No alle bevande energetiche ai bambini: potrebbero portare a disturbi mentali

06/02/2024

Negli ultimi anni sugli scaffali di supermercati e bar si vedono sempre di più bevande energetiche di vario tipo e di vari gusti. Vengono spesso utilizzate da chi fa sport, da chi cerca le forze per studiare molte ore o per riuscire a tenersi svegli per vari motivi. Ma che effetti hanno sulla nostre salute? Un gruppo di esperti ha cercato di capire le conseguenze degli energy drink sui più piccoli.

Lo studio sugli energy drink

La ricerca è una revisione condotta dal Fuse, il Centro per la ricerca traslazionale nella salute pubblica presso la Teesside University e l’Università di Newcastle nel Regno Unito. Nella revisione, iniziata nel 2016 e pubblicata sulla rivista Public Health, i ricercatori hanno esaminato i dati di 57 studi su oltre 1,2 milioni di bambini e giovani provenienti da più di 21 Paesi che consumavano bevande energetiche.

I risultati dello studio

Dallo studio è emerso che le bevande energetiche potrebbero rappresentare un rischio per i giovani cervelli. Coloro che hanno consumato energy drink, che hanno lo scopo di aumentare l’energia attraverso l’uso di caffeina o altri stimolanti, hanno dimostrato di avere un rischio maggiore di problemi di salute mentale, tra cui disturbo da deficit di attenzione e iperattività, depressione, ansia e pensieri suicidi.

Il contenuto di caffeina nelle bevande energetiche

Il contenuto di caffeina delle bevande energetiche varia da 50 mg a 505 mg per porzione, rispetto a una tazzina classica di caffè o a una tazza di tè, hanno osservato i ricercatori. “La caffeina ha un’emivita di sei-otto ore – ha spiegato l’esperto Palinski-Wade -, il che significa che ci vuole tanto tempo prima che lasci il nostro corpo. Anche piccole quantità di caffeina possono avere un impatto sulla qualità e sulla quantità del sonno, e un sonno scarso è direttamente correlato a un declino della salute mentale e fisica, sia negli adulti che nei bambini”. La mancanza di sonno, ha sottolineato ancora lo studioso, “può portare a funzioni cognitive compromesse come il processo decisionale, la risoluzione dei conflitti, la memoria di lavoro e l’apprendimento, insieme a cambiamenti nel comportamento, nell’umore e a un aumento del rischio di depressione”.


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Chiesto il divieto di vendita ai minori

Sulla base dei risultati, i ricercatori e altre organizzazioni sanitarie del Regno Unito hanno chiesto al governo di vietare la vendita di bevande energetiche ai bambini di età inferiore ai 16 anni. “Questa evidenza suggerisce che le bevande energetiche non hanno posto nella dieta dei bambini e dei giovani“, hanno ribadito  -. I responsabili politici dovrebbero seguire l’esempio dei Paesi che hanno posto limiti di età alle loro vendite ai bambini”.

(Foto copertina: credit agenzia Pixabay)