Papà in sala parto

Assistere al parto o no? Accompagnare la propria compagna nel momento più importante della sua e della propria vita o aspettare fuori da una porta che tutto sia finito? Come prepararsi al parto se sei un papà?

I neo-papà soli ed agitati che vagano per le corsie dell’ospedale sono ormai diventati un retaggio del passato. Che piaccia o no i padri fumatori impegnati ad aspirare una sigaretta dietro l’altra aspettando il responso dell’infermiera sul sesso dell’erede sono oggi sempre meno. E’ ormai una prassi comune accompagnare la propria compagna fino alla fine del viaggio della gravidanza, aiutandola anche nella fase più impegnativa. Nonostante sia una pratica ormai diffusissima è utile una certa preparazione, anche psicologica, per arrivare preparati a quel giorno.

Idee per preparare i papà

Corsi pre-parto. Molti consultori offrono la possibilità di frequentare dei corsi pre-parto con degli incontri aperti anche ai futuri papà. I corsi sono tenuti da ostetriche e potrebbero essere un luogo per poter fare domande ed iniziare a capire cosa succederà quel giorno. Le ostetriche possono anche fornire indicazioni su come rendersi utili durante il travaglio facendo dei massaggi o aiutando la propria compagna a mantenere la giusta respirazione.

Sfatare i falsi miti. Non nascondiamoci che l’aspetto che più preoccupa molti uomini è la parte più puramente fisica e meccanica della nascita. Molti papà arrivano alla sala parto terrorizzati dai racconti degli amici (la metà dei quali molte volte è senza figli) e sono convinti di appropinquarsi al set di un film dell’orrore. Non è così. Parlare con persone veramente competenti ed equilibrate è il modo migliore per farsi un’idea realistica di cosa succederà. Ciò nonostante il parto è un’esperienza forte, anche per il dolore che si vede provare alla propria compagna, per i più sensibili è effettivamente il caso di domandarsi se non si corra il rischio di passare da assistente ad assistito. In questi casi è meglio imparare a gestire le proprie emozioni e concentrarsi sulla propria compagna per assisterla lasciando i particolari più tecnici agli addetti ai lavori!

Visitare l’ospedale. Il parto è un evento importante che arriva dopo una lunga attesa di 9 mesi sia per la mamma che per il papà. Quel giorno saranno molte le domande e gli stati d’animo che potrebbero accavallarsi. Per le persone particolarmente ansiose potrebbe essere utile fare una visita al reparto di maternità dove abbiamo deciso che nascerà il bambino. Collocare l’evento che dovremo vivere in un luogo conosciuto sarà sicuramente un aiuto per prepararsi ad affrontarlo al meglio. Inoltre recarsi in ospedale prima è utile per imparare la strada ed evitare di perdersi nel traffico proprio durante il travaglio.

Parto cesareo. Alcuni ospedali acconsentono all’ingresso dei futuri papà in sala operatoria in occasione del parto cesareo. La regola cambia da ospedale a ospedale. Per chi sa già che il parto avverrà in questo modo è utile informarsi già su come comportarsi e, se possibile, portarsi avanti per quanto riguarda le pratiche burocratiche che potrebbero servire per autorizzare la vostra presenza. Il parto cesareo può avvenire in due modi: con anestesia totale o parziale. In quest’ultimo caso è possibile stare vicini alla propria compagna ed assisterla mentre lei è cosciente. In questo caso una chiacchierata con un medico che vi spieghi cosa succederà durante l’operazione eviterà che rimaniate troppo impressionati o che vi lasciate prendere da falsi allarmismi intervento durante… non dimenticate che un parto cesareo è comunque un’operazione chirurgica!

 Un po’ di Bon Ton.

Per finire è utile ricordare 6 piccole regole di buon costume da rispettare durante il parto ed il travaglio:

1. No alle manie di protagonismo. Dovrebbe essere superfluo ricordarlo ma, fino a prova contraria, la partoriente è la vostra compagna, quindi l’attenzione di tutti in quel momento sarà concentrata su di lei e non su di voi… portate pazienza!

2. Evitare i confronti. Il travaglio è un momento doloroso di durata variabile. Non ci sono premi particolari per chi finisce prima o dopo. Avete presente il MotoGP? Bene… Non valgono le stesse regole. A maggior ragione potrebbe essere fastidioso per la vostra compagna ricordargli che vostra madre in un paio di ore aveva già fatto tutto.

3. Multimedia. Il compito di un futuro papà è assistere la propria compagna, i reportage fotografici rinviateli ad altri momenti. Sicuramente è bello avere un ricordo del faccino del vostro bambino con pochi minuti di vita, cercate però di non esagerare.

4. Non siate invasivi. Alcune ostetriche raccontano di numerosi casi di mariti che riscoprono un’improvvisa passione per le scienze mediche proprio durante la nascita del loro bambino. Ricordatevi sempre che siete lì per assistere e non per prendere una laurea in ostetricia. Limitatevi a chiedere ciò che può essere utile per la vostra compagna e lasciate le discussioni accademiche sulle dinamiche della nascita ad un momento meno trafelato.

5. Sopportate il dolore. Il travaglio oltre ad essere una fase molto lunga del parto potrebbe avvenire in orari che voi non avevate programmato. Nessuno nega che anche il papà provi una certa fatica durante il parto, ma, credetemi, non è proprio il caso di esternarlo!

6. Evitate la telecronaca. Appena vi recherete in ospedale molti parenti potrebbero voler sapere cosa sta succedendo e come sta andando. La tecnologia oggi è diventata molto invasiva ed è necessario saperla controllare. Il parto è un momento speciale, la vostra famiglia è dentro la sala parto, non fuori. Cercate di stare con loro, ci sarà tempo per raccontare ai vostri cari cosa è successo.


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