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Intolleranza alla soia

È un’intolleranza poco comune, legata ad un alimento che sta prendendo sempre più piede nell’alimentazione italiana. Si tratta dell’intolleranza alimentare alla soia, che, come le altre forme di intolleranza, si manifesta subito dopo (o dopo qualche ora) dall’ingestione della soia tal quale o di alimenti che hanno la soia come ingrediente.

La soia è un legume originario dell’Asia Orientale, coltivata per scopi alimentari, ma utilizzata anche come mangime per gli animali. È composta per il 40% da proteine vegetali di alta qualità, che la rendono un buon sostituto della carne. Apporta circa 122 kcal ogni 100 g, pochi grassi e pochi carboidrati. È ricca di minerali, come il potassio, il calcio, il sodio, il ferro, di fitoestrogeni, come gli isoflavoni, e di fibra. La presenza dei fitoestrogeni da sempre scatena discussioni sul ruolo della soia come antitumorale: è meglio non abusarne, soprattutto nel caso dei bambini, perché la nostra genetica di occidentali non è correttamente predisposta ad un utilizzo massiccio.

In questo legume sono presenti alcune proteine che possono scatenare reazioni allergiche o sintomi di intolleranza. Vediamo da vicino quali sono questi sintomi, come comportarsi in caso di dermatite e diarrea.

Sintomi

I sintomi di questo disturbo sono generalmente a carico dell’apparato gastrointestinale e della cute. Infatti si verificano frequentemente dolori addominali, diarrea, nausea e vomito, ma anche acne, dermatite e prurito di varia natura. Si possono verificare anche problemi respiratori come tosse, naso che cola, respiro affannoso e senso di costrizione al torace. Per fare una diagnosi di intolleranza alla soia si possono eseguire dei test con la metodica ELISA o seguire una dieta ad esclusione per 15-20 giorni, con graduale reintroduzione dell’alimento.

Qualora si presenti la dermatite, oltre all’esclusione dell’alimento dalla dieta sia tal quale sia nei prodotti come tofu, yogurt (che può essere assunto anche dai soggetti intolleranti al lattosio), biscotti e salse varie, su consiglio del medico si possono usare dei prodotti naturali per gestire la dermatite. Ad esempio si hanno benefici utilizzando una garza imbevuta di camomilla da applicare sulla zona irritata; applicando dell’olio di cocco o del latte di mandorla; effettuando dei bagni nella farina di avena.

In persone particolarmente sensibili, il consumo di prodotti a base soia può favorire episodi di diarrea, flatulenza e gonfiore addominale. Ciò si verifica per la presenza di inibitori della tripsina, un enzima prodotto dal pancreas per digerire le proteine. In questo caso un ottimo rimedio è la somministrazione di probiotici e erbe carminative, come il finocchio e il cumino.

Maria Paola Zampella

Mi chiamo Maria Paola Zampella e sono un Biologo Nutrizionista Specialista in Scienze della Alimentazione. Ho conseguito le lauree triennale e magistrale, come anche il diploma di specialista in Scienze della Alimentazione (Scuola CEE – 5 years post-degree) presso l’Università degli Studi di Milano e un diploma di Corso di Perfezionamento relativo al metabolismo proteico presso l’Università degli Studi di Milano. Da tempo mi occupo di alimentazione naturale e consulenze alimentari per diverse situazioni fisiologiche e patologiche accertate dal medico. Su Unadonnasana scrivo articoli nell'area salute, benessere e nutrizione. In passato ho lavorato come coordinatore e formatore ASA/OSS per la Cooperativa Sociale KCS Caregiver, oltre che docente di alimentazione nel ramo alberghiero e di scienze, anatomia, dermatologia ed cosmetica nel ramo acconciatori ed estetico. Mi occupo, a richiesta, di formazione in ambito HACCP, Sicurezza Alimentare e Sicurezza sul lavoro. Ho collaborato anche con un centro tricologico, per un periodo di stage formativo. Sono appassionata di sport e sono in costante formazione per spaziare le mie conoscenze su più campi. Profilo Linkedin: https://www.linkedin.com/in/maria-paola-zampella-a1187a206/

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Maria Paola Zampella

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