Ottavio Missoni, tra movimento, luce e colore

Accostamenti cromatici, motivi geometrici, sapiente tecnica sartoriale. Attraverso le storiche campagne pubblicitarie, un ricordo del grande stilista che ha rivoluzionato l'immagine della creatività italiana in tutto il mondo

Alcune pubblicità storiche di MISSONI HOME (tableau per Unadonna.it by AC)
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Ottavio Missoni, maestro di stile e umiltà, ci ha lasciati lo scorso 9 maggio,  spegnendosi nella sua casa di Sumirago (Varese), dove si trova anche la sede della casa di moda da lui fondata.

La sua storia personale e familiare sembra una sceneggiatura.

ottavio missoni
RITRATTO DI OTTAVIO MISSONI

Ragazzo di Dubrovnik, figlio di un ufficiale di Marina, da adolescente corre veloce, con le ali ai piedi. Si qualifica giovanissimo alle Olimpiadi ma la Storia non è dalla sua parte: scoppia il secondo conflitto mondiale, poi viene catturato a El Alamein e solo nel ‘46 riesce a tornare in Italia. Alle Olimpiadi ci arriva  due anni dopo, a Londra. Qui, nel 1950, conosce  e si innamora, durante gli Europei, di Rosita Jelmini, lombarda, con la quale si sposerà e gestirà l’attività della famiglia di lei, già impegnata nella maglieria e ricami su tessuto.

La coppia conosce il successo nel 1958 grazie a una grossa commissione de La Rinascente ma il momento di grande  impatto mediatico è sicuramente nel ’67, quando con un piccolo scandalo il marchio fa parlare di se: durante una sfilata a Pitti, Rosita fa togliere il reggiseno alle modelle, per non rovinare l’effetto degli abiti di maglia in passerella.  La società perbenista del periodo si indegna e i Missoni vengono cacciati. Da da questo incidente di percorso, figlio dei suoi tempi, il marchio MISSONI inizia ad essere amato e ricercato dal pubblico e si consolida nel  1969 con l’apertura del nuovo moderno stabilimento a Sumirago.

campagna pubblicitaria vintage by MISSONI

Negli anni ’70 arriva il successo mondiale, si parla di MISSONOLOGIA per disegnare a parole lo stile inconfondibile della Maison lombarda.

 

 

 

 

Ottavio Missoni presenta il suo stile geometrico e coloratissimo e il patchwork oltreoceano. Parla del “put together” per spiegare agli americani uno stile che mescola fantasie e colori sulla maglia tessuta ad arte. Uno stile che nessuno avrebbe osato ma che in breve tempo diventa simbolo incontestabile della creatività made in Italy.

Eppure lo stilista non segue la scia delle tendenze e rimane ancorato a valori tradizionali e ad una qualità che ancora oggi la sua Maison di 250 dipendenti rispetta. Addirittura dichiara “Per vestirsi male non serve seguire la moda, ma aiuta”.

Rimane un grande artigiano e “la moda… non so nemmeno cosa sia…” dice apertamente durante un’intervista.

 

Il marchio Missoni parla di famiglia, lavoro e tradizione, eppure rompe gli schemi ed è forse il brand che oggi più di tutti rivendica la propria identità a colpo d’occhio.  Il “put together” è il simbolo della maglieria del lusso. Motivi etnici, rombi, geometrie, richiami aytechi, lo zig-zag che dalle passerelle arrivano in casa con la collezione Missoni Home,  sono accostati e mescolati con audacia ma riescono ad ottenere sempre e comunque un prodotto preciso, ponderato, mai eccessivo… di grande classe ed eleganza.

Alcune pubblicità storiche di MISSONI (tableau per Unadonna.it by AC)

Nella nostra Gallery di UnaDonna vi presentiamo diverse campagne pubblicitarie del marchio Missoni, dagli anni 60 ad oggi, per dimostrarvi come ogni singolo capo, nella sua originalità e qualità, non sia riconducibile a un periodo o ad una tendenza: resta immortale e riesce, nella misura delle proporzioni tra colori e accostamenti, a richiamare stili diversi, intramontabili.

È proprio questa eleganza assoluta, che invita la donna ad usare la propria creatività per fare dell’abito una seconda pelle, che rimane come omaggio del grandissimo stilista e che non tramonterà mai nella Maison Missoni.

passerella collezione primavera estate 2013 - Missoni

Lo dimostra anche la stagione primavera estate 2013: qui la luce risplende tra gli intrecci della maglia colorata, accostata a capi monocromatici  bianchi o neri, che giocano con le trasparenze. Linee pure, preziosamente intarsiate generano un’aurea intorno alla figura e ne esaltano la femminilità, oggi, come agli esordi della storia Missoni.


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