia fra le scrittrici più amate dalle donne. Ed in effetti si può considerare la prima in assoluto che abbia esplorato con così grande attenzione l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature, prima fra tutte, ovviamente, il sentimento e l’amore. Le donne sono infatti sempre al centro di tutte le sue opere e questo, se consideriamo che stiamo parlando dei primi dell”800, si connota come un fatto decisamente moderno e, per certi versi, rivoluzionario; tanto più che la Austen pubblicò i suoi libri più famosi sotto il semplice pseudonimo di “A Lady”, ovvero “Una Donna” (!). Difficile scegliere tra i due suoi capolavori: “Ragione e Sentimento” e “Orgoglio e Pregiudizio“: scegliamo il primo perché attraverso ironia ed umorismo la Austen vi analizza e racconta le vicende sentimentali delle sorelle Dashwood – Elinor e Marianne – come fossero l’emblema dei due estremi approcci con cui le due vivono i loro amori: la prima imperniata sulla razionalità e la pianificazione, la seconda romantica e scriteriata, sul sogno e sul romanticismo. L’amore delle donne, visto da una donna, che, per inciso, è una delle più geniali scrittrici di ogni epoca…

Colazione da Tiffany – Truman Capote

Truman Capote
Facciamo un salto in avanti di 140 anni per incontrare Colazione da Tiffany, romanzo principe di uno dei geni maledetti più discussi e chiacchierati del secolo scorso, il drammaturgo, romanziere, giornalista ed attore statunitense Truman Capote. Ovviamente, subito torna alla mente il celeberrimo film omonimo con Audrey Hepburn che può senza dubbio considerarsi una delle più belle e coinvolgenti storie d’amore mai raccontate al cinema con il meraviglioso personaggio di Holly in perenne ricerca dell’amore e di sé stessa fino all’incontro con Paul. Un affresco dell’amore e della sua importanza nella vita con pochi eguali: leggendo il libro potrete anche scorgere le differenze rispetto al film che lo rendono una storia più spigolosa e “vera”, più contrastata ma non per questo meno affascinante. In Holly tutte si possono un po’ riconoscere e magari, con lei, ritrovare…

Anna Karenina – Lev Tolstoj

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Anna Karenina è una lettura interessante perché chiarisce bene la traiettoria che il romanzo ha vissuto nella storia letteraria e nella percezione del popolo. Il romanzo, come genere, nasce intrinsecamente come romanzo d’amore ma già nel settecento la descrizione dei sentimenti amorosi, delle passioni e delle attrazioni fisiche furono giudicate di “serie B” rispetto ai temi letterari “nobili”: una logica che ha passato i secoli e che, cavalcata dalle elite intellettuali, ha sempre relegato il romanzo d’amore a genere “popolare” nel senso spregiativo del termine. Ecco perché, alla sua uscita, Anna Karenina fu accolto dalla critica come uno scritto frivolo e disimpegnato. Inutile dire che lacritica, come spessa accade, non ne aveva capito assolutamente nulla. Invece la tormentata e tormentosa storia d’amore di Anna, sposata e con figli, con l’ufficiale dell’esercito Aleksej Vronskij casualmente incontrato in stazione, è uno dei quadri più vividi e coinvolgenti dei sentimenti umani, nella grandissima tradizione della letteratura russa. Non a caso, un certo Fedor Dostojewski –  a proposito, nell’elenco andrebbe incluso anche il suo Le notti bianche – lo considerava un capolavoro…

 

Photo Credit: Wikicommons; ClaritaJulesInKY

 


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