Come affrontare la perdita di un nostro caro: l’elaborazione del lutto

La nostra psicologa ci insegna come ripartire dopo la perdita di una persona a cui eravamo legati, la fine di un amore o di una vita

lutto

La morte di una persona a noi vicina è una delle situazioni più dolorose e strazianti che si possa vivere. Venire a contatto con la morte ci rende fragili e ci fa sentire tremendamente mortali. Cerchiamo sempre di allontanare questo pensiero, ma quando una persona cara, un amico, un genitore, un fidanzato ci lascia (anche questo caso può essere inteso come un lutto), il dolore ci sovrasta e non sappiamo come riuscire ad andare avanti.
Anche se a volte il nostro caro ha una lunga malattia e ci prepara in un certo senso alla sua dipartita quando ciò succede non si è mai pronti.

Il dolore è molto soggettivo e ogni persona può reagire davanti alla morte in modo diverso (es. negando l’accaduto, rimanendo in silenzio per giorni, oppure esternarlo con un pianto ininterrotto). Non c’è un modo giusto o sbagliato nelle proprie reazioni, ma se il dolore ci impedisce di ritornare alle normali attività è il caso di farsi aiutare da uno psicologo che intraprenderà l’elaborazione del lutto. Quest’ultimo è formato da diverse fasi e l’individuo deve superarle tutte per arrivare alla fine del percorso con un certo sollievo e senso di accettazione della perdita subita. Se l’elaborazione non avviene ci possono essere complicazioni anche molti anni dopo con stati di ansia e attacchi di panico.

Come elaborare un lutto

  1. Negazione o rifiuto: all’inizio si nega la morte stessa come forma di autodifesa, soprattutto se la morte è stata improvvisa si entra nella fase di shock e di incredulità
  2. Rabbia: a volte ci assale un sentimento di rabbia verso la persona che ci ha abbandonato e lasciato qui a vivere da soli oppure la rabbia è anche scatenata dal fatto di vedere per strada delle persone felici e spensierate mentre noi siamo colti da questo dolore straziante.
  3. Dolore: si realizza l’accaduto e ci assale il dolore, alcuni reagiscono in un modo altri diversamente. Alcuni si chiudono in loro stessi, altri non fanno altro che parlare del defunto. Non vi è un modo giusto nel provare il dolore entrambi vanno rispettati e accettati
  4. Senso di colpa: è fisiologico provare questo sentimento (es. avrei potuto fare, avrei potuto dire, se solo…) tutti ci sentiamo in colpa, ma bisogna cercare di scacciarla, non è positiva. Dobbiamo solo ripensare ai momenti felici passati con chi non c’è più e tenerli nel cuore
  5. Paura: la morte fa paura a tutti, ci rende fragili e mortali. Prenderne coscienza ci fa vivere meglio ogni attimo della nostra vita
  6. Sollievo: soprattutto se la persona soffriva da tempo si inserisce questo sentimento di sollievo pensando che con la morte ha smesso di provare dolore, non bisogna vergognarsi di pensarlo, è umano e va accettato.

Si devono percorrere tutte queste fasi per superare questa situazione. Il tempo in cui si rimane ancorati in una di queste è estremamente soggettivo, l’importante è non saltarne nessuna. Alla fine di tutto questo subentrerà un senso di pace e di rassegnazione in cui dolore si farà sentire lo stesso ma meno forte e più attutito. La persona cara vivrà in noi ogni volta che la penseremo con un sorriso sulle labbra.

Dottoressa Sara Ronchi
psicologasararonchi@virgilio.it


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