Safari in Kenya: in che periodo farlo

Safari in Kenya: in che periodo farlo

In Kenya i safari vengono chiamati “fotosafari”: ci si limita a guardare e fotografare. Qual’è il periodo migliore per questa esperienza unica?

Finalmente vi siete decise ad organizzare un viaggio in Africa! In particolare state organizzando il safari in Kenya ma dovete prendervi le ferie. Bene, in che periodo farlo quindi?

A partire da metà Ottocento esploratori curiosi e fotografi hanno iniziato a saggiare l’Africa in maniera capillare. Safari si definivano quei viaggi, di caccia, ma anche solo di osservazione. E se già da allora si poteva fare con entusiasmo e tranquillità, figuriamoci oggi, in un mondo globalizzato in cui le distanze si accorciano. Ciò che non si accorcia è la voglia di stupirsi. E un safari, questo, riesce indubbiamente a regalarlo. Soprattutto un safari in Kenya, che ha un senso diverso per un motivo molto semplice: lo Stato dell’Africa orientale, infatti, dal 1977 ha bandito la caccia. Così tutti i safari in Kenya sono cosiddetti “fotosafari“.

Safari

Fu Sir Richard Burton a introdurre la parola safari nella lingua inglese nell’Ottocento. Safari è un termine della lingua swahili, la più diffusa in Africa su circa 7 mila idiomi. A sua volta, deriva dall’arabo safaryia“, che significa, appunto, viaggio. E il safari, infatti, altro non è che un viaggio, tipico in alcune zone dell’Africa equatoriale e tropicale. Oggi più che mai si identifica come una escursione naturalistica in parchi e riserve in cui ammirare la fauna e flora locali o in cui cacciare (tranne in Kenya, come si è detto sopra). Il safari che non comprende la caccia viene definito -per distinguerlo- anche safari fotografico o fotosafari. E in Kenya assume tratti bellissimi.

Quali Stati per un safari

Il safari è nato, quindi, come battuta di caccia nella savana, grande divertimento per gli europei che ai tempi scoprivano l’Africa. Oggi, però, è qualcosa di più serio e organizzato, anche nelle condizioni sempre un po’ precarie in cui l’Africa versa. Cosa certa è che questo continente conserva delle particolarità naturali che sono un vero sogno. E questo vale soprattutto per alcuni Stati in cui è possibile fare il Safari. Il più gettonato per questo tipo di attività è indubbiamente il Kenya, anche grazie ai grandi progressi in termini politici, economici ed organizzativi che lo Stato ha portato avanti negli anni. Altri Stati per safari da favola sono: Tanzania, Uganda, Sudafrica, Zambia, Botswana, Malawi.

Il Kenya

Il territorio del Kenya è perfetto per il safari. Stato incastonato tra la terra e il mare, ha caratteristiche naturali davvero sorprendenti. Il Kenya, infatti, è un Paese dell’Africa orientale. Parte del suo perimetro è bagnata dall’Oceano Indiano. Per il resto, poi, sprofonda nell’Africa Nera, con tutto il fascino -oltre che le insidie- che questo comporta. Ex colonia britannica, in Kenya si parla lo swahili, ma anche perfettamente l’inglese. Dopo il deserto seminato dalla colonizzazione, il Paese, come tanti altri dell’Africa, ha subito forti danni economici, oltre che politici e sociali. Tuttavia negli ultimi anni il Kenya è riuscito a riprendersi, migliorando soprattutto sul fronte economico, nonostante le ricchezze non siano ben distribuite.

Il turismo in Kenya

A portare grossi vantaggi all’economia keniota è stato soprattutto il turismo. Da un punto di vista agricolo, infatti, lo Stato ha subito forti danni sempre a seguito dello sfruttamento coloniale e poco può contare sull’industrializzazione. Buono, invece, il lato dell’allevamento. In Kenya, infatti, ci sono anche pastori. Ma è il turismo ad aver dato una vera svolta al paese. Tanto da far crescere in particolar modo la capitale Nairobi, oggi considerata abbastanza sicura per una vacanza. E adesso anche altre città stanno crescendo e organizzandosi per ospitare turisti. Non solo con resort e vacanze al mare, ma anche e soprattutto col safari, dove si concentra il vero fascino dell’Africa.

Safari in Kenya, questione di amore

Il safari in Kenya non è certo un’esperienza che si può fare ovunque. Il Paese, infatti, ha dei parchi destinati in cui addentrarsi, macchina fotografica alla mano. O solo occhi e curiosità, per chi vuole concentrarsi senza tecnologia alle spalle. In Kenya, però, dal 1977 non si possono portare armi per il safari: qui, come già detto, la caccia è proibita. Solo vent’anni dopo è stato concesso di nuovo di cacciare, ma limitatamente ad alcuni tipi di uccelli e riserve private. Farlo, tuttavia, non è semplicissimo perché servono un permesso speciale e, soprattutto, bisogna essere accompagnati da un cacciatore professionista. La scelta di vietare la caccia nei safari, invece, deriva dal voler salvare alcune specie rare che si possono vedere solo in Kenya e in pochi altri Stati dell’Africa.

Kenya, parchi per safari

Il safari in Kenya è concentrato principalmente in tre grandi parchi. Si tratta del Masai Mara, dello Tsavo e dell’Amboseli. Il primo, Masai Mara, è il più grande e importante. Qui son state registrate ben 95 specie diverse di mammiferi, rettili e anfibi. Quelle di uccelli, invece, sono oltre 400, per uno spettacolo di colori e suoni davvero senza fine. Gli animali che più incuriosiscono sono bufali, elefanti, rinoceronti, leoni. Lo Tsavo East, invece, è un parco consigliato a chi è in vacanza al mare in Kenya, data la sua vicinanza all’Oceano Indiano: terra rossa e magia, questo safari entra nell’anima per non uscirne più. Nello Tsavo Ovest, invece, ci sono splendide montagne. Amboseli, infine, si trova al confine con la Tanzania.

In che periodo fare un safari in Kenya

Quindi, qual è il periodo migliore per un safari in Kenya? Due sono i fattori da prendere in considerazione: clima e magie naturali. Il Kenya è uno Stato molto esteso dove si individuano tre tipi di clima: safari in zone diverse, quindi, avranno climi diversi. Sulla costa è caldo e umido, in montagna è temperato, arido a nord e est. In generale, da un punto di vista climatico, si consiglia il safari in Kenya tra febbraio e marzo. Ma se si vuole assistere alle migrazioni di animali, il discorso cambia un po’. Tra giugno e settembre, infatti, si può assistere alla migrazione degli erbivori. Ma il vero spettacolo è quando gli gnu si spostano dalla Tanzania al Kenya. Tutto ciò avviene tra giugno e settembre. Per gli uccelli, invece, si parte all’inizio dell’anno (gennaio e febbraio). E che sia pioggia o aria secca, voli d’uccello o lenti passi di mammifero, sarà valsa la pena di questo splendido safari in Kenya.



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