Dress code: l’abbigliamento giusto per l’occasione giusta

Che sia un cocktail party, un business-event o una serata di gala, saprete sempre scegliere un abito all'altezza delle aspettative

Dress Code

Ormai ci sta perseguitando sempre più spesso. E’ lo spettro del dress code. Vi sarà capitato di dover partecipare ad una cerimonia, ad una serata formale o ad un business-event ed esservi imbattuti nel dress code consigliato, da seguire scrupolosamente per non risultare fuori luogo. A volte è semplice ed intuitivo. Altre lo è molto meno. Pochi sanno che si tratta di una sorta di “codice internazionale condiviso”, con regole, sfumature ed accorgimenti da seguire. Quale sarà il dress code giusto per un cocktail party? Che significa “d. c. black tie”? Basta una cravatta nera anche sopra alla maglia della salute? Che differenza c’è fra il business casual e lo smart casual? Per non sbagliare l’abbigliamento, quindi, ecco una carrellata sui vari “codici di abbigliamento” più diffusi. A prova di qualunque occasione.

Il concetto di dress code è vecchio come il mondo

Dress code
Non pensiate che il dress code sia qualcosa di moderno, perché in realtà non lo è affatto. In qualsiasi contesto culturale o sociale in cui l’uomo si sia mosso nella sua storia sono esistite regole scritte e non scritte che in qualche modo devono essere rispettate. Regole sul comportamento, sul modo di porsi, persino sulla mimica o sul linguaggio da utilizzare. Regole che dipendono dalle circostanze e regole che variano fra diverse nazioni, tradizioni, persino in base ai momenti della giornata in cui ci si muove. In realtà, ogni nostra scelta “visibile” è di fatto un codice, un modo di comunicare qualcosa con un suo significato. Non si sottrae a questa regola l’abbigliamento: tutto questo è dress code, quell’insieme di norme più o meno condivise in un ben determinato ambito – culturale, sociale, lavorativo o pubblico – che codificano i “messaggi” che una persona intende trasmettere attraverso gli abiti che indossa. Un medico, un vigile o un militare, esplicitano il proprio ruolo sociale con una divisa. In altre parole, attraverso un ben riconosciuto dress code.  Lungo la storia, un certo modo di vestirsi voleva significare l’appartenenza ad un gruppo, ostentare uno status sociale o affermare un propria carica dignitaria. E quando entriamo in alcuni luoghi particolari determinate regole di comportamento ci sono imposte relativamente all’abbigliamento da utilizzare. In alcuni casi si parla addirittura di undress code: ad esempio quando in piscina è vietato l’ingresso con le scarpe o nella sauna è impossibile accedere con i propri vestiti. Insomma, siamo inconsapevolmente circondati da dress code di ogni tipo. Potrà quindi spaventarci uno in più di essi? Certo che no.

Cocktail e aperitivo

Sempre più spesso un invito ad un evento mondano o meno è associato all’indicazione di un dress code. Ormai a quasi tutte le latitudini, si fa riferimento alla codifica convenzionale accettata nei paesi occidentali. Esistono anche varianti in funzione della stagione calda, fredda o temperata. E’ questa infatti, che noi prenderemo in considerazione. Ogni tipologia di serata, dalla più formale alla più “ordinaria” è associata ad un preciso dress code. Conoscerne i significati è indispensabile per scegliere l’abbigliamento giusto. Vediamo come.

White Tie/Morning Suite

Un “code” riservato alle serate estremamente formali o ufficiali. Difficile, si potrebbe dire impossibile trovarlo negli inviti che non siano riservati al vero jet-set, ad incontri politici internazionali di massimo livello o fra capi di stato. Se siete stati invitati ad un party che prevede il white tie, probabilmente siete sul sito sbagliato. Nel caso, vediamo come cavarsela:

Uomo: obbligatorio il frac con un papillon bianco, Camicia e gillet anch’essi rigorosamente bianchi. Necessario il fazzoletto bianco nel taschino. Il cappello a cilindro può essere necessario nel caso di ricevimento “indoor” per accompagnare “l’ingresso” e naturalmente da togliere immediatamente appena inizia la serata.
Donna: abito assolutamente lungo da gran sera di colore classico, non sono ammessi capelli sciolti, bigiotteria, braccia nude.

Tenete presente che è assolutamente equiparato al black tie esibire il costume tradizionale del proprio paese di origine o l’uniforme di alto rango se si appartiene ad un’arma militare.

Black Tie/ Ultra-formal

Black Tie
Scendendo di un gradino, in ambienti più “normali” ma sempre legati all’alta società, la serata di gran gala richiede, dopo le 5 della sera, il “Black Tie”, che durante la giornata viene completato dal corrispondente “Stroller”, sostanzialmente analogo al precedente ma con una cravatta nera “normale” al posto del farfallino.

Uomo: smoking nero, papillon nero, scarpe nere rigorosamente con i lacci, calze lunghe di seta nera.
Donna: abito da cocktail,  mai sopra il ginocchio, abito lungo da sera. Da evitare assolutamente gioielli o accessori troppo vistosi. Il Black Tie conosce anche diverse “variazioni sul tema”.

