Debiti formativi: cosa sono e come si recuperano, una guida per le mamme

Care mamme vi trovate a muovere i primi passi nel mondo dei debiti formativi e non sapete come fare? Ecco alcune chiare informazioni pronte all'uso.

Debiti formativi
Debiti formativi: a volte rappresentano uno stress per i giovani studenti.

Essere mamme al giorno d’oggi non è semplice: non che fare la mamma sia mai stato un gioco da ragazzi ma ad oggi sono davvero molte le cose da sapere. La situazione si complica ulteriormente quando venite catapultate dai vostri figli nell’intricato mondo dei debiti formativi. Questa realtà interessa i ragazzi che frequentano la scuola secondaria di secondo grado e da recenti dati sembra che il problema affligga all’incirca il 40% della popolazione scolastica. Ma di cosa si tratta nello specifico? Ecco una piccola guida ready to use per conoscere il “nemico” da vicino.

Che cos’è un debito formativo?

Questo termine è stato coniato per riferirsi ad una insufficienza più o meno grave in una o più materie (massimo tre). L’insufficienza è possibile averla già dal primo quadrimestre: in questo caso lo studente può colmare il gap con impegno e buona volontà nei mesi restanti. Se invece l’insufficienza permane al momento degli scrutini di fine anno, sarà il consiglio di classe a decidere per la promozione “con debito formativo”.

È possibile recuperarlo?

Sì. Prima della data di inizio dell’anno scolastico in ogni istituto ci sono quelli che un tempo erano definiti esami di riparazione e che ad oggi sono in buona sostanza la stessa cosa. Saldare il debito è dunque possibile basta studiare. Purtroppo per molti studenti questo implica passare la propria estate sui libri dedicandosi totalmente alla materia o alle materie in cui si è carenti. È anche vero che se lo studio è sistematico e ben organizzato è possibile concedersi qualche giorno di break lontano dai libri.

Che cosa succede se mio figlio non passa l’esame?

Secondo alcuni dati sembra che non siano molti gli studenti che riescono a passare con successo l’esame di settembre. In caso di responso negativo, è a discrezione del consiglio di classe decidere se promuovere o no lo studente in questione (ecco i nostri consigli per gestire una bocciatura).

I fattori che possono intervenire nella scelta dei professori sono molteplici, come ad esempio il numero di debiti e le materie in cui si hanno. Se infatti si tratta di materie fondamentali ai fini dell’indirizzo scolastico prescelto, il rischio è maggiore.

Qual è il ruolo della scuola?

A fronte del numero crescente di ragazzi con difficoltà scolastiche importanti, il Miur, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno disposto degli interventi didattico-educativi di recupero volti ad arginare il problema.

Il Decreto Ministeriale 80 del 3 ottobre 2007 stabilisce che ogni scuola deve far rientrare nella propria offerta didattica delle attività di sostegno volte a far superare ai propri studenti quelle insufficienze che compromettono il proseguimento degli studi.


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