Come tingere i tessuti in modo naturale
Décor e Fai da te

Come tingere i tessuti in modo naturale

Scegliere di tingere i tessuti con tinte naturali ci permette di realizzare capi unici ma è anche una scelta ecologica e sostenibile per aiutare il pianeta.

Riciclo, recupero di un capo macchiato o rovinato, o anche solo un cambio di colore tingere i tessuti in modo naturale è una pratica antichissima che oggi può aiutarci a salvare il pianeta.

Tingere i tessuti in modo naturale significa utilizzare tinture vegetali o organiche. I coloranti di origine vegetale possono provenire da fonti come fiori, frutta, foglie, radici, bacche, legno e corteccia.

Mentre i coloranti organici provengono da elementi come funghi, licheni, insetti (kermes o chermes).

Saper tingere i tessuti con coloranti naturali fa bene a noi e al pianeta. Sono ecologici e sani per il corpo, disponibili in gradazioni di colore sorprendenti. Ci permettono di realizzare capi individuali, unici.

Capi che conferiscono stile e classe anche per la sola scelta effettuata, quella verso una sempre più ricercata sostenibilità.

Al contrario i reagenti chimici, utilizzati per la tintura sintetica, sono causa di inquinamento e disastri ambientali.

L’effetto dell’alta tossicità di alcuni componenti ha spinto l‘Europa finalmente a vietare molti di questi reagenti, perché appunto cancerogeni o tossici.

Ma le tecniche di tintura industriale utilizzate attualmente contribuiscono ancora in modo significativo sul futuro del nostro pianeta.

Inoltre le sostanze chimiche e tossiche, rilasciate per il fissaggio dei colori, vengono riversate nei corsi d’acqua.

Per di più l’enorme spreco d’acqua che si genera sta’ sensibilizzando e spingendo sempre più il mondo della moda verso soluzioni ecosostenibili.

Quindi utilizzare tinture naturali, vegetali, organiche, tra cui l’utilizzo di batteri, o minerarie può ridurre notevolmente l’inquinamento.

I tessuti che possiamo tingere con le tinte naturali sono solo quelli che derivano da filati naturali, come il cotone, il lino, la seta, la lana.

Per tingere invece i tessuti sintetici (lycra, nylon, rayon, dacron) e misti si può provare ad aumentare le dosi della tintura naturale. Ma per avere un risultato ottimale, si dovranno utilizzate le tinture sintetiche.

Come tingere i tessuti in modo naturale

Tingere i tessuti in modo naturale è un processo che richiede un procedimento semplice che tutti possiamo svolgere. Tingere in modo naturale è un’arte antichissima rimasta pressoché immutata nei secoli,

È sufficiente portare ad ebollizione gli elementi tintori scelti, e successivamente immergerci il capo da tingere.

Per fissare il colore dobbiamo preparare una soluzione di aceto bianco e acqua, in una proporzione di 1 a 4, e immergerci il capo.

Come tingere i tessuti in modo naturale: le fasi della tintura naturale

Scegliere il capo da tingere considerando che il procedimento di tintura naturale riesce solo su tessuti naturali quali il lino, cotone, canapa, lana e seta.

Pesare il capo da tingere

Pesare il tessuto o capo da tingere e considerare lo stesso peso di elemento naturale tintore. Se il mio tessuto pesa 50gr il tintore scelto dovrà avere lo stesso peso, 50gr.

Preparare il capo da tingere, lavarlo e fare attenzione che non abbia macchie.

Mordenzatura

Prima di tingere il tessuto lasciarlo in ammollo per circa 1 ora in una soluzione di mordente naturale.

Per fissare il colore in modo stabile si utilizzano i mordenti, delle sostanze naturali che favoriscono la funzione di legare e fissare la tintura al tessuto.

Mordenti naturali come il cloruro di sodio, il sale da cucina, o l’acido acetico (aceto) diluiti in acqua si legano alla fibra, e il colore a sua volta al mordente.

Esistono dei coloranti naturali a mordente come la cocciniglia (per il rosso) o la robbia che hanno la capacità di fissare il colore mentre tingono il tessuto.

Se scegliamo di tingere un tessuto con tintori vegetali, come foglie, erba, fiori si utilizza come mordente una soluzione di aceto ( 1 parte di aceto e 4 di acqua fredda).

Mentre se i tintori sono bacche, corteccia o frutta utilizzeremo come mordente il sale da cucina in soluzione (1 parte di sale 16 di acqua fredda).

