Bonus mobili ed elettrodomestici: le detrazioni per chi ristruttura

Sull’acquisto dell’arredamento si può recuperare in 10 anni il 50% della spesa

Cucina soggiorno (Arrital)

I vantaggi fiscali per le ristrutturazioni

Se state ristrutturando casa o avete intenzione di farlo nei prossimi mesi, sappiate che l’estate 2013 è foriera per voi di positive novità. È dei primi di agosto, infatti, la notizia che sarà possibile recuperare – sebbene in un lasso di tempo molto lungo – non solo la metà delle spese sostenute per gli interventi agli immobili, ma anche altrettanta parte del denaro impiegato per l’acquisto dell’arredamento.

A corredo della proroga delle detrazioni Irpef per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e per le ristrutturazioni edilizie, inizialmente in scadenza lo scorso 30 giugno e invece procrastinate fino al 31 dicembre 2013 (e fino al 30 giugno 2014 per i condomini), è stato inserito un bonus fiscale per le ristrutturazioni ed acquisto mobili ed elettrodomestici (d.l. 63 del 04 giugno 2013). Proprio in conseguenza di questa aggiunta, il tetto massimo di spesa complessiva fissato per le ristrutturazioni è stato elevato dagli iniziali 96 milioni di euro a 106 milioni di euro; per arredo ed elettrodomestici potranno infatti essere detratte, per un ammontare del 50%, spese fino a 10 mila euro, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.

Elettrodomestici detraibili solo se super-efficienti

lavastoviglie (Miele)
Le detrazioni riguardano solo i grandi elettrodomestici a risparmio energetico

Per quanto riguarda in particolare gli elettrodomestici, rientrano nelle agevolazioni solo gli apparecchi a elevata efficienza energetica, sia da incasso sia da libero posizionamento, delle seguenti categorie: frigoriferi, lavatrici, congelatori, lavastoviglie e lavasciuga, che dovranno appartenere a una classe di efficienza energetica dalla A+ in su, e forni, per i quali la classe minima richiesta è la A.

Attenzione al pagamento

Sia per i mobili sia per gli elettrodomestici il decreto ha valore retroattivo, e riguarda quindi acquisti effettuati a partire dal 6 giugno 2013. Non è ancora chiaro, però, in quali modalità possano essere pagati i beni oggetto della detrazione.

La nota inizialmente diramata dall’Agenzia delle Entrate, infatti, indicava come unica modalità consentita il pagamento tramite bonifico bancario. In Senato si sta però lavorando per una semplificazione che includa anche il pagamento elettronico con bancomat o carta di credito, corredato da una dichiarazione del rivenditore che riporti tutte le informazioni necessarie (che includono causale del versamento, codice fiscale dei contribuenti che usufruiscono della detrazione e codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento).

Prima di procedere all’acquisto, quindi, vi consigliamo di monitorare il sito dell’Agenzia delle Entrate per conoscere eventuali aggiornamenti, ricordando in ogni caso che certificazioni, fatture e ricevute vanno conservate per 10 anni.


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