Piatti tipici da mangiare in Sardegna

Piatti tipici da mangiare in Sardegna

Panada, culurgiones e la zuppa gallurese, sono solo alcuni dei piatti tipici da mangiare in