Quanto deve essere lunga la manica della giacca e della camicia
Abbigliamento

Quanto deve essere lunga la manica della giacca e della camicia

Esistono regole che attribuiscono stile ed eleganza ad un abito maschile, una di queste è quanto deve essere lunga la manica della giacca e della camicia.

Una giacca o una camicia sartoriale è l’integrazione di diversi fattori in relazione tra loro. L’armonia di questi fattori dipende dalle giuste proporzioni e da misure esatte prese direttamente sulla persona. Le misure, devono quindi essere applicate a fondamentali regole di proporzioni stabilite da canoni estetici e sartoriali. Proprio queste ultime regole saranno in grado di dare stile ed eleganza, ma anche comodità di movimento, ad una giacca o una camicia. Particolare importanza, quindi, viene dato a quanto deve essere lunga la manica della giacca e della camicia.

L’abito maschile, così come la giacca, denota lo status sociale e il carattere di chi lo/la indossa. La perfezione di questa armonia si tradurrà nella perfetta vestibilità. Esistono regole estetiche che stabiliscono quanto deve essere lunga la manica della giacca e della camicia. Vanno oltre il gusto personale, poiché dettate appunto dallo stile sartoriale.

Ci sono anche regole che stabiliscono il tipo di tasca e taschino, il taglio del collo, il tipo di apertura. E ancora quale e quanti bottoni, o quante asole si debbono avere sul polsino della giacca. Esistono regole per la lunghezza della giacca, per la misura del collo, del busto, del girovita, dei fianchi e del drop.

Per poter stabilire quanto deve essere lunga la manica della giacca e della camicia dobbiamo prima stabilirne le misure esatte.

La lunghezza della manica della camicia

La lunghezza della manica della camicia con polsino da uomo, dovrebbe arrivare alla radice del pollice della mano. Il polsino dunque non deve scendere verso la mano ma fermarsi al pollice. In questo modo anche piegando il gomito, il polso e l’avambraccio non dovrebbero vedersi.

Sia il polsino con gemelli che quello con bottoni deve quindi avvolgere l’attaccatura della mano, senza scendere giù verso il dorso della mano. La misura della lunghezza della manica andrà presa dalla spalla fino al polso, quindi alla radice del pollice, tenendo il braccio piegato a 90 gradi.

Una volta stabilita la lunghezza della manica della camicia si potrà procedere a stabilire la lunghezza della manica della giacca.  

La lunghezza della manica della giacca

La lunghezza della manica della giacca, sia per i canoni classici che per lo stile casual, deve avere una misura stabilita. La regola da osservare è quella di far spuntare il polsino della camicia in egual misura a quella della parte posteriore del colletto della camicia che spunta dal collo della giacca. In altre parole il polsino della camicia deve spuntare dalla manica della giacca di 1,5 cm.

Queste proporzioni variano chiaramente in base ai gusti e ai generi, ma anche a seconda dei paesi. Di regola la giusta misura è far spuntare il polsino della camicia dalla giacca per 1,5 cm fino ad un massimo di 2 cm.

Esistono grandi scuole di sartoria che hanno fatto la storia della giacca: italiana, inglese, americana e francese.

Le differenze evidenti tra queste scuole sono la scelta dei tessuti, che ricade su caratteristiche legate ai tessuti del luogo e a fattori climatici, e al taglio della spalla. Quindi tutto ciò che è in relazione a quest’ultima: il collo, i revers, l’abbottonatura, l’attaccatura della manica, la lunghezza della stessa giacca, gli spacchi.

Si può affermare, in linea generale, che la sartoria inglese abbia ispirato e fatto scuola a tutte le altre. Malgrado anche la sartoria italiana abbia ottenuto il successo che ancora oggi detiene, interpretandone le linee guida.  La sartoria romana, napoletana e palermitana hanno vestito icone del cinema e prestigiosi uomini. Ancora oggi si realizzano giacche dal taglio sartoriale riconducibili a queste scuole.

La giacca inglese

Caratteristiche peculiari della giacca inglese sono il taglio rigoroso e la ricerca di proporzioni e geometrie esatte. Dallo stile composto legato al mondo equestre, come a quello della caccia, la giacca inglese è sinonimo di eleganza e raffinatezza. Una  eredità legata a Lord Brummell che ne dettò i caratteri distintivi.

Il taglio tradizionale inglese, rimasto immutato dagli anni ’30, venne apprezzato e amato da divi di Hollywood e regnati che ne affermarono il successo.

Quali sono i caratteri distintivi della giacca inglese?

La spalla è senza dubbio il primo elemento ed è caratterizzata da imbottiture rigide. Conferiscono una spalla ampia e importante, dalla linea sporgente verso l’esterno grazie alla presenza del rullino che da gonfiore alla tromba della spalla.

Nello stile sartoriale inglese si possono trovare casi in cui la manica della giacca copra completamente quella della camicia. Scelta legata al fatto di combinare insieme la lunghezza di giacca e camicia.

Il girovita della giacca inglese è stretto. Mentre la parte del busto può essere scelta più o meno aderente, a seconda del gusto, della corporatura e della moda del momento. La struttura del capo e la sua adattabilità ai movimenti del corpo sono dati dal canvas, posto nella parte anteriore della giacca, e dal crine di cavallo. Un’importante variante del taglio inglese è il  drape cut.

Cos’è il drape cut della giacca inglese?

Il drape cut, taglio a drappeggio, tipico degli anni ’30 è ancor oggi simbolo di eleganza e stile British. Si tratta in altri termini di un’aggiunta di tessuto, un drappeggio verticale sul petto, che concede al corpo movimento non alterando la silhouette. La giacca si muove e si modella sul corpo regalando al petto più volume.

E’ questa la giacca scelta da Cary Grant o da Fred Astaire. Quest’ultimo infatti aveva necessità di giacche che consentissero libertà di movimento, ma dovevano rimanere composte, mentre ballava.

Fred Astaire e Ginger Rogers

Altro carattere distintivo della giacca inglese sono gli spacchi, originari della cultura equestre. Dettaglio legato alla praticità, poiché permettevano di cavalcare in modo comodo. Seduti a cavallo con la giacca abbottonata si impediva, grazie alla presenza degli spacchi, che si creassero pieghe a svantaggio della linea.

Stesso principio che si pratica anche oggi per il manager man che deve sedersi senza che la giacca crei movimenti o pieghe sgarbate. Inoltre gli spacchi danno la possibilità di accedere facilmente alla tasca del pantalone.

Gli spacchi e la tipologia di giacca

In linea generale si distinguono tre tipi di  giacche legate allo spacco: la giacca senza spacchi, la giacca con lo spacco centrale, la giacca con due spacchi.

La giacca senza spacco

La giacca senza spacco è tipica italiana, ha una linea dritta,  pulita e accosta sui fianchi, molto simile alla giacca ad uno spacco. Tende a valorizzare l’aspetto estetico, infatti risulta molto elegante. Unica pecca, se abbottonata, il tessuto tende ad alzarsi sulla manica della giacca quando si mettono le mani in tasca. La giacca senza spacco era la prediletta da Cary Grant.

Giacca con spacco centrale

Lo spacco centrale è ritenuto poco fine, a causa dell’effetto tendina che si crea nel momento in cui si mette la mano in tasca e il tessuto aprendosi scopre il lato B. E’ inoltre lo spacco dell’abito già confezionato, poiché più facile da realizzare e quindi più economico.

La giacca a due spacchi, o doppio spacco

Tipica dello stile inglese la giacca a due spacchi. Collocati in prossimità della tasca del pantalone, rendono facile accedere alle tasche senza per questo alterare il tessuto creando pieghe. Questa è anche la giacca preferita da chi è di corporatura meno sottile, in quanto la linea verticale degli spacchi tende ad allungare la figura. Sono prevalentemente le giacche confezionate su misura e più costose, che hanno la prerogativa di avere il doppio spacco, regalando stile ed eleganza.

Le giacche di James Bond per intenderci sono spesso a doppio spacco, proprio per il maggiore movimento e azione che danno al corpo.

La giacca Italiana

I dettagli che caratterizzano la sartoria italiana sono una sintesi tra le diverse scuole sartoriali presenti nel nostro paese: la napoletana, palermitana, romana e milanese. Tutte hanno attinto e sono partite dal taglio della giacca inglese interpretandone i caratteri salienti ma ricavandone la giacca tipica italiana.

Le differenze sostanziali della scuola sartoriale italiana da quella inglese sono la leggerezza, data anche da fattori climatici, e i colori dei tessuti. Inoltre le linee più morbide, e la presenza di drappeggi conferivano alla giacca comodità.

Altre differenze sono l‘assenza di spalline e fodera nella giacca napoletana, di certo più sportiva. La manica della giacca più corta rispetto a quella inglese, che permette di far uscire il polsino della camicia. Il giromanica cucito a camicia e la tromba della manica più larga danno morbidezza alla manica facilitando la gestualità, tipica italiana.

Marcello Mastroianni

Quanto deve essere lunga la manica della giacca e della camicia?

Possiamo dire quindi concludendo, che esistono delle norme, che ci permettono di valutare se la manica della camicia è lunga abbastanza, in rapporto a quella della giacca.

La manica della camicia deve rimanere morbida al braccio, quindi non aderire al bicipite, senza che si provochi la formazione di pieghe o grinze antiestetiche. Lasciando così anche libertà di movimento.

Deve terminare, come abbiamo visto, alla radice del pollice o comunque all’inizio del mignolo, per evitare che sia troppo lunga e che si creino pieghe.

Dovrà fuoriuscire dal polsino della giacca nella stessa misura in cui il colletto della camicia fuoriesce posteriormente dal collo della giacca, vale a dire circa 1,5 cm. Solo in questo modo sapremo stabilire con esattezza quanto deve essere lunga la manica della giacca e della camicia.



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