Primo giorno di scuola, come comportarsi con i figli

Primo giorno di scuola, come comportarsi con i figli

Il primo giorno di scuola segna l’inizio di una nuova avventura. Come devono comportarsi i genitori con i figli? Alcuni consigli per vincere ansie e paure.

Una nuova avventura. L’inizio del percorso scolastico è per i bambini una tappa importante. Dopo una intera estate passata in vacanza si torna sui banchi di scuola. Chi incontrerà di nuovo le proprie maestre e gli amichetti del cuore. E chi, più piccolo, entrerà in classe per la prima volta. Come affrontare il primo giorno di scuola? Sono diversi gli aspetti che entrano in gioco: compito di mamme e papà è preparare il proprio bimbo, perché sia pronto ed entusiasta del cambiamento.

Qualche trucchetto per vincere ansie e paure

I nuovi inizi fanno sempre paura. L’impatto più difficile è sicuramente nel passaggio fra la scuola dell’infanzia e la primaria. Italiano, matematica, scienze e geografia prendono il posto di giochi e laboratori creativi. Oggettivamente: per i bambini è uno stress non indifferente. I ragazzi che dalle elementari accedono alle medie, la scuola primaria di secondo grado, solitamente sono più sereni, perché già abituati agli ambienti scolastici e al distacco dai genitori. Bene: allora, che fare? Diciamo subito che le reazioni variano da bambino a bambino, ciascuno ha infatti la propria personalità e carattere. C’è chi è più spigliato e accoglierà il primo giorno di scuola con entusiasmo, buttandosi nella nuova avventura come fosse un entusiasmante viaggio in un mondo tutto da esplorare. I bimbi più timidi e introversi, invece, potrebbero manifestare ansie e paure che sovrastano il desiderio di imparare. Gli psicologi consigliano di preparare i bambini alcune settimane prima del suono della campanella. Il primo passo è partecipare agli open day, entrare nelle aule, prendere confidenza con gli spazi. Da quelli ricreativi in cui giocare, alla palestra, dalla mensa, all’aula di informatica o a quella di arte. È importante spiegare ai bambini tutte le incredibili novità che li aspettano. In altre parole: bisogna fargli capire che loro in quegli spazi sono i protagonisti, non ospiti. Parlare di scuola, creare un calendario countdown, comprare insieme il materiale scolastico. Ed ancora scrivere l’intestazione dei quaderni e preparare lo zainetto sono ulteriori strategie per avvicinare i bambini alla scuola. Vediamo quindi che cosa serve portare il primo giorno, cosa proprio non si può dimenticare.

L’organizzazione è fondamentale: Cosa mettere nello zaino?

Il primo giorno di scuola non si fa lezione, solitamente si tratta di ore dedicate alla conoscenza reciproca. Un’occasione per le insegnanti di presentarsi e illustrare il programma scolastico. Non mancano mai i momenti di gioco organizzati ad hoc per favorire la socializzazione fra gli alunni. Basterà, quindi, mettere nello zaino un quaderno, l’astuccio con matite colorate e pennarelli e l’immancabile diario. Uno strumento utile per i bambini che approcceranno l’organizzazione del lavoro e delle giornate. Segnare i compiti per casa e le comunicazioni sono le funzioni prime del diario, che può accogliere anche adesivi colorati e disegni. È vastissima l’offerta in commercio che permette di personalizzarlo sempre di più. Il consiglio è lasciare che sia il bambino a sceglierlo; quello con il personaggio dei cartoni animati o del colore che preferisce. Questo piccolo trucco permette lo sviluppo di un senso di appartenenza e maggiore propensione all’utilizzo.

La merenda

Immancabile, poi, la merenda da consumare all’intervallo. Molte scuole hanno un calendario specifico, stabilendo in quali giorni portare un frutto di stagione, in quali dei cracker o dei dolci confezionati. La preparazione e la scelta della merenda possono diventare altre occasioni per vivere insieme il percorso scolastico. Portarsi a scuola qualche cosa che si è preparato insieme alla mamma o al papà li aiuterà a vivere meglio il distacco dei primi giorni. Allo stesso tempo, spesso i bimbi più piccoli faticano a separarsi dal proprio giocattolo preferito che il più delle volte finisce nello zaino. Anche questo è un modo per tenere con sé un oggetto che ricordi casa. Il primo giorno non ci sono problemi, ma per quelli successivi solitamente le maestre consigliano di evitare per aiutare la concentrazione su quanto succede in aula. Per stimolare l’utilizzo dell’immaginazione per divertirsi con i compagni di scuola, e per evitare le gelosie e i deleteri “confronti” tra compagni per stabilire chi ha il giocattolo più bello o più tecnologico. Quindi: dopo una settimana di scuola, basta giochi in classe.

Il ruolo degli amichetti

Capita frequentemente che gli amichetti conosciuti all’asilo siano anche compagni di classe alle elementari. Poter contare su persone che già si conoscono in un ambiente del tutto nuovo è molto importante per i bambini. Non si sentiranno persi e saranno più propensi ad aprirsi agli altri. Per agevolare ancora di più la conoscenza un’idea sempre valida è organizzare momenti di gioco post lezione. Andare al parco, fare una passeggiata all’aria aperta o organizzare pomeriggi di merenda in casa nelle giornate fredde e piovose è sempre utilissimo.

Orari e routine. L’importanza dei riti prima e dopo la scuola

Creare una routine è fondamentale. In estate gli orari non sono mai fissi, si pranza e cena ad orari diversi, e anche l’ora di andare a dormire varia a seconda delle occasioni. Con l’inizio delle scuole gli esperti consigliano di garantire 8 -10 ore di sonno ai propri figli. La mattina dovranno alzarsi un po’ più presto, ma dovranno essere lo stesso freschi e pronti ad affrontare una nuova giornata. La colazione insieme e la cena possono essere momenti di confronto in famiglia in cui porgere la più classica delle domande: “Come è andata oggi a scuola?”. Per quanto possa sembrare banale, si tratta di un rituale utile, che fa sentire i bambini protagonisti, al centro della discussione, in cui si vedono riconosciuto il ruolo di studenti. Dall’altra parte è anche l’occasione per loro di esprimere angosce o problematiche.

Compiti a casa

I compiti da svolgere a casa verranno assegnati nelle settimane successive. Le insegnanti lasciano il tempo ai piccoli studenti di abituarsi e ambientarsi. Ma stabilire fin da subito regole e orari sullo svolgimento degli esercizi e lo studio a casa significa responsabilizzare. Soprattutto nei primi anni di scuola elementare è importante verificare la preparazione, ripetere insieme le nozioni da studiare, imparare a memoria poesie o le tabelline. Ancora una volta il coinvolgimento dei genitori o delle persone care darà un senso di sicurezza e serenità ai bambini. Ma, ricordarsi sempre: i ragazzini interiorizzano lo stress che respirano a casa, magari proprio all’ora di cena. Significa che i primi a non dover essere ansiosi sono i genitori.


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