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Scaldavivande: come funziona e i modelli più pratici per l’ufficio

Cos’è uno scaldavivande? È la lunch box con una marcia in più. È la soluzione ideale per chi non vuole pranzare ogni giorno con panini e insalate. Per chi è spesso a dieta o ha particolari esigenze alimentari dovute ad allergie, intolleranze o altre patologie. Per chi preferisce mangiare alla scrivania. Se in ufficio si è in tanti e c’è un solo forno a microonde. O, più banalmente, per risparmiare denaro. Insomma, organizzarsi in autonomia per poter consumare in ufficio un buon pasto caldo preparato a casa è possibile.

Esistono diverse tipologie di scaldavivande. Per l’ufficio i modelli da prendere in considerazione sono quelli elettrici. Quelli passivi, cioè senza funzione elettrica di riscaldamento, sono come i thermos. Hanno proprietà isotermiche, ma in genere non riescono a trattenere il calore dei cibi inseriti al loro interno per più di tre ore. Dunque, sono più indicati per le gite fuori porta o in contesti in cui non è possibile disporre di corrente elettrica.

Caratteristiche principali: la parte esterna

Lo scaldavivande elettrico è un recipiente per il trasporto, la conservazione e il riscaldamento di alimenti solidi. Le forme possono essere diverse. Alcuni modelli sono appiattiti, schiacciati, sia di forma rotonda che rettangolare. Altri sono simili ad un cestino cilindrico per il pic-nic. Quelli più diffusi hanno la forma di una valigetta di piccole o medie dimensioni. La parte esterna di solito è realizzata in plastica ed è dotata di maniglie per il trasporto, di una valvola di sfiato per il vapore, di un vano portaposate, di una spia di funzionamento e, in qualche caso, di un incavo per salse e condimenti.

Ciò che rende diverso lo scaldavivande dalla schiscetta tradizionale è che il primo ha un piccolo motore interno. Può essere collegato a una presa di corrente (se alimentato con cavo elettrico) o a un dispositivo con porta Usb (se alimentato con cavo Usb), al fine di scaldare il cibo cucinato al mattino o il giorno prima. Uno degli elementi a cui prestare attenzione prima dell’acquisto di uno scaldavivande è la lunghezza del cavo elettrico (o Usb) in dotazione. Più è corto, più la presa di corrente (o il dispositivo a cui collegarlo) deve essere vicina.

I tempi per il riscaldamento dipendono dalla resistenza elettrica, cioè dalla potenza del dispositivo, di solito compresa tra i 30 e i 120 watt. Più è potente, minore è il tempo necessario per rendere il pasto caldo o bollente. I modelli più venduti impiegano all’incirca 30 minuti. Lo scaldavivande va dunque collegato alla corrente mezzora prima dell’inizio della pausa pranzo.

La parte interna

All’interno ci sono una o più vaschette – o ciotole – per riporre gli alimenti. Le vaschette possono essere in plastica, in alluminio o in acciaio inox. Quest’ultimo materiale è da preferire per le proprietà antigraffio, antiaderenti e per preservare l’aroma e il gusto delle pietanze. La vaschetta, se singola, può essere senza ripartizioni interne o divisa al suo interno in più parti. In altri modelli di scaldavivande troviamo più ciotole da affiancare, sovrapporre o impilare. Per quanto riguarda la capienza dei contenitori interni, la vaschetta principale ha una capacità di solito compresa tra 1 e 1,5 litri, quelle più piccole tra 0,4 e 0,6 litri.

Le vaschette possono essere fisse o removibili. È un aspetto importante da tenere in considerazione. Se le ciotole non sono staccabili, bisogna prestare attenzione nel lavarle, per non rovinare le altre componenti interne e, dunque, la resistenza elettrica. Va quindi escluso il lavaggio in lavastoviglie. Non va utilizzato troppo detersivo e il getto idrico deve essere diretto solo dove necessario. Di conseguenza, è preferibile optare per uno scaldavivande con vaschette estraibili (che il più delle volte possono essere usate anche come piatti), in modo da poterle lavare con cura.

Gli scaldavivande elettrici risultano adatti al trasporto di una grande varietà di cibi: pasta, risotti, carne, pesce, verdure… Non tutti i modelli, però, hanno una chiusura ermetica in grado di trattenere i liquidi, ovvero non sono adatti al trasporto di zuppe, vellutate e minestre. Se amate gli alimenti con componenti liquide, non dimenticate di leggere con attenzione le specifiche tecniche del modello che vorreste acquistare. Gli scaldavivande alti e stretti, per questa funzione, sono da preferire rispetto ai modelli bassi e larghi.

I modelli di scaldavivande più diffusi

Versatile e adatto all’uso in ogni contesto – è dotato sia di adattatore per auto che di borsa termica da viaggio – è lo scaldavivande da 40 watt di Kasanova, in vendita ad un costo davvero contenuto. Questo breve video ne riassume le caratteristiche principali e il funzionamento:

Passando a una fascia di prezzo più elevata, Scaldì 797 di Ariete si caratterizza per il design ergonomico e per la potenza (120 watt): riscalda il cibo in meno di un quarto d’ora. Uniche pecche: la vaschetta non è estraibile e bisogna fare attenzione al trasporto dei liquidi.

Girmi 1695 ha la forma di un cestello cilindrico e delle guarnizioni che lo rendono adatto all’inserimento di zuppe e minestre. La ciotola interna è in acciaio inox, estraibile e lavabile in lavastoviglie. Il cavo elettrico è removibile, il prezzo competitivo. Alle fashion addict piacerà Macom Space Lunch To Go. Non solo per le accattivanti combinazioni di colori, ma perché è pieghevole e quindi salvaspazio. Finita la giornata in ufficio, si può infilare in borsa e fare happy hour senza ingombri fastidiosi. La plastica utilizzata è BPA free (non contiene bisfenolo A).

Spice Amarillo Inox, infine, è la linea di scaldavivande con combinazioni – con una o più vaschette, con o senza borsa termica, di forma appiattita o a valigetta – pensate per le diverse esigenze. I modelli disponibili hanno un costo compreso tra i 20 e i 35 euro e diversi plus. Ad esempio il doppio voltaggio (12 e 220 volt), per poterli utilizzare ovunque. In acciaio inox è realizzata non solo la vaschetta estraibile, ma anche il set di posate in dotazione. Sono poco indicati, però, per i liquidi.

Maura Corrado

Giornalista freelance con quasi vent’anni di esperienza sulle spalle. Ho iniziato scrivendo per la carta stampata, per poi abbracciare la rivoluzione digitale. Mi occupo di Lifestyle, beauty, moda, attualità, green e sostenibilità.

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Maura Corrado

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