Black Tie Invited/Black Tie Optional

Si tratta di due versioni in rigoroso ordine di decrescente rigore rispetto allo stretto ultra-formal. Nell’ “Invited”, lo smoking rimane comunque l’opzione più indicata per lui e il completo da cocktail per lei. Il fatto che il black tie sia “invited” è una semplice forma di cortesia per cui l’attenersi alle regole , anche se non necessario è vivamente caldeggiato. L'”optional” è meno rigoroso: lo smoking può cedere il passo ad un abito purché rigorosamente nero mentre, per lei, l’outfit seppur sempre nei canoni del “livelo cocktail”, può anche essere spezzato.

Creative Black Tie

Scendiamo ulteriormente nella “scala della formalità” con questo dress code che permette un po’ di libertà, interpretando l’abito formale in modo trendy e spesso più divertente. Lui può ad esempio “deformalizzare” lo smoking con accessori non tradizionali, lei optare per abiti più corti o fare uso di pizzi. Il “creative” può essere ulteriormente declinato per “serate a tema” sempre meno esclusive e più particolari. Ad esempio nel “Texas Black Tie” lo smoking è portato con gli stivali, mentre l’abito lungo di lei può essere abbinato a gioielli d’argento o ad una cintura Southwestern

Cocktail Attire

Nell’alta società il “Cocktail dress” è considerato un codice di abbigliamento informale. Prevede semplicemente, nelle sue linee generali, l’abito scuro per lui ed un tailleur da sera per lei.

Formal Attire e Semi/Formal attire

Anche questo dress code corrisponde fondamentalmente ai precedenti, essendo legato ad eventi più formali. Rispetto al black/white tie stiamo parlando però di ambienti non ufficali e quindi meno rigidi nell’applicazione: smoking o abito scuro per lui, abito lungo e completo per lei. In caso di eventi diurni in luoghi col clima caldo è ammessa la giacca bianca in luogo di quella scura. Il Semi/Formal non prevede invece alcun vincolo per gli impegni diurni, convenzionalmente classificabili come prima quelli delle 18: gli uomini possono indossare un abito o una giacca sportiva comunque elegante che dopo l’orario fatidico dovrà essere rigorosamente scuro. Stessa logica per le donne che alla stessa ora dovranno “passare” all’abito lungo. In ogni caso, il semi/formal non prevede in alcun modo l’utilizzo di Jeans, pantaloncini, gonne molto corte e altri capi d’abbigliamento casual.

Watts e Schreiber
Naomi Watts e Liev Schreiber al cocktail party Audi Golden Globe 2013
A5 (After five)

Se l’appuntamento è un cocktail, un aperitivo o un tipico “happy hour” in ambiente elegante, ecco come decodificare il d.c. A5, molto più friendly dei precedenti. Per lui è richiesta la camicia ed un paio di pantaloni elegante, ma neppure la giacca è d’ordinanza e tanto meno la cravatta. Tradizionalmente per le donne si prevede un vestito elegante appena sopra il ginocchio o, in alternativa, un paio di pantaloni abbinato ad un camicia o un top. Non esistono vincoli particolari sui colori. La sua “variante” A5 casual (o anche “Dressy Casual“) prevede in pratica solamente l’esclusione dei jeans.

Casual (o informal)

 

william e kate
William e Kate fuori da Buckingham Palace per salutare la folla
Il “casual” è per definizione un non-dress code, ovvero indica che non ci sono precise regole formali da seguire. Niente cravatta per gli uomini, ma  pantaloni sportivi con camicia con maniche  arrotolate anche per le donne. Massima liberta’ quindi e va benissimo anche uno stile etnico anche se magari non troppo appariscente. Lo “smart casual” è invece l’unico d.c. che prevede espressamente l’utilizzo dei jeans.

Streetwear

Il dress code “dei marciapiedi”, quello usato comunemente per attività all’aria aperta o senza alcun vincolo di forma. E’ per definizione il “code non-code

Business Traditional Attire

In ambienti lavorativi e di business prende sempre più piede l’abitudine al casual/informal che a partire dal “Friday” di tradizioni anglosassoni sta ormai prendendo sempre più piede. Non ha però certo ancora perso importanza il Business Traditional (BTR, in alcuni riferimenti) che essenzialmente consiste nel giacca e cravatta per l’uomo ed in un completo o tailleur né troppo corto né troppo stretto per la donna: in generale si dovrebbe portare la maggiore attenzione alla “congruenza” con l’ambiente lavorativo in cui si opera e privilegiare un’immagine “professionale”, evitando eccessi anche nello “scoprire”.

Business Best

Il “Business Best” è il dress code che si richiama per eventi lavorativi eccezionali o di un livello formale elevato nei quali la “rappresentanza” riveste una parte importante. In questo caso per lui è d’uopo un  completo sartoriale  scuro o gessato, monopetto o doppiopetto, con camicia bianca a doppi polsini e gemelli e fazzoletto nel taschino. Scarpa rigorosamente nera. Per lei, un completo grigio, blu o beige, camicia bianca, calze color carne e scarpa nera o in tinta col vestito con tacco non superiore ai 3-6 cm.

 

 

Photo Credit: Matt Romack Photography; Sweet November studio


Vedi altri articoli su: Abbigliamento | Cosa mi metto |

Commenti

  • Antome

    Ci sono uomini che si lamentano che anche in molti ambiti formali, le donne possono, in estate andare a gambe nude ed evitare gli scomodi collant o l’imbarazzo del tacco. Finchè i tacchi rimangono consuetudine, però, c’è poco da lamentarsi per una cravatta o una giacchetta di troppo in estate. Quando non ci sarà più pressione per indossare i tacchi, si potrà discutere sul tabù della pelle scoperta maschile o di togliere la cravatta ;).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *