Categories: Consigli di cucina

4 ricette con la Portulaca Oleracea

La Portulaca Oleracea è una pianta spontanea

Di Francesca Ceriani

Si tratta di un’erba utilizzata sia in cucina sia in campo medico

La Portulaca Oleracea

La Portulaca Oleracea, conosciuta anche come erba porcellina, è un’erba spontanea probabilmente originaria del Sud America ma oggi diffusissima anche in Italia, dove in ogni regione assume un nome diverso. Questa pianta è da sempre utilizzata sia in ambito medico sia in cucina. È una pianta con una lunga tradizione, ma spesso, erroneamente, viene scambiata per un’erba infestante, vista la sua grande capacità di propagarsi.

Le origini della Portulaca Oleracea

Non c’è chiarezza sulle origini della Portulaca Oleracea. C’è infatti chi sostiene che sia originaria del Sud America e chi invece attribuisce la sua origine all’Asia, e in particolare all’India. In ogni caso la sua diffusione maggiore si ebbe nel bacino del Mediterraneo: questa pianta, infatti, era molto utilizzata nell’Antico Egitto per scopi medicali e tra i Romani era molto apprezzata per le sua versatilità in cucina. Non solo: i Romani le attribuivano anche virtù magiche e terapeutiche e si pensava che, per esempio, fosse utile a togliere il malocchio. Diffusa oggi in tutto il mondo, la Portulaca Oleracea è una pianta a ciclo annuale e il suo nome deriva dal latino “portula”, cioè piccola porta. Come una porta, infatti, il frutto di questa erba si apre spontaneamente.

Le caratteristiche della Portulaca Oleracea

La Portulaca ha foglie succulenti, ossia dotate di tessuti in grado di immagazzinare grandi quantità d’acqua che le consentono di creare delle riserve idriche utili nei periodi di siccità. Le sue foglie sono di colore verde chiaro brillante e hanno una forma allungata. Il fusto, rosso-marroncino, è molto carnoso e si sviluppa solo in orizzontale. I fiori invece sono gialli, piccoli e si aprono solo quando c’è il sole. Purtroppo la loro vita è breve: vivono solo poche ore, ma si rigenerano continuamente.

Le proprietà della pianta

La Portulaca Oleracea è ricca di proprietà benefiche. Contiene infatti preziosi elementi che le conferiscono ottime proprietà nutrizionali. Innanzitutto le vitamine: vitamina A (antiossidante), C, E e le vitamine del gruppo B. Questa piante, inoltre, possiede una grande quantità di Sali minerali, come il potassio, il ferro, il calcio e il magnesio. Non solo: seppur in minore quantità, sono presenti anche il sodio, lo zinco e il fosforo. La Portulaca è ipocalorica e contiene molta acqua. Per questa sua caratteristica, viene considerata un ottimo diuretico e depurativo naturale.

Uso in campo medico

Nella tradizione della medicina popolare, la Portulaca veniva utilizzata come rimedio contro la nausea e la dissenteria, ma anche per le emorroidi e le emorragie post-partum. Oggi questa pianta, erroneamente considerata infestante, è tornata a essere una preziosa risorsa e si apprezza soprattutto il fatto che contenga Omega 3, fondamentali per ridurre e prevenire le malattie cardiovascolari e aiutano a ridurre i livelli di colesterolo.

Utilizzi in cucina

Questa pianta è molto utilizzata nella cucina italiana. Si usano le foglie, ma anche i rami più teneri e le preparazioni che si possono realizzare sono le più svariate: dalle insalate alle frittate, dalle zuppe alle conserve, la Portulaca è gustosa in ogni modo grazie al suo sapore amarognolo e pungente. Vediamo le 4 migliori ricette per esaltare il sapore di questa pianta.

Pesto alla Portulaca

Stufe del solito pesto alla genovese? Un’ottima alternativa per condire la pasta è il pesto alla Portulaca. Per realizzarne un vasetto lavate bene le foglie di 20 rametti, dopo averle staccate dai rametti, e asciugatele. Mettete in un mixer o in un frullatore a immersione le foglie, 40 grammi di pinoli, uno spicchio d’aglio e frullate. Aggiungete poi la quantità di sale desiderata, del succo di limone e olio a filo e continuate a frullare fino a ottenere un pesto morbido e dalla consistenza omogenea. Mettete in un vasetto e coprite la superficie del pesto con olio extravergine d’oliva. Potete consumare il pesto nel giro di qualche giorno oppure potete congelarlo.

Frittata

Se volete sorprendere i vostri ospiti, preparate la frittata con la Portulaca. Lavate 150 grammi di questa pianta, poi in una ciotola sbattete 3 uova insieme a due cucchiai di pecorino o parmigiano grattugiato. Aggiungete sale e pepe a piacere e anche un pizzico di noce moscata non guasta. Aggiungete la Portulaca alle uova e mescolate, amalgamando bene gli ingredienti. Riscaldate in un padellino un filo d’olio e, quando è caldo, versate il composto. Cuocete la frittata su entrambi i lati finché non risulterà dorata e servite ancora fumante.

Portulaca in agrodolce

La Portulaca è ottima anche in agrodolce. Eliminate i gambetti più duri fino a ottenere 200 gr di Portulaca, lavatela con cura e fate scolare bene. Tamponate delicatamente con un panno da cucina per asciugarla. Versate poi in un tegame 200 ml di aceto di vino bianco, 90 gr di zucchero semolato, 100 gr di olio Evo, 25 gr di sale e un cucchiaino di pepe e portate a ebollizione. Quando il composto starà bollendo, versate nel tegame anche la Portulaca, ormai asciutta. Appena riprenderà il bollore, togliete il tegame dal fuoco e mescolate bene. Lasciate raffreddare qualche minuto, poi togliete le foglioline di Portulaca aiutandovi con un mestolo forato, mettete sul piatto e lasciate raffreddare ancora. Quando anche il liquido di cottura sarà freddo, mettete le foglie in un vasetto e ricopritele con il liquido di cottura. Chiudete il vasetto ermeticamente e conservate in frigorifero.

Insalata di Portulaca

Per un’ottima insalata di Portulaca, lavate e asciugate le foglie di 300 grammi della pianta e togliete i rami più duri. In una ciotola capiente aggiungete a piacere un cetriolo tagliato a bastoncini, delle noci spezzettate, olive nere tagliate a metà e una fetta di fico maturo (che potete sostituire, in inverno, con la pera). Aggiungete la Portulaca, irrorate con del succo di limone, olio e sale e l’insalata è pronta. Ovviamente potete aggiungere (o togliere) gli ingredienti che preferite e provare accostamenti più audaci, in base ai vostri gusti.

Francesca Ceriani

Laureata in Lettere Moderne, giornalista dal 2015. Amo viaggiare, scoprire nuovi mondi, entrare in contatto con culture sconosciute. Leggere è la mia evasione. La scrittura e la cucina sono le mie passioni.

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Francesca Ceriani

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