Preparata la soluzione di mordente naturale inseriamo, nella soluzione, il capo o tessuto da tingere e lasciamo bollire per 1 ora.

Bagno tintoreo

Portare ad ebollizione in una pentola dell’acqua, tanta da coprire completamente il capo, con un cucchiaio di sale grosso e la giusta quantità di colorante scelto.

Ricordiamoci che il colorante naturale scelto dovrà avere lo stesso peso del capo da tingere.

Fare bollire per circa 1 ora, mescolando di tanto in tanto, e spegnere il fuoco quando il colore è quello desiderato. Più si farà bollire il componente tintore più il colore diventerà scuro.

Filtrare l’acqua dagli agenti tintori e riportate l’acqua ad ebollizione. Immergere l’indumento, tolto dal bagno di mordenzatura senza sciacquarlo, metterlo nel bagno tintorio,  farlo bollire per circa 3 ore.

Più tempo si lascia il capo a bollire più il colore si scurisce. Raggiunto il punto di colore desiderato spegnere il fuoco e lasciare raffreddare il capo in ammollo. Una volta raffreddato sciacquare con abbondante acqua fredda, fino a che l’acqua risulta limpida.

Mettere l’indumento ad asciugare, ma non ai raggi di sole diretti poiché potrebbero sbiadire o comunque rendere la tintura poco uniforme.

Quali coloranti naturali utilizzare per ottenere il colore desiderato

Ad ogni colore corrispondono degli elementi in natura che possiamo scegliere di utilizzare per tingere i tessuti in modo naturale.

Ad esempio per ottenere il marrone si può utilizzare tè, caffè, mallo di noce, radice di tarassaco, corteccia di quercia o le ghiande.

Vediamo cosa possiamo utilizzare per ottenete gli altri colori

Per il Blu: mirtilli, uva viola, sambuco, cavolo rosso, indaco, gelsi rossi, corteccia di corniolo.

Per il Rosa: ciliege, rose rosse o rose rosa, bacche, semi e buccia di avocado. L’Arancione: bucce di cipolla, licheni, carote, curry.

Il Rosso: melograno, ibisco, mirtilli rossi, barbabietole, bambù, bacche di rovo, bacche di sommacco rosso, gigli, foglie di basilico

Per il Nero e grigio: more, gusci di noce, radice di iris, semi di papavero, carruba.

Il Verde: carciofo, spinaci, menta piperita, ortica, foglie di peso, lillà, prezzemolo, foglie di edere per un verde brillante.

Per il Giallo: petali di girasole, camomilla, fiori di tarassaco o dente di leone, paprica, curcuma, foglie di alloro, iperico, calendula, foglie di sedano, bardana, petali di croco giallo, fiori di verga d’oro, semi di cartamo, foglie di salice.

Una volta imparato come tingere i tessuti in modo naturale si potrà approfondire quest’arte per decorare tessuti in modo creativo, provando la tecnica di tintura tie and dye o lo shibori giapponese.

Come tingere i tessuti in modo naturale: un po’ di storia

Le prime testimonianze e prove dell’esistenza e dell’utilizzo di coloranti naturali risalgono al periodo neolitico.

Culture e civiltà di tutto il mondo si sono dedicate all’arte della tintura, sviluppando e scoprendo tonalità di colori che la natura del luogo metteva loro a disposizione.

In Cina ad esempio l’arte di tingere con insetti e vegetali è praticata da circa 5.000 anni.

Ogni popolo ha estratto e utilizzato tinture da ciò che poteva facilmente reperire. Da vegetali, invertebrati o anche terre e minerali, e ha tinto poi le fibre naturali che facilmente poteva procurarsi.

Cinesi e giapponesi la seta, gli egizi il cotone ma soprattutto il lino che cresceva sulle sponde del Nilo. Le popolazioni del sud e centro America le lane come alpaca, mentre gli indiani del Nord America la yuta e la lana dei montoni.

Le tinture naturali utilizzate erano diverse a seconda dell’area geografica e delle colture disponibili. Gli Egizi tingevano con bacche di chermes, robbia e oricello, con l’arbusto di henna( importato da Cipro) per il colore giallo arancio.

Utilizzavano poi per ottenere un colore porpora, resistente alla luce, un particolare lichene aggiunto all’oricello, all’aceto e allume di potassio per mordenzare il colore, per fissarlo e renderlo più intenso.

Ma il rosso di cartamio egizio era il migliore del mondo. Inoltre dallo zafferano e dalla curcuma ottenevano due gialli ben diversi tra loro.

