Shanghai Tang: il lusso cinese parla francese

Da Sir David Tang a Raphael le Masne de Chermont. Come è cambiata la maison di Hong Kong?

La campagna della collezione autunno-inverno 2014 Shangai Tang
La campagna della collezione autunno-inverno 2014 Shangai Tang
  • La campagna della collezione autunno-inverno 2014 Shangai Tang
  • Lina Zhang protagonista della campagna pubblicitaria del brand del lusso cinese Shanghai Tang
  • Cardigan in lana stampa ikat Shanghai Tang collezione Fall/Winter 2013-2014
  • Abito qipao in cotone Shanghai Tang collezione Fall/Winter 2013-2014
  • Ai enamel bangle di Shanghai Thang 100% ottone
  • Beaded Cloud clutch di Shanghai Tang realizzata  in seta, perline di metallo e ottone e fodera in raso
  • Shangri-La satchel, ovvero la cartella by Shanghai Tang realizzata in pelle di cervo e twill di cotone
  • Scialle 100% cachemire by Shanghai Tang in tessuto jacquard
  • Look autunno-inverno 2014
  • Look autunno-inverno 2014
  • Look autunno-inverno 2014
  • Cinture: a sinistra, color bamboo e giada; rossa con nodo
  • Look autunno-inverno 2014
  • Look autunno-inverno 2014
  • Look autunno-inverno 2014
  • Look autunno-inverno 2014
  • Sciarpa in seta con fantasia Lucky Charms; a destra, sciarpa in cachemeare e seta
  • Look autunno-inverno 2014
E se vi dicessimo che il marchio numero uno del lusso cinese è controllato da un uomo francese? In molti sono rimasti stupiti nell’apprendere che il CEO di Shanghai Tang, il brand del lusso fondato a Hong Kong nel 1994 da Sir David Tang, altri non è che Raphael le Masne de Chermont. E sebbene ancora oggi il brand resti legato al nome del suo fondatore, è stato proprio il ruolo cruciale giocato da Monsieur le Masne de Chermont a far sì che Shanghai Tang restasse il primo marchio del lusso cinese a livello internazionale.

Le origini e la conquista del Far West

Da piccola boutique quale era presso il Pedder Building di Hong Kong, l’intuizione dell’imprenditore David Tang nell’offrire capi su misura e preconfezionati ispirati alla moda in voga in Cina negli anni Venti rese noto il marchio anche in Occidente dove, verso la fine degli anni Novanta, conobbe la propria fortuna. Correva il 1998 quando il Gruppo Richemont acquistò le prime quote della società, acquisita completamente nel 2008. Successivamente il brand ampliò il proprio business tra la creazione di nuove collezioni e l’apertura di store sparsi in tutto il mondo. Eppure non è un segreto che Shanghai Tang abbia trascorso gli ultimi dieci anni a corteggiare il mercato cinese. Dei suoi 45 punti vendita, ben 30 si trovano nella Grande Cina, inclusa l’ultima boutique inaugurata recentemente a Shanghai che per l’occasione ha visto sfilare gli ultimi modelli curati nei minimi dettagli dal suo nuovo designer: Joseph Li.

Shanghai Tang, però, non è solo abbigliamento e accessori. All’inizio di quest’anno il brand ha addirittura firmato un accordo di licenza della durata di 12 anni con Inter Parfums USA per creare, produrre e distribuire profumi e correlati, con tanto di fragranza prevista per la prossima primavera. Oggi però gli sforzi si concentrano tutti nell’espansione del brand in Occidente perché, se all’inizio Shanghai Tang guardava soprattutto alla clientela del Far West, con l’arrivo di Raphael le Masne de Chermont la maison ha deciso di puntare sull’Oriente, primo mercato seguito da quello statunitense.

E nemmeno la nascita di brand simili come Shang Xia ha spaventato il marchio che nella competizione ha saputo tenere duro e distinguersi, come ha dichiarato lo stesso Monsieur le Masne de Chermont: «L’Asia è uno dei Paesi più competitivi al mondo. Ma la partita, per quel che mi riguarda, non si gioca con i marchi piccoli ed emergenti, bensì con quelli con cui si compete a livello di spazi retail».

Con la crisi arriva la svolta

Oggettistica per la casa, abbigliamento, accessori, borse, foulard e gioielleria: è la varietà la chiave di successo del brand. E nonostante il settore del lusso in Cina abbia subito un brusco rallentamento, Shanghai Tang ha comunque deciso di concentrare i propri sforzi su tre grandi città asiatiche: Hong Kong, Singapore e Shanghai. Una volta conquistati questi tre centri, il marchio penserà alla conquista europea, più precisamente alle città di Parigi e Londra.

Riusciranno le linee e i colori del lontano Oriente a fare breccia nella moda del Vecchio Continente? Se le parole d’ordine sono lusso e alto di gamma siamo pronti a scommettere che la risposta sarà positiva.


Vedi altri articoli su: Abbigliamento | Shopping |

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *