Quale e quanta acqua bere in gravidanza

Quale e quanta acqua bere in gravidanza

Idratarsi è molto importante, soprattutto in gravidanza. Ma quale acqua bere in gravidanza e quanto? Una piccola guida per vivere al meglio questo periodo.

Perché è importante bere molta acqua in gravidanza e quale scegliere? Ecco tutto ciò che c’è da sapere in merito alla qualità e alla quantità di acqua da bere in gravidanza.

Bere in gravidanza: quali sono le acque da preferire e perché?

La quantità di acqua da assumere in gravidanza è un parametro molto importante per il benessere della mamma e del bambino che nascerà. L’apporto idrico deve essere adeguato alla situazione, e deve compensare le perdite causate sia dallo sviluppo del feto che dalle attività fisiche della madre.
Tuttavia, è di fondamentale importanza prestare attenzione anche alla qualità di acqua che viene ingerita durante il dì.
Anche se all’apparenza non si direbbe, infatti, le acque non sono tutte uguali: queste infatti differiscono in maniera importante in base alla quantità di sali disciolti, che ne influenzano alcuni parametri commerciali. Ecco come scegliere quale acqua bere in gravidanza.

I diversi tipi di acqua

Proprio sulla base di queste caratteristiche, infatti, negli anni è nata la classificazione commerciale delle acque imbottigliate, che è tutt’ora valida. In base ad essa, si distinguono acque minimamente mineralizzate, oligominerali, mediominerali e ricche di sali minerali. Le acque appartenenti all’ultima categoria, in particolare, vengono assunte generalmente sotto prescrizione medica.

L’importanza della scelta

Per comprendere qual è la tipologia di acqua in gravidanza ottimale da bere, è bene ragionare a partire da un fatto inconfutabile. Le esigenze nutritive della donna in dolce attesa sono notevolmente maggiorate.
Si tratta di un’informazione che non deve sorprendere: il feto, che durante le settimane di gestazione cresce e si sviluppa rapidamente, richiede numerosi elementi per la costruzione di strutture, membrane e tessuti necessari per la vita. Basti pensare, ad esempio, che il calcio deve essere assunto maggiormente in gravidanza poiché questo viene prelevato dal feto per la costruzione delle ossa.

La tipologia di acqua da scegliere in gravidanza

Da questo presupposto, dunque, è possibile confutare una tesi sostenuta da molte persone: le acque da preferire in gravidanza non sono quelle povere di sali. Piuttosto, in alcuni casi, si consiglia di bere quelle minerali o ricche di minerali. L’idea di fondo è che le acque povere di minerali sono più delicate, dunque adatte alla gravidanza, ma si tratta di un preconcetto errato, che non tiene conto del fabbisogno di magnesio, calcio e zinco in gravidanza.
L’assenza di questi minerali, soprattutto se prolungata o grave, può essere causa di stanchezza, affaticamento, nervosismo della madre o persino di malformazioni del bambino.

Le eccezioni

Ovviamente, vi sono delle eccezioni alla regola. In particolare, le acque con un residuo fisso elevato sono da evitare nel caso in cui la madre soffra di calcolosi renale. Il principale problema legato a queste acque, infatti, consiste nell’affaticamento dei reni nel gestire non solo i residui prodotti dal metabolismo di questi minerali, ma anche nel filtrare tutti quei sali che in effetti non vengono utilizzati dall’organismo della madre in attesa. Proprio per questo motivo, prima di fare delle scelte affrettate è consigliabile in ogni caso consultare il proprio ginecologo o medico curante per ricevere un consiglio ad hoc.

È possibile consumare acqua di rubinetto in gravidanza?

A causa di una radicata diffidenza, si tende a preferire le acque in bottiglia. Naturalmente, questa è una scelta rispettabilissima, ma bisogna tenere in considerazione anche l’impatto che le casse d’acqua hanno sull’economia familiare (un fattore da non trascurare affatto con l’arrivo di un bebè).
In molti casi, però, la diffidenza verso le acque del rubinetto non è giustificata. Il motivo alla base di ciò è molto semplice: l’acqua che viene distribuita dalla rete pubblica è, in Italia, costantemente monitorata, e i bollettini relativi ai risultati delle analisi delle acque distribuite dal proprio acquedotto sono pubblici e consultabili online. Dunque quella del rubinetto è una delle acqua in gravidanza che si può bere.

Le caratteristiche dell’acqua del rubinetto, come conoscerle

In molte aree italiane, grazie alla composizione del terreno, le acque provenienti dalla falda acquifera si presentano ricche di minerali, in alcuni casi persino troppo dure. In questo caso vige lo stesso ragionamento fatto per le acque imbottigliate: poiché il fabbisogno di minerali aumenta in gravidanza, il fatto che le acque pubbliche li contengano rappresenta un vantaggio (salvo, anche in questo caso, situazioni particolari).
E cosa dire riguardo al cloro? Sicuramente non si tratta di un additivo preoccupante. Il cloro viene volutamente aggiunto alle acque pubbliche in concentrazioni tali da non dare effetti negativi sulla salute umana (anche tenendo in conto i fenomeni di accumulo nel tempo) o su quella del feto, ma al contempo da bloccare la crescita di microrganismi pericolosi. Paradossalmente, secondo alcuni le acque pubbliche sono più sicure di quelle imbottigliate, all’interno delle quali l’aggiunta di cloro è – per legge – vietata. In effetti, i casi di ritiro di acque imbottigliate dal mercato per rischio microbiologico non sono pochi.

Aspetti da considerare per scegliere quale acqua in gravidanza

C’è però un aspetto importante da valutare per le acque pubbliche: solitamente, la responsabilità del distributore pubblico termina in corrispondenza del contatore, il che significa che se c’è una contaminazione a livello delle tubature domestiche tale da compromettere la qualità dell’acqua, la colpa non è da attribuire all’autorità pubblica. Monitorare costantemente lo stato dei propri tubi e fare l’adeguata manutenzione, però, è sufficiente a risolvere qualunque dubbio.

Quanta acqua bere in gravidanza?

Come già accennato, non è importante solo la qualità dell’acqua da consumare in gravidanza, ma anche la sua quantità. Quanta acqua bere quando si attende un bambino?
Solitamente, i livelli di riferimento relativi all’acqua per un adulto sano che esegue una leggera attività fisica ne consigliano l’assunzione di 2 litri al giorno.
Tuttavia, poiché l’acqua in gravidanza ricopre diverse funzioni, è necessario aumentarne la quantità. In questo caso, infatti, il liquido non solo deve garantire alla madre un adeguato apporto idrico, ma deve anche consentire al bambino una corretta crescita.

Perché è importante

Per capire l’importanza di questo liquido in gravidanza, si consideri che un neonato, in media, è composto dal 77% di acqua. L’acqua, inoltre, fluidifica il sangue, consente di effettuare numerose reazioni chimiche, aumenta il volume della placenta e, una volta che il bambino è nato, è ovviamente necessaria per la produzione del latte.
Proprio per questo motivo, si suggerisce di assumere circa 300-500 ml in più di acqua al giorno quando si è in dolce attesa. Nei periodi più caldi o quando si esegue una leggera attività fisica, è possibile anche incrementare questo valore.
Per capire se si assume acqua in quantità non adeguate è importante prestare attenzione a un segnale esplicito: la sete. Se si ha la percezione della bocca secca, infatti, si è già in un severo stato di disidratazione.



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