Arte, cinema, viaggio e non solo: il day 6 della New York Fashion Week sorprende con collezioni che emozionano
La New York Fashion Week FW 2015/2016 ha superato il giro di boa e, a dispetto di chi credeva che l’addio di Mercedes-Benz e i cambiamenti in corso sarebbero stati causa di una manifestazione sottotono, continua a regalare collezioni emozionanti, che alternano ricerca stilistica e sperimentazione estrema a stile classico e codificato. E le sfilate del day 6, con un mix di innovazione e tradizione che attinge a piene mani da cinema, arte, letteratura e viaggio, non fanno che confermare il trend.
L’arte è una delle muse privilegiate della moda e un’ulteriore conferma arriva dalle sfilate del sesto giorno della New York Fashion Week FW 2015/2016. Jenny Packham infatti ha dichiarato di essersi ispirata a “una veloce visita al Museo del Prado di Madrid” per realizzare la sua collezione. “Catturata” dalle opere di Raimundo de Madrazo y Garreta, la stilista ha mutuato nei suoi capi l’estetica dell’artista, proponendo abiti lunghi e corti, jumpsuit e pantaloni palazzo dalle linee fluide e riccamente ricamati abbinati a cappotti intessuti di paillettes, dal suggestivo effetto tridimensionale. Una strada percorsa anche da Badgley Mischka, che ha mandato in passerella modelle con abiti dalle sofisticate lavorazioni di impronta bizantina, e Lupe Gajardo, che invece ha reso omaggio all’arte moderna con capi che esplorano la via del minimalismo con linee pulite, stampe e decori ridotti al minimo e un mix di tessuti poveri e preziosi.
Le contaminazioni cinematografiche viste nelle collezioni del day 6 della New York Fashion Week sono tante e diverse, ma hanno tutte in comune l’operazione revival. Rodarte, per esempio, ha mandato in passerella modelle fasciate in leggings e short di pelle in stile Sandy seconda maniera di Grease, dando nuovo respiro al tema Seventies con grande abbondanza di pizzi, tulle, piume e paillettes che riecheggiano abiti e suggestioni anni ’30, mentre Marc by Marc Jacobs si è ispirato al film del 1979 The Warriors (oltre che ai poster politici di Jeremy Deller e all’opera The Guardian Angels di William Morris) per una collezione che mescola elementi militareschi, graphic art e stile biker in gonne di pelle, tartan e denim stampato, pantaloni skinny, giubbotti di taglio maschile e baschi da portare calcati in testa. Sembra uscita invece direttemente da American Graffiti la proposta FW 2015/2016 di Lela Rose, con i suoi smanicati dalla gonna a ruota al ginocchio, le giacche sartoriali e un diffuso mood bon ton, così come quella di Georgine paga dichiaratamente pegno alle atmosfere di film come Saturday Night Fever e Stayin’Alive. I tessuti cangianti e i colori accesi descrivono infatti vestiti aderenti dalle profonde scollature a “V”, pantaloni morbidi e short a vita alta, camicie e longdress dalle forme fluide, indossati con giacche di pelliccia corte e maxi. Infine, nelle cappe con ampi colli e strascico di Naeem Khan e Zang Toi e nei completi mannish style di quest’ultimo fanno capolino i costumi di pellicole iconiche come Star Wars e Cabaret.
Marrakech meets Chelsea è il filo conduttore della collezione FW 2015/2016 presentata alla New York Fashion Week da Tory Burch, che mescola lavorazioni e ricami di derivazione marocchina a stampe di dichiarato gusto glam brit, giocando con volumi e proporzioni per realizzare vestiti, gonne, pantaloni, camicie e capispalla pratici ed eleganti, casual e unconventional. Per Michael Costello, invece, il viaggio è un omaggio alle tradizioni del Giappone, con donne che sono allo stesso tempo geishe e samurai, mentre nel caso di Oscar de la Renta ha un valore temporale, con un excursus attraverso i canoni dello stile bohemienne.
“It’s not a Hollywood collection“, ha dichiarato Vera Wang presentando la sua proposta FW 2015/2016 alla New York Fashion Week, rivendicando la libertà per le donne di vestire capi caratterizzati da un’eleganza pulita e lineare, in una parola “schietta”. Scevra di coup de théâtre, la collezione della stilista di origini cinesi ha conquistato gli addetti ai lavori (e non solo) con il suo stile essenziale e sofisticato, che prende forma in lunghi cappotti e pantaloni palazzo dalle linee fluide e avvolgenti e in completi e mini dress che esaltano le forme e la femminilità senza trasformarle in parodia. Un modo di concepire la moda e la sua funzione che anima anche la proposta di Narciso Rodriguez, caratterizzata da molti punti di contatto con quella di Vera Wang, e quella di Diesel Black Gold e Skingraft. Qui l’eleganza rarefatta e sofisticata cede il passo, nel primo caso, a uno stile biker e metropolitano e, nel secondo, a uno gothic e bohemienne, ma il sentire è lo stesso e la volontà è quella di vestire una donna moderna, con una personalità ben definita, e non una bambola dalla bellezza standardizzata, che segue supinamente le tendenze e le mode del momento.
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