Bambini e musica, un rapporto che inizia molto presto

Come insegnare la musica ad un bambino? A quale età si può iniziare? Ne abbiamo parlato con chi si occupa di questo quotidianamente

violino

I bambini di oggi sono ormai iperstimolati, e molti di loro sanno maneggiare smartphone e tablet meglio di alcuni adulti.

Eppure è importante non farli abbagliare solo dalle nuove tecnologie, trascurando altri aspetti che per la loro crescita sono fondamentali.

La musica, per esempio, anche per i più piccoli può essere importantissima.

Di questo abbiamo voluto parlare con Rossana Caniglia, insegnante musicale propedeutica, che quotidianamente ha a  che fare con musicisti in erba.

Ecco quello che ci ha raccontato.

Quando un bambino può iniziare ad avere un rapporto con la musica?

Da sempre il bambino ha rapporti con la musica, fin da quando sta nel grembo materno, il respiro della madre, il battito del suo cuore e le vibrazioni della sua voce sono i primi impulsi musicali che il bimbo avverte.

chitarra
Qual è l’approccio musicale migliore?

L’approccio musicale più diretto e spontaneo è quello applicato tramite la voce umana, quindi il canto. La voce comunica suoni che nascono attraverso le vibrazioni delle corde vocali, che da sole producono qualcosa, ma che vanno pensate insieme ad un corpo e ad un cuore, allora portano armonia di suoni e sensazioni.

È possibile capire se sono portati per la musica già da piccoli?

Se essere portati per la musica significa suonare uno strumento allora possiamo indicare un’età che può partire dai cinque/sei anni, se invece proviamo a pensare alla musica nella sua essenza vorrei ritornare alla prima risposta, fin dal concepimento si è portati per la somma di vibrazioni, colori, impulsi, melodie, ritmo, accenti e chi sa quanti elementi ancora.

Quando si può capire se un bambino è intonato o stonato?

Tecnicamente un bambino impara ad intonare via via che cresce. Intorno ai tre anni riuscirà ad intonare brevi intervalli su una zona centrale (do.re.mi) del pianoforte. A questi suoni se ne aggiungeranno altri man mano che cresce se l’orecchio verrà educato con costanza al suono attraverso l’ascolto.

Come si insegna musica al nido?

Creando una culla di stimoli sonori, meglio se le fonti di questi non sono registrazioni ma suoni cantati e/o suonati dal vivo. Non sempre, però, genitori o scuola o chi si occupa di materie musicali ha a disposizione anche solo una parte della strumentazione o è disposto a cantare dal vivo, quindi piuttosto che niente vada per le registrazioni, accertandosi che siano delle buone esecuzioni.

musica
Ci sono differenze rispetto alla scuola d’infanzia?

Non penso che si possa parlare di “differenze” con la scuola dell’infanzia ma più un proseguimento in decrescere. Generalmente più il bimbo è piccolo più si tende ad offrire una proposta musicale semplice, viceversa tanto più va avanti con l’età, tanto più complessa è la proposta. In musica è molto più arricchente e stimolante suggerire “ricette ricche di ingredienti” fin da subito e proporle con costanza a tutte le fasce d’età (prescolare) .

Esiste un tipo di melodia più adatta ad ogni età?

Direi di no, esiste piuttosto una melodia per ogni bambino e impariamo a riconoscerla dalla sua risposta alla nostra proposta.


Quando è possibile cominciare ad insegnare uno strumento?

Per esperienza posso dire che già dai cinque anni, ma ogni bambino ha un suo percorso e i suoi tempi, quindi anche se fosse pronto a sette non è una colpa.

Essere portati per la musica è una dote naturale o si può essere educati?

Se osserviamo un bimbo già ai primi mesi di vita, al sentire una melodia tende ad agitare le manine e i piedini, quando cominciano a stare sulle loro gambine dondolano su stessi, a tre anni scelgono cosa cantare e di quali strumenti fare esperienza. Quindi, concludo,  di musica siamo fatti.

 

 


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