Cosa vuol dire essere madri e padri

Notti insonni, disordine, disastri, sconvolgimenti della vita quotidiano: eppure una gioia non spiegabile. ll segreto dell’essere madri e padri raccontati in un geniale spot argentino

Coca Cola Argentina

Quando capita di vedere spot fatti con questo senso dell’umorismo e questa profonda simpatia per la vita umana che “solo chi ci è passato” può esprimere, vale la pena condividere il messaggio che viene trasmesso. Peraltro, l’oggetto della pubblicità, ovvero la bibita più famosa e conosciuta nel mondo, non ha certo bisogno di noi per consolidare la sua notorietà. E così possiamo parlarne a cuor leggero. Non so cosa penserete vedendo questo geniale spot, dal finale assolutamente a sorpresa. Perché probabilmente, se avete dei figli, vi immedesimerete subito ed istintivamente nei protagonisti, in quello che capita loro e in quello che vivono. E pure nella gioia incredibile, inspiegabile, “atavica”, connaturata all’essenza stessa della vita umana che, nonostante tutto, si prova nel generare una vita.

La maternità come non ce la hanno mai spiegata

Insomma, notti insonni, disastri di ogni genere, disordine, confusione perenne, impossibilità di stare tranquilli. Eppure la cosa più bella e appagante del mondo. Sorprendente che sia soltanto uno spot pubblicitario, perché è molto difficile esprimere, condensandola in pochi secondi, quale sia l’essenza del diventare padri e madri meglio di come non lo abbia fatto l’ideatore del filmato, girato per essere diffuso in Argentina dalla agenzia pubblicitaria Santo di Buenos Aires. Una lettura schietta e disarmante. Un minuto capace di trattare un tema così “serio” e, nella società di oggi, così controverso come quello della maternità, con un senso dell’umorismo delicato eppure profondo, sfiorandone la vera essenza in modo divertente eppure chiaro. Che spazza qualunque nube sull’argomento, di quelle su cui oggi soffiano coloro che vedono il “fare figli” con una tremenda diffidenza oppure chi, scoraggiato e messo alla prova dalla crisi di questi tempi, non pensa ne valga la pena . “Chi ci è passato”, invece, lo capisce subito. E lo sente vicino…


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