Dieta alcalina: cos’è e come funziona

La dieta alcalina punta a mantenere l'equilibrio del ph nel sangue riducendo il consumo di alimenti acidi, come formaggi, cereali e carne, a favore di quelli alcalini come frutta fresca e verdura.

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Frutta e verdura devono occupare almeno il 70% della dieta quotidiana

Esistono ancora molte riserve dal punto di vista scientifico sulla validità e l’efficacia della dieta alcalina, attribuita a Robert O. Young, medico dalla dubbia formazione che scrisse un libro sui presunti benefici della dieta.

Scetticismo a parte, la dieta alcalina si basa anche su una serie di concetti positivi e salutari. La dieta suggerisce infatti un consumo quotidiano ed abbondante di frutta e verdura, mentre limita quello di carne, formaggi e cibi a base di grano, privilegiando cioè l’assunzione di quei cibi definiti alcalini, come appunto vegetali, frutta fresca, tuberi, noci, mandorle e legumi, e riducendo drasticamente quelli acidi, come carne rossa e bianca, ma anche pasta.

Lo stop a carne e cereali si basa sulla convinzione che assumere quotidianamente cibi acidi può disturbare il bilancio acido-base dell’organismo e causare anche la perdita di minerali importanti come il calcio ed il magnesio contenuti nelle ossa provocando di conseguenza la comparsa di un’acidosi cronica, considerato a sua volta un fattore predisponente per l’insorgere di alcune patologie.

I principi della dieta alcalina

La dieta alcalina parte dunque dal presupposto che per stare bene sia necessario ridurre in maniera significativa il consumo di alimenti acidi, che possono essere sostituiti da porzioni abbondanti di frutta e verdura.

Dal punto di vista delle proporzioni la dieta invita a consumare per il 70-80% alimenti alcalini e solo per il 20-30% alimenti acidi. Diversa dalla dieta mediterranea che trova la base della sua piramide proprio nei cereali, la dieta di Robert O. Young è invece più vicina all’alimentazione seguita fino agli anni ’50 dalle famiglie contadine, quando nelle tavole degli italiani, da nord a sud con le dovute differenze, si trovavano prevalentemente frutta e verdura dell’orto, mentre la carne veniva servita solo nei giorni di festa. Allora si faceva per una questione economica e non certo perchè si pensava che l’assunzione di cibi ricchi di zolfo, fosforo e cloro potessero dare luogo alla formazione di acidosi diminuendo il ph urinario, convinzione che sta invece alla base della dieta alcalina. Secondo lo statunitense Young, infatti, assumere troppa carne e altri cibi acidi compromette l’equilibrio del ph presente nel nostro sangue e questo può causare acidosi lattica, chetosi, ma anche incidere negativamente sul peso e aumentare il rischio di contrarre il cancro.

A questo punto è importante precisare che il Ph del nostro sangue, in condizioni normali, varia tra 7,35 e 7,45 e che al mantenimento dell’equilibrio tra produzione ed escrezione di sostanze alcaline ed acide partecipano soprattutto i reni ed i polmoni. Un meccanismo naturale che non viene condizionato, in soggetti in buono stato di salute, dalla dieta assunta. Indipendentemente dall’alimentazione, infatti, il normale metabolismo genera ogni giorno enormi quantità di acidi volatili, che vengono eliminati con la respirazione, e fissi, che vengono espulsi dal rene. Un equilibrio che a detta di Young può però essere aiutato riducendo in modo significativo l’assunzione di cibi acidi.

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Consumare quotidianamente abbondanti porzioni di frutta e verdura

Ecco i cibi da portare in tavola

Non sono tanto le quantità a caratterizzare la dieta alcalina, quanto gli alimenti. Dimentichiamoci dunque, per perdere i chili di troppo, i 70 grammi di pasta condita con olio crudo o la fetta di pollo cucinata alla piastra, per dare via libera a frutta e verdura, in particolar modo a biete, cavolfiore, spinaci, sedano, carote, broccoli e zucca, ma anche a mele, banane, fragole, pere, ciliegie, mango, pompelmo, ananas e melone. Vegetali in gran quantità da affiancare ad alcuni tipi di pesce, come spigola, salmone, trota e tonno, o ai legumi. Zuccheri raffinati, carne, uova e formaggio devono invece occupare solo il 20% della dieta quotidiana, mentre alla pasta di grano duro andrebbe preferita quella di grano saraceno, così come al pane bianco quello integrale. Nella dieta alcalina anche l’acqua occupa una voce importante. Secondo Young l’organismo necessità di un apporto di acqua superiore a 2 litri al giorno ed è raccomandata, al fine di perdere peso e mantenersi in forma, anche un’attività fisica quotidiana e regolare.


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