Ma tra tutti  i Fenici rimangono i più famosi tintori del mondo antico. La porpora fu da loro scoperta attraverso un laborioso processo di lavorazione.

Infatti veniva ricavata dalla lavorazione di una secrezione estratta da alcuni molluschi marini, i Murex. Di colore giallastro a contatto con l’aria diventava rosso.

La scarsa quantità di liquido disponibile in ogni mollusco rese la porpora rarissima e costosissima. I Fenici tennero segreta la ricetta della porpora per secoli.

Per rendere la porpora meno cara, la tennero come base e aggiunsero una seconda tintura ricavata da materie più comuni come lo zafferano, il kermes e il mirtillo.

Il risultato ottenuto erano tinte che variavano dall’arancio fino al colore viola. L’oricello, è un lichene, e veniva utilizzato insieme alla porpora cosi da poter abbassarne il costo.

In Cina invece i segreti della tintura erano preclusi a pochi e abili tintori che non li potevano divulgare in alcun modo, poiché vivevano reclusi nei palazzi imperiali.

Usavano il somacco per il giallo, il mirtillo per ottenere il blu e il lilla. Anche qui il cardamo per le gradazioni dei gialli e i rossi, e l’indaco.

Molti altri coloranti naturali utilizzati in Cina ancora oggi sono un enigma. Non sappiamo da quale insetto o pianta venissero ricavati.

In India invece il cotone veniva tinto in matassa.

Per ottenere disegni complessi e a molteplici colori si usava la tecnica delle legature. Successivamente il cotone si immergeva nella tinta naturale.

In questo modo il colore non veniva assorbito nei punti delle legature. Oggi questa tecnica viene chiamata tie and dye.

L’indaco ricavato dalla fermentazione delle foglie di Indigofera Tincoria, o da altre piante ricche dello stesso principio colorante, era molto utilizzato in India, così come il colore porpora tra i Fenici.

In Giappone le tipiche, e molto amate, tinte tenui si potevano ricavare anche dalle alghe marine, una specialità unica di questo paese.

I kimono si tingevano anche qui con la tecnica delle legature, come in India.

Gli Indiani d’America ancora oggi utilizzano antiche ricette segrete, che si tramandano di generazione in generazione, per tingere e conciare le pelli con piante del luogo.

In Italia i greci introdussero l’arte tintoria, dei greci, fenici ed egizi.

A Roma tra il 251-184 a.c. i tintori erano suddivisi in corporazioni, denominate in base alla loro specializzazione di tintura prodotta.

Le Officinae Purpurinae tingevano esclusivamente con la porpora, che utilizzavano per il rosso, i Crocearii il giallo ricavato dal fiore dello zafferano, i Violarii specializzati nel colore viola.

Utilizzavano poi altre piante come la malva per l’azzurro, la ginestra, la curcuma e la reseda per il giallo, il mallo di noce per le tonalità brune e nere.

Conoscevano i solfati di rame e ferro, l’allume di rocca e la ruggine sciolta nell’aceto, che utilizzavano come mordenti per fissare il colore.

Oggi c’è una pressante esigenza di ritornare ad utilizzare l’antichissima arte della tintoria naturale. Scegliere di tingere i tessuti in modo naturale è una importante scelta ecosostenibile legata anche al riciclo dei tessuti da tingere.



Carnevale, come decorare casa
Décor e Fai da te

Carnevale, come decorare casa

Compostiera fai da te come costruirla
Décor e Fai da te

Compostiera fai da te: come costruirla

Mascherina a becco d'anatra e all'uncinetto fai da te
Décor e Fai da te

Mascherina a becco d’anatra e all’uncinetto fai da te

Come decorare e personalizzare la cover del cellulare
Décor e Fai da te

Come decorare e personalizzare la cover del cellulare

Idee creative per la casa
Décor e Fai da te

Idee creative per la casa

5 idee per dipingere con gli smalti vecchi
Décor e Fai da te

5 idee per dipingere con gli smalti vecchi

Come riciclare gusci di noce di cocco in modo creativo
Décor e Fai da te

Come riciclare gusci di noce di cocco in modo creativo

Come riciclare le candele usate e consumate
Décor e Fai da te

Come riciclare le candele usate e consumate

Diventa anche tu chef in cucina con i robot tuttofare
Elettrodomestici

Diventa anche tu chef in cucina con i robot tuttofare

Impastano, sminuzzano, montano e cuociono anche. Sono i nuovi robot da cucina tuttofare, per diventare very chef tra i fornelli.

Leggi di più