Rayon: che tessuto è il Rayon

Rayon: che tessuto è il Rayon

Il rayon, fibra tessile semi-artificiale, veniva chiamato “seta artificiale”. Scorpi di più su questo tessuto.

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12/11/2021

Il Rayon è una fibra tessile semi-artificiale. Si ottiene trasformando la cellulosa, attraverso processi chimici e meccanici, in filamenti utilizzati nell’industria tessile.

Le fibre semi-artificiali sono tutte quelle fibre che vengono prodotte a partire da sostanze naturali non filabili. Queste vengono solubilizzate, a volte mediante modificazioni chimiche, e poi filate per estrusione come le fibre sintetiche.

Il Rayon veniva chiamato “seta artificiale” o anche “seta del legno”.

La “seta artificiale”è nata verso la fine dell’800 per sostituire la seta pura, troppo costosa e molto rara in quel periodo a causa di una grande epidemia che colpì i bachi da seta.

Il nome deriva dal fatto che si produceva a partire dalla cellulosa naturale ricavata dagli alberi e per la somiglianza che questo tessuto ha con le caratteristiche esterne della seta, come la lucentezza e la viscosità. La seta artificiale differisce però dalla seta per composizione chimica, resistenza e caratteristiche fisiche.

Nel 1924 il nome “seta artificiale” si sostituisce per evitare di confondere i due tessuti con Rayon. La particolare luminosità della fibra, simile a quella dei raggi solari, diede lo spunto per il nome, rayon da raggio in francese.

Grazie allo studio e alla sperimentazione di industriali e inventori della fine dell’800 inizio ‘900 il Rayon pinizia ad essere prodotto in differenti maniere. Infatti a seconda dei processi produttivi durante la sua fabbricazione e le caratteristiche finali del filamento ottenuto si posso distinguere ancora oggi: Rayon acetato, Rayon cupro (cuproammoniacale), Rayon modal (e micromodal), Rayon viscosa e Lyocell.


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Il Rayon quindi ha caratteristiche simili alla seta ma può essere prodotto in differenti modi. Vediamo le caratteristiche finali delle diverse tipologie di Rayon oggi utilizzati.

Rayon acetato

Il rayon acetato è una fibra semi-artificiale. Per la produzione del Rayon acetato si parte dalla cellulosa ricavata dal cotone o dal legno. La cellulosa in questo caso si discioglie con acido acetico e anidride acetica ma subisce anche un processo di saponificazione dei filamenti.

Se ne ricava in questo modo un filato molto sottile e lucido. Morbido e resistente non possiede, al pari di altre fibre semi-artificiali, la particolarità di essere elastico.

La sua sericità però conferisce alla fibra tessile di acetato un aspetto esterno molto simile a quello della seta. Motivo per il quale da sempre è molto apprezzato nell’industria tessile.

Impiegato nella produzione di abbigliamento, per tende da arredo e tessuti per la casa, si utilizza per corde, cinture di sicurezza. Ma anche per tessuti di paracadute, teloni e tessuti protettivi, come anche per le pellicole cinematografiche.

Il rayon acetato oggi è spesso mescolato a fibre naturali come seta, lana, cotone e conferisce infatti a questi tessuti molta più resistenza, proprio grazie alle particolari proprietà che possiede. I tessuti lavorati misti con il rayon acetato sono molto più economici dei naturali e puri al 100%.  Facile da tingere, si può trovare lucido o opaco.


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Malgrado la fibra del rayon acetato sia in parte biodegradabile come il Rayon viscosa, le fibre in acetato utilizzano polimeri di cellulosa che creano danni ambientali. Non sono ecologici anche a causa del grande consumo, durante il processo produttivo, di acqua, energia e combustibile fossile.

Rayon Cupro

Il Rayon cupro è una fibra realizzata utilizzando piccolissimi filamenti che fuoriescono dal seme di cotone chiamati linter. Questi si lavorano e si purificano per diventare cellulosa pura, simile quindi alle fibre in cotone.

Poiché delle piccole parti si sciolgono in una soluzione di rame e ammonio, il cuprammonio, da qui ne è derivato il nome cupro. Una volta filtrata la cellulosa rigenerata si fila in fibra.

Ne risulta un prodotto molto simile alla seta. Anche il cupro quindi come gli altri Rayon è una fibra a base naturale ma lavorata chimicamente per ottenere il filato finale.

Noto anche come Bemberg, dal nome del suo inventore tedesco, nasce nel 1911 in Germania ed è anche conosciuto anche come Rayon cuprammonio o seta ammoniacale.

Dal 1931 si produce unicamente in Giappone da Asahi Kasei, stabilimento che oggi vanta la certificazione ISO 14000 relativa alle norme tecniche di gestione ambientale.

A causa dell’impiego di grandi quantità di soluzione cuproammoniacale nelle fasi di lavorazione, la produzione di Rayon Cupro era inizialmente piuttosto inquinante. Oggi i processi produttivi si sono evoluti fino a raggiungere livelli sufficientemente sostenibili a livello ecologico.

È un tessuto molto amato e utilizzato poiché possiede tutte le qualità della seta come la lucentezza e la viscosità tipica di quest’ultimo tessuto.

Anche il cupro è un tessuto liscio, elastico, luminoso, anallergico, antistatico, traspirante biodegradabile e riciclabile al 100%. La scivolosità rende il tessuto adatto per la fabbricazione di fodere per giacche, gonne, abiti e pantaloni. Ma ideale per realizzare calze e collant.

Sappiamo che la produzione del cotone non organico richiede enormi quantità di acqua e pesticidi. Ma il cupro è una fibra che si ricava da parti altrimenti non inutilizzate del seme del cotone, che quindi andrebbero perse. Si considera per questo un tessuto che limita lo spreco della pianta stessa.

Considerato anche vegano e non cruelty perché di origine vegetale, al contrario della seta che proviene dai bachi da seta.

Una scelta di acquisto etica e nel rispetto del pianeta e degli animali richiede al consumatore finale il controllo del marchio e delle certificazioni. Così da poter scegliere tra quelli trasparenti nei processi di produzione.

Modal

È una fibra tessile scoperta in Giappone nel 1951 e prodotta con grande successo a partire dagli anni ’60.

E’ artificiale e ottenuta dalla filatura della cellulosa estratta dalla polpa del solo legno di alberi di faggio, mentre le altre fibre di rayon provengono da cellulose estratta dalla polpa di alberi differenti tra loro e altre piante.

La cellulosa del faggio si trita e poi si scioglie per ottenere il composto viscoso da lavorare. A differenza degli altri Rayon la lavorazione del modal prevede la centrifugazione della cellulosa ottenuta. Per poi essere estrusa attraverso piccolissimi fori per ottenere le fibre finali.

Spesso viene lavorato in mescola con cotone, lana e altre fibre come la lycra, per aumentare la morbidezza, il comfort e la resistenza di questi ultimi filati.

Traspirante, fresco al tatto, non restringe, anallergico, elastico, asciuga velocemente, il filato è resistente e risulta brillante e lucido.

Utilizzato principalmente nella produzione di abbigliamento activewear, ma anche per indumenti intimi come biancheria e pigiami, accappatoi, lenzuola e altri articoli per la casa.

Rayon viscosa

Si ricava dalla cellulosa di alberi come eucalipto, pino, faggio, mais e bambù.

Macerata in una soluzione di carbonio e poi sottoposta ad un bagno di soda caustica se ne ricava un liquido altamente viscoso, colloso. Sottoposta ad un passaggio ad alta pressione attraverso degli ugelli, si ottiene il morbido filamento finale, che a sua volta si immerge in acido solforico.

Essiccati i fili, sotto forti getti d’aria calda, saranno successivamente pronti per la tessitura. E’ un tessuto a basso costo ma possiede molte qualità. A seconda di come si produce può somigliare più al cotone o alla seta. Si trova infatti mescolata al cotone a velluto e taffetà.

E’ una fibra tessile estremamente versatile, utilizzata nell’industria dell’abbigliamento, ma anche per la lavorazione di tappeti, nell’industria automobilistica, o trasformata ulteriormente in cellophane.

E’ traspirante, ha un giusto grado di elasticità, mantiene il colore ed è possibile stamparci sopra fantasie. Adatto anche alle stagioni calde poiché non trattiene il calore, è  piacevole da indossare grazie alla sua  viscosità, morbidezza e comfort finale.

Il Rayon viscosa è molto più economico della seta. Viene utilizzato per la sua poliedricità e per le sue qualità da industrie della moda come da quelle di prodotti per la casa.

Grazie allo sviluppo di nuove tecnologie molti produttori di rayon viscosa stanno compiendo sforzi nella ricerca per diminuire l’utilizzo di sostanze chimiche ed  arrivare ad una produzione meno inquinante e più sostenibile di questo filato.

Sempre più spesso infatti il rayon viscosa si produce utilizzando il Lyoncel, che genera pochi rifiuti e per questo più ecologico.

Lyocell

Il Lyocell ha fatto la sua prima apparizione in America nel 1972.

Tessuto sostenibile, biodegradabile e compostabile, purché non unito ad altre fibre sintetiche. E’ prodotto con il legno quindi per decomporsi impiega circa due mesi.

Il Lyocell è una fibra di origine vegetale ma lavorata con sostanze sintetiche molto avanzate, quindi semi-sintetico. Durante la sua lavorazione si ricava una miscela liquida che si riscaldata con un solvente, l’ossido di ammina, poi divisa in piccole parti e filtrata.

La cellulosa che se ne ricava passa attraverso un processo di  filatura che la trasforma in sottili e lunghe fibre molto brillanti, poi lavate, asciugate e lubrificate. Da ultimo tessute e così trasformate nell’ordito finale.

Cosa rende il Lyocell così sostenibile?

Oltre ad essere biodegradabile e compostabile il processo di produzione è a ciclo chiuso. Quindi non crea sottoprodotti nocivi,  i dissolventi chimici utilizzati non sono tossici e possono essere riutilizzati e non dispersi nell’ambiente.

L’ossido di ammina, il solvente utilizzato, è totalmente riciclabile e non è tossico. Inoltre nel processo di filatura il 95% del solvente utilizzato si ricicla. Questo significa che si usa una minima percentuale di prodotti chimici.

Inoltre poiché la produzione del Lyocell è abbastanza veloce, dal taglio del legno alla cardatura si impiegano circa due ore e mezza, necessità quindi di meno acqua ed energia rispetto ad altre fibre artificiali.

E’ anche ecosostenibile, in quanto la cellulosa può essere ottenuta da foreste ben gestite. Tra le fonti più utilizzate per la cellulosa del Lyocell ci sono gli alberi di eucaliptolo.

Questi alberi hanno la particolarità di poter crescere rapidamente e ovunque anche in terreni non adatti alle coltivazioni. Senza richiedere irrigazione e pesticidi al contrario ad esempio della pianta del cotone.

Il Lyocell è traspirante, assorbe gli odori così da non rendere frequenti i lavaggi dei capi di abbigliamento, quindi anche il suo utilizzo ha un ulteriore risparmio di energia e acqua. E’ resistente e durevole nel tempo, leggero e morbido al tatto arriva ad essere anche questo tessuto paragonato alla seta.

Confortevole, antibatterico spesso si impiega  nella produzione di abbigliamento sportivo, anche grazie alla velocità con la quale si asciuga.

Si mescola facilmente ad altre fibre come cotone, lana, seta, acrilico e poliestere. Si può ottenere così una finitura morbida e setosa, o più consistente simile a quella del camoscio.

Poiché il ciclo produttivo è abbastanza costoso il prezzo finale risulta più elevato rispetto ad altre fibre semi- sintetiche. Ma poiché dura molto nel tempo acquistare un capo in Lyocell può essere considerato un investimento per noi e per il futuro del pianeta.

Oggi è opportuno fare scelte di acquisto etiche, nel rispetto del pianeta e degli animali, quindi al momento dell’acquisto bisogna sempre controllare il marchio e le certificazioni e scegliere tra quelli che sono trasparenti nei processi di produzione.

Fabiana Fabbri
  • Scrittore e Blogger