Spiagge dove vedere i fenicotteri in Italia e in Europa

Osservare i fenicotteri rosa è uno spettacolo unico. Scoprite dove ammirarli in Italia e in Europa.

Protagonisti della moda, del design e dei trend più glamour dell’estate, i fenicotteri rosa sono uccelli migratori di grandi dimensioni che vivono prevalentemente in Asia, in Africa e in Europa Meridionale. Il loro nome deriva da Phoenix che vuol dire fenice e da Pteron che vuol dire ala. I fenicotteri vivono in grandi colonie fatti da centinaia di esemplari, ecco perché spesso li vediamo in gruppi numerosi. Ma dove è possibile vedere questi splendidi animali? Sicuramente il posto più famoso al mondo dove poterli incontrare è Renaissance Island, un’isola corallina che sorge davanti alla costa occidentale di Aruba, nel Mar dei Caraibi. Cosa la rende così speciale? Qui si trova la Flamingo Beach; la spiaggia dei fenicotteri rosa, dove si può fare il bagno con i fenicotteri che camminano liberi tra i bagnanti, perfettamente a loro agio tra gli umani. Ma non se non avete la possibilità di volare così lontano sappiate che ci sono spiagge anche in Italia e in Europa che vantano questa caratteristica: la presenza di questi eleganti – ma anche buffi – animali dall’inconfondibile piumaggio rosa.

Le spiagge europee dove vedere i fenicotteri

In Europa sono diverse le spiagge, sia per località che per natura del luogo, in cui poter ammirare i fenicotteri rosa, scopriamole insieme.

Camargue, Francia

La Camargue, tra tamerici e lavanda di mare, racchiusa tra i due bracci del Delta del Rodano, è uno dei luoghi più suggestivi per ammirare il volo dei fenicotteri. Le loro grandi ali rosa si stagliano contro l’immenso orizzonte, complici tramonti suggestivi e intensi.


La colonia riproduttiva che abita la Camargue vive nello stagno di Fangassier, nella parte orientate del Delta. Il punto migliore per osservare i fenicotteri è la strada sterrata che circonda lo stagno, meglio al tramonto, quando raggiungono le aree più interne e tutti insieme si alzano in volo contro un cielo infuocato.

Camargue ©Pixabay

Malaga, Spagna

Fuente de Piedra è un paesino di poco più di 2.000 abitanti della provincia di Málaga. Situato a pochi chilometri da Antequera e dal Caminito del Rey, è una meta turistica veramente speciale. Il paese quasi perde del tutto valore quando si scopre la laguna che si apre avanti alla superficie urbana. Quest’area umida è l’attrazione principale in quanto rappresenta l’habitat della più grande colonia di fenicotteri della Spagna e la seconda in Europa. E oltre ai flamingos, sono presenti a Fuente de Piedra circa 170 specie di uccelli.

Le spiagge italiane dove vedere i fenicotteri

In Italia sono diverse le zone in cui questi eleganti uccelli trascorrono parte del loro tempo, vediamo quelle dove avete più probabilità di incontrarli.

Saline di Margherita di Savoia, Puglia

Sin dai tempi dell’Antica Roma questa zona del Foggiano, dove un tempo c’era il lago di Salpi, era utilizzata per la raccolta del sale. Oggi, tra la foce dell’Ofanto e i primi rilievi del Gargano, c’è una vera e propria salina con gli specchi d’acqua spezzati dagli argini.
Il paesaggio non è il Serengenti, ma i cumuli bianchi di sale che brillanto e, con un cannocchiale alla mano, lo spettacolo è assicurato. Piccoli e grandi esemplari di fenicottero volteggiano sul pelo dell’acqua e si muovono placidi fra le canne al vento.
Sul sito del Museo della Salina trovate tutte le informazioni sulle visite guidate alla riserva della salina, normalmente chiusa al pubblico.

©Pixabay

Orbetello, Toscana

Due lingue di terra che dalla costa di Orbetello protendono verso il mare, fino a toccare il Monte Argentario, e al centro la laguna, abbracciata dai lembi di terra, dalle dune e dalla macchia mediterranea.
Qui i fenicotteri rosa si ritrovano in autunno e inverno, e si scaldano sugli isolotti a filo d’acqua. La riserva della Laguna è aperta e visitabile dal primo settembre al 30 aprile.

©invacanzaallargentario.it

Sud della Sardegna

I sardi li chiamano “sa genti arrubia”, “la gente rosa”. E, in effetti, i fenicotteri sono degli antichi frequentatori della zona meridionale della Sardegna. Da Perda Longa al Bellarosa Maggiore, ma anche a Su Giudeu – Guida Blu di Legambiente tra le migliori spiagge d’Italia – c’è la più alta concentrazione dei crostacei di cui i fenicotteri vanno ghiotti. È facile quindi incontrarli percorrendo la litoranea che va da Poetto a Quartu S. Elena. Ma oltre al sud e alla zona di Molentargius, sono ormai di casa anche alle porte di Stintino, presso gli stagni delle saline.

Priolo e Noto, Sicilia

La Sicilia è meta privilegiata non soltanto dai turisti curiosi che giungono in massa da varie parti del mondo per scoprire le bellezze del territorio, ma anche luogo di sosta dei fenicotteri rosa.

Questi uccelli giungono dall’Africa, dall’Asia e dall’Europa meridionale per trovare qui un calmo riparo tra le temperature miti dell’isola.

In seguito, come accade ormai da più di 25 anni, iniziano a nidificare nel territorio, prima di ripartire per uno dei loro innumerevoli viaggi.
Tra i luoghi più frequentati dai fenicotteri rosa, sicuramente la Riserva naturale Saline di Priolo, dichiarata area protetta e dominata da una tipica vegetazione mediterranea che risulta attraente per questi esemplari di uccelli.
Qui è possibile osservarli, in particolare, nei periodi autunnali e primaverili, ma grazie alle temperature non troppo rigide, fanno capolino anche in inverno.

Anche la Riserva naturale di Vendicari, a Noto, rappresenta una tappa di mezzo per i fenicotteri che passano poi l’inverno in Tunisia. Qui è possibile assistere, grazie ai pacchetti offerti dalla riserva, al movimento dei fenicotteri e al loro silenzioso spettacolo di colori. Infine, diversi gruppi di fenicotteri vengono non di rado avvistati anche in Veneto, nella Palude della Rosa, sull’Isola di Torcello, a Nord di Venezia e anche nelle Saline di Cervia, in Emilia Romagna.

©Pixabay

Forse non tutti sanno che…

Vi siete mai chiesti perché i fenicotteri sono rosa? Il colore delle penne dei fenicotteri è dovuto alla presenza di particolari sostanze organiche: i carotenoidi.
I fenicotteri si nutrono di molluschi, insetti acquatici e piccoli crostacei. Ed è proprio da questi ultimi, soprattutto dal piccolo gamberetto rosa Artemia salina, che ottengono i carotenoidi, cioè i pigmenti che conferiscono alle penne il caratteristico colore. In cattività, se l’alimentazione non comprende alghe e crostacei, i fenicotteri perdono gradualmente il colore e diventano bianchi.



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