Vivienne Westwood PE 2015 alla LFW
Moda

Vivienne Westwood Red Label: la collezione S/S 2015

Bizzarra, piratesca, ultra-femminile o mascolina, eroina vittoriana in veste glam-punk e politicamente (s)corretta. Ecco la donna Westwood per la collezione primavera-estate 2015

Quando le luci si abbassano sulla catwalk della London Fashion Week, l’atmosfera non può che essere delle più elettrizzanti nel parterre, in attesa della stilista più anti-conformista e rivoluzionaria che la Union Jack inglese può sventolare in Terra d’Albione. Solo poche cose sono certe quando si tratta del défilé di Vivienne Westwood: che la Lady inglese provocherà la sua audience con un messaggio sociale/politico, che la sfilata si tradurrà in un vero e proprio show d’intrattenimento, e che gli outfit, insieme al make-up, saranno eclettici e bizzarri, sregolati e scomposti proprio come la mente geniale di chi li ha ideati. Ma andiamo con ordine.

 

Vivienne Westwood attivista politica

Sulla questione dell’Indipendenza della Scozia dal Regno Unito, il cui esito si saprà solamente giovedì 18 settembre, Dame Westwood ha le idee piuttosto chiare: “Say YES to Independence” è lo slogan che riverbera durante tutta la sfilata, e la scritta “YES” è appuntata su sgargianti spille rotonde poste sul rever della giacca o su stravaganti cappelli da bucaniere. “Sono così elettrizzata, incrociamo le dita. Perché, se vincono i sì, potrebbe essere finalmente il punto di svolta per un mondo migliore. Potrebbe essere un esempio per tutti”: così recita il messaggio scritto sul retro di ciascun posto a sedere nel parterre. E nel backstage, la gran madame del punk non si risparmia neanche un colpo con i giornalisti: “Odio l’Inghilterra. Adoro invece la Scozia perché, in qualche modo, penso siano migliori di noi. Loro sono democratici, noi no.” E così Vivienne sembra spostare con ardore l’attenzione di tutto il fashion system su una tematica che la tocca da vicino, non molla la presa fino alla fine, quando, con la nipote Cora Corre, sfida le insidie gravitazionali di un tacco improbabile con la stessa forza con cui perora la sua causa: “Sì all’indipendenza!” ammicca indicando la spilla sul suo abito. Non possiamo che contraccambiare con un largo sorriso e un sì di risposta per il coraggio di osare sempre, in ogni luogo, in ogni quando e persino in ogni lago.

 

Welcome to the show: tra eccentricità e tradizione

Se il messaggio politico della Westwood è chiaro e ben delineato, senza tanti giri di parole, non si può dire altrettanto della cifra stilistica dell’intera collezione, che sembra attingere da mondi e atmosfere completamente diverse, senza alcuna logica consequenziale, un vero e proprio show di colori e atmosfere, rispolverando ora i capi basic tanto amati da Vivienne (spille, collarini punk, bustier con lacci e cappelli decisamente eccentrici) ora ritornando a reminiscenze del passato, dai cappelli da bucaniere dell’era elisabettiana ai corsetti sensuali dell’età vittoriana, dalla giacca con spalline prominenti che ricorda il rigore thatcheriano degli anni Ottanta ai sovra-strati di più stampe e i collarini punk dell’Inghilterra contro l’Establishment.

La sfilata infatti apre i battenti con alcuni tailleur e completi maschili dai dettagli esagerati, con spalle molto ampie quasi in 3D e camicie dal colletto e rever decisamente oversize. Il look decisamente androgino dei primi capi contrasta con lo stile retrò e iper-femminile di baby-doll e bustini drappeggiati abbinati a shorts cortissimi a vita alta o culotte in stile vittoriano decorate con lacci e nastrini. Tra le silhouette dal taglio decisamente più contemporaneo ci sono alcuni abiti drappeggiati in seta, molto eleganti, e un abito da sera fluido, leggero, color arancio mandarino, in morbido taffetà. Per quanto riguarda la fantasia delle stampe, Dama Westwood sembra non essere molto amante dei fiori ma per questa collezione osa con alcuni pezzi floreali, e fiori decisamente oversize fanno mostra di sé su pantaloni, su abiti da sera e su una tutina-costume da bagno. Le righe multicolore, grigie e rosse per lo più, sono invece usate in gran quantità, e sembrano arrivare da ogni direzione, posandosi oblique, orizzontali o verticali su gonne a palloncino e cappe con cappuccio decisamente cool.

L’elemento innovativo? Il cappello da bucaniere (provocatorio ma comunque con un certo appeal stravagante) e alcuni top abat-jour e miniabiti drappeggiati che rimangono sospesi come fossero leggiadre tende da palcoscenico: lo show di Vivienne può ora aprirsi davanti agli occhi incuriositi del pubblico.

Make up “bizarre”

Le collezioni prêt-à-porter di Vivienne Westwood non avrebbero lo stesso impatto scenico senza il tocco anarchico del make-up artist Val Garland, che per la PE 2015 stupisce con tratteggi di eyeliner e matite per labbra che vanno decisamente “fuori dai bordi”, come se la mano fosse quella di un bambino, il rossetto esce dal contorno delle labbra ridisegnandole in volumi pronunciati che ricordano la Regina di Cuori di Tim Burton.Baffi e pizzetti da moschettiere accendono irriverenti il viso, e le tinte neon colano su fronti e sopracciglia accentuate. Gli occhi infine sono contornati da ciglia lunghissime, portate all’estremo soprattutto sulla rima inferiore, forse un omaggio al film Arancia Meccanica di Kubrick o alla Bambola Assassina di Tom Holland?



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