Il travaglio: come e quando inizia

Il travaglio: come e quando inizia

È giunta l’ora? Sono in travaglio? Come capirlo, cosa fare e quando andare in ospedale. Le linee guida per le mamme alla prima esperienza.

Quali sono i principali segnali che indicano l’inizio del travaglio? E come comportarsi?

Queste le domande comuni tra le donne, soprattutto tra quelle alla prima gravidanza, travolte dalla felicità ma anche da tante e lecite domande circa il miracolo della vita.

Senza sfatare la poesia dell’evento, proveremo a definire meglio le contrazioni da parto dandovi gli strumenti e anche le “misure” utili a capire quando il travaglio si sia avviato.

Come riconoscere le contrazioni da travaglio – Linee guida

Tra le prime cose da sapere c’è un fatto che costituisce una sorta di certezza: le contrazioni forti e regolari sono il segno inequivocabile di un travaglio in atto.

Insieme alla certezza di cui sopra, ci sono una serie di casistiche che cambiano da donna a donna e che non costituiscono la prassi.

Sicuramente, la perdita del tappo mucoso è una delle cose che non si verifica sempre o che, soprattutto nelle primipare (donne alla prima gravidanza), può avvenire con netto anticipo rispetto al momento del parto.

Seguono o possono completare il quadro: la rottura delle acque; il mal di schiena; la necessità di andare in bagno con frequenza sempre più ravvicinata; un senso di pesantezza simile a quello provocato dalle mestruazioni.

Per darvi un’idea di cosa siano le contrazioni da travaglio e quale sia la sensazione potete pensare al dolore mestruale anche se quello delle contrazioni è nettamente più forte e intenso.

Aggiungiamo un altro dato: sentirete la pancia indurirsi, è l’utero che, con le contrazioni, si restringe e si rilassa. Noterete, infatti, che al passaggio di una contrazione e prima che arrivi la successiva, la pancia ritornerà più morbida.

Ecco una descrizione completa delle contrazioni quando annunciano l’inizio del travaglio:

• sono regolari

• sono frequenti

• hanno una durata prolungata (anche più di 30 secondi)

• sono intense

• sono localizzate: di solito, ogni contrazione viene avvertita prima nella parte bassa della schiena per poi irradiarsi verso l’addome o viceversa

non si interrompono, anche cambiando attività o posizione le contrazioni saranno sempre più costanti e frequenti

• possono essere accompagnate da perdite di sangue

• possono portare alla rottura delle acque.

Cosa fare quando il quadro fa chiaramente pensare a contrazioni da parto?

In genere si consiglia di restare a casa finché le contrazioni non diventano frequenti, ciò vuol dire che tra una contrazione e l’altra trascorreranno circa 5 minuti e la durata di ogni contrazione sarà di circa 30-60 secondi.

Il ginecologo o l’ostetrica potrà verificare i cambiamenti del collo dell’utero come ad esempio l’accorciamento, l’assottigliamento o l’aumento della dilatazione.

Perdita del tappo mucoso

Il tappo mucoso è un’efficace barriera a protezione dell’utero, impedisce il passaggio di microrganismi pericolosi per il feto.

Le contrazioni preparatorie al parto possono causare la perdita del tappo mucoso con una conseguente alterazione del collo dell’utero (accorciamento, assottigliamento).

Soprattutto nelle primipare, la perdita del tappo mucoso può precedere il parto di diverse settimane. Possiamo, quindi, precisare che la sola perdita del tappo mucoso non è indicativa dell’inizio del travaglio.

In che consiste la perdita del tappo mucoso?
Normalmente consiste in piccole tracce di sangue, nel caso in cui fossero abbondanti, è consigliabile recarsi subito in Pronto Soccorso.

L’espulsione del tappo mucoso può avvenire in un’unica volta e sarà facilmente riconoscibile, ma può anche essere espulso gradualmente con buona probabilità che la futura mamma non si accorga dell’accaduto.

Rottura delle acque

Il sacco amniotico è la membrana che contiene e protegge il feto per tutti i 9 mesi di gravidanza.

Quando le contrazioni raggiungono una certa costanza e intensità possono provocare la rottura del sacco, detta anche “rottura delle acque” o “rottura delle membrane” (quest’ultimo è il termine medico).

In pratica, questa rottura altro non è che l’espulsione del liquido amniotico tramite la vagina.

Di solito si verifica durante il travaglio, ma ci sono casi in cui si rompe in anticipo, prima ancora che il bambino sia pronto per nascere, e in quel caso occorre recarsi urgentemente in ospedale.

Con la rottura delle acque il travaglio è imminente ma, se così non fosse, il medico potrebbe dover indurre il parto: dopo la rottura del sacco amniotico è più alto il rischio di contrarre un’infezione.

Quando andare in ospedale?

Certamente con la rottura delle acque bisognerà recarsi in ospedale; le donne alla prima gravidanza dovranno tenere presente il quadro delle contrazioni, quando queste aumentano in termini di frequenza, intensità e durata, sarà giunto il momento di andare in ospedale; le donne al secondo o terzo figlio, invece, potrebbero avere un travaglio più veloce e dover andare in ospedale prima.

Cosa si può fare nell’attesa?

• ci si può muovere e stare in piedi
• si possono bere liquidi
• con l’aumentare delle contrazioni, possono essere utili gli esercizi di respirazione e rilassamento e i massaggi sulla parte lombare della schiena, per alleviare il dolore.


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