Come aiutare i bambini nei compiti

Aiutare i bambini nei compiti a casa è una vera sfida per mamme e papà. Tre sono le regole da seguire: non sostituitevi a lui nell'esecuzione, individuate un tempo preciso per il compito e motivatelo nello studio.

compiti bimbo
Cercate di responsabilizzare il vostro bambino, rendendolo autonomo nei compiti a casa

La prima regola da seguire è…. non farli al posto loro. Aiutare i bambini nei compiti, correggerli e guidarli, non significa infatti sostituirsi a loro nell’esecuzione. Il compito di un genitore è piuttosto quello di motivare il proprio figlio nello studio, cercando di stimolarlo, di incuriosirlo, dettando se necessario anche dei tempi rigidi. I bambini tendono spesso a temporeggiare e a rimandare il momento dei compiti, posticipandolo quando è possibile, oppure ad interrompere e frammentare lo studio con pretesti banali. Atteggiamenti questi, che devono essere corretti proprio da mamma e papà.

Il tempo per fare i compiti

E’ determinante, per responsabilizzare il vostro bambino già dalla prima classe delle elementari, creare dei tempi per i compiti a casa, cercando di trasmettere l’importanza di consolidare proprio attraverso lo studio l’apprendimento delle lezioni a scuola. “In classe avete parlato degli egizi e delle piramidi? Oppure dei vulcani e del fenomeno delle eruzioni? Leggi il capitolo a pagina 18 per ritrovare quello che oggi la maestra ha spiegato in classe”. Verbalizzare, con i bambini anche piccoli, è fondamentale per la loro crescita ed il loro sviluppo, così come mostrarsi interessati a quello che fanno a scuola è il primo modo per suscitare curiosità ed interesse anche in loro. La motivazione è un altro aspetto da non trascurare per raggiungere l’obiettivo e risultati certi nel lungo periodo: il voto è importante, il giudizio dell’insegnante anche, ma è soprattutto motivarli alla conoscenza, alla scoperta di cose nuove che avvicina davvero i piccoli (ma anche i grandi) allo studio. All’importanza della motivazione si affianca quella del metodo: poichè è assolutamente normale che un bambino di 8-10 anni preferisca giocare a pallone piuttosto che ragionare sul problema di matematica, o ancora restare incollato al tv, davanti al suo cartone animato preferito, anzichè concentrarsi sull’analisi grammaticale di un testo, è necessario suddividere il tempo dello studio e quello delle attività libere, facendo comprendere che la gestione del tempo è una regola importante. Scoprire insieme al bambino l’efficacia della routine e dell’abitudine. Il pomeriggio deve essere diviso in tempo per lo studio e in tempo per il gioco…. non oggi, ma sempre, in modo che al bambino venga automatico dedicarsi ai compiti per poi distrarsi e divertirsi con altro.

Atteggiamento positivo e di fiducia

Non è necessario sedersi accanto al bambino per tutto il tempo della durata dei compiti. Il ruolo della mamma è quello di una guida, non di una stampella. Dopo aver guardato insieme a lui il diario con le indicazioni dei compiti da fare a casa, allontanatevi e lasciate che il bambino organizzi il suo studio. Tornate poi di tanto in tanto per verificare il suo operato e per comunicargli la vostra fiducia nelle sue capacità. In questo modo il bambino si sentirà apprezzato ed imparerà ad essere autonomo. Ascoltatelo infine nella ripetizione della lezione, correggendolo se necessario, senza però mai sostituirsi a lui.

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *