La perdita del tappo mucoso, segnale che il parto è vicino.
Gravidanza al termine? Ecco i segnali inequivocabili: l’aumentare delle contrazioni, l’abbassamento della pancia, un grande senso di spossatezza, il mal di schiena e, infine, la perdita del tappo mucoso.
Cos’è e cosa indica? Rispondiamo alle vostre domande sul tappo mucoso.
Con un po’ di fantasia potremmo nominarlo “paladino del feto”, dato che la funzione principale del tappo mucoso è quello di preservare il feto dall’eventuale attacco di batteri ed evitare che questi facciano il loro ingresso nell’utero e nel sacco amniotico.
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Il tappo si crea all’interno del collo dell’utero già nei primi mesi di gravidanza, sigillando il canale cervicale e creando una barriera fisica-chimica e immunologica, ha una consistenza fluida e filamentosa (una sorta di gel idratato).
Man mano che il termine della gravidanza si avvicina, si fanno strada i primi segnali e la perdita del tappo mucoso è uno di questi. Ciò dipende dal rilassamento della cervice uterina che permetterà il passaggio del feto durante il parto e, di solito, avviene intorno alla 39esima settimana.
L’espulsione del tappo non coincide perfettamente con l’inizio del travaglio e talvolta può anticiparlo di qualche settimana.
Le modalità di espulsione del tappo mucoso cambiano da donna a donna: un’unica perdita o più perdite intervallate.
Tra gli elementi che permettono di riconoscere il tappo mucoso, i due principali sono la consistenza gelatinosa e il colore variabile, tra il rosa e il marrone. Il colore dipende dalla presenza o meno di tracce ematiche e va tenuto sott’occhio: se è marroncino vuol dire che si sta eliminando del sangue vecchio ristagnato, se è di colore rosa o rosso vivo vuol dire che è sangue fresco e che di lì a poco il tappo mucoso sarà espulso.
Generalmente, il tappo può rompersi a partire dalle sei settimane prima del parto. Se, però, la fuoriuscita avvenisse prima di questo periodo, sarà meglio prenotare una visita ginecologica per controllare il livello di chiusura del collo dell’utero e valutare eventualmente il parto pretermine.
Il colore del tappo mucoso è molto importante: se fosse giallo, potrebbe esserci un’infezione in corso, dal cattivo odore si può sospettare la presenza di una candidosi. Le infezioni, siano esse batteriche o fungine, sono pericolose per la salute del bambino.
Ricapitolando, l’espulsione del tappo mucoso avviene di norma intorno alla 39esima settimana o fino a sei settimane prima del termine, ecco in quali casi preoccuparsi ed eventualmente interpellare il medico:
• se l’espulsione avvenisse con troppo anticipo, occorrerà rivolgersi al ginecologo e valutare la possibilità di un parto prematuro;
• se il colore del tappo fosse marrone o giallo: di norma la colorazione del tappo mucoso varia dal rosa al marrone, ma quando è del tutto marrone o giallo occorre rivolgersi al medico di fiducia;
• se emette un cattivo odore, potrebbe esserci un’infezione vaginale pericolosa per la mamma e il piccolo;
• se vi è una presenza di sangue abbondante;
• se la perdita è troppo copiosa.
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