Mamme con stile: la dura lotta tra essere pratiche ed essere frivole

C'è un momento in cui una neo-mamma riesce a rimettersi i suoi amatissimi tacchi eppure il mondo e le barriere architettoniche congiurano contro di lei. Arrendersi alla praticità o perseverare nel voler buttare le sneakers in fondo a un armadio?

Mamme con stile
Mamme con stile: la rivincita dei tacchi alti.

Poniamo il caso che tu sia uscita pressoché indenne dal tuo “periodo blu”, quel misto di lacrima facile, fragilità e pessimo carattere dovuto alla stanchezza che connota le neo-mamme.

Supponiamo anche che – pur non avendo ancora smesso di litigare con la cerniera dei tuoi jeans più stretti – tu sia comunque rientrata in possesso di una parte significativa del tuo guardaroba oppure che – rimescolando abilmente le carte – tu riesca a sembrare elegante e piena di spirito anche con due taglie di troppo e nonostante l’armadio sembri quello di Dr. Jekyll & Mr. Hide.

È probabile che in questo periodo tu avverta l’urgenza di riprendere il controllo anche degli aspetti più frivoli della tua vita perché, dopotutto, il tuo virgulto mangia e dorme e tu ti sei ormai abituata al nuovo ritmo di vita (delirante).

Ritornare in forma

Il primo passo è compiuto quando infili i piedi nelle tue scarpe più belle e rifai pace con la forza di gravità che per mesi ti è stata nemica. Niente più sneakers slacciate e caviglie gonfie. Puoi perfino allenarti nuovamente ad aumentare l’altezza dei tacchi, fino a raggiungere con disinvoltura i 9-12 centimetri che da mesi ti attendono nella scarpiera.

Pensi felice: ormai è fatta, sono una mamma con i tacchi a spillo, posso conquistare il mondo. Purtroppo il sollievo dura poco: riconquistata l’eleganza della falcata, nuovi pericoli incombono sui tuoi tentativi d’essere una mamma attiva e una donna carina. Perché? Improvvisamente scopri che il mondo attorno a te è fatto di dislivelli e spazi angusti che non avevi mai considerato prima.

Problemi di logistica

Prova tu ad attraversare la strada tra rotaie del tram, pavé sconnesso, asfalto che nei mesi caldi appiccica come una carta moschicida, spingendo al contempo il passeggino carico di borse! Per non parlare dei passaggi pedonali ostruiti dalle macchine o semplicemente non dotati di scivolo. L’unico modo è sporgerti con circospezione (davanti alla carrozzina, mi raccomando) e attraversare di corsa, saltellando sull’avampiede come un marsupiale. Devi tenere duro anche se ti bruciano i polpacci, perché se abbassi il tallone e t’incastri in mezzo alla strada sono guai.

Per almeno un paio d’anni – ma questo dipende dalla buona volontà del tuo bimbo – una mamma è costretta a considerare sé stessa come una femmina geneticamente modificata. Oltre alla scoperta di possedere numerose paia d’occhi supplementari, a una mamma spuntano arti che servono contemporaneamente a cullare, sorreggere biberon e borse porta-pannolini, raccogliere calzini calciati via, prendere al volo ciucci sputati e recuperare orsetti smarriti. Tutte queste braccia in più – che si muovono contemporaneamente come una piovra delle giostre – non sono molto chic.

Stile o praticità?

Puoi ovviare all’estetica della borsa a fiorellini provenzali, sostituendola con una shopping-bag coordinata alla tua borsetta, ma non potrai in nessun modo evitare d’essere ridicola (e disperata) quando tenterai di salire su un mezzo pubblico. Perché in metropolitana gli ascensori non ci sono a tutte le fermate? Perché le scale mobili sono inagibili? Perché il primo gradino del tram è alto almeno quaranta centimetri? Perché nessuno ti aiuta, così graziosa con le tue belle scarpe? Questo spiega perché spesso le neo-mamme sono accompagnate da un’amica di buona volontà e dallo sguardo combattivo.

Per i treni vale quello che si osserva nella maggioranza dei locali pubblici: non c’è un posto pulito dove cambiare un pannolino o scaldare il biberon. Naturalmente potresti viaggiare in macchina – e qui si potrebbe aprire un capitolo sulle migliori tecniche per riempire il portabagagli, preservare la manicure ed evitare il divorzio – ma non si capisce perché dovresti rinunciare a fare colazione fuori con la tua adorabile palla al piede.

Speriamo che – per trovare un po’ di spazio tra un tavolo e l’altro – tu, i tuoi tacchi e il passeggino, non dobbiate andare in un ristorante molto chic: cani e bambini non sono sempre graditi, qualche volta i secondi ancora meno dei primi.

Potrebbe addirittura capitarti che lo studio del pediatra sia inaccessibile alla carrozzina e che l’elegante stabile con androne e scalinata in marmo, abbia come unico ingresso dal piano stradale un uscio sul retro, in mezzo ai bidoni della spazzatura.

Una mamma con i tacchi a spillo

Cosa devi fare, allora, se vuoi essere una mamma con i tacchi a spillo?

Preparati a diventare una paladina dell’abbattimento delle barriere architettoniche: lo impone la coscienza civile, ancor prima della tua vanità di mamma.

Se vorrai perseverare nel trascinare la discendenza incespicando con un paio di sandali ultimo grido – per quanto possa sembrare stupido e privo di senso ai più – farai un favore al tuo ego, nonostante le vesciche. Pare che i bambini abbiano un innato senso estetico e gradiscano molto le mamme carine (anche se tutte le mamme sono belle). Anche i loro padri, pare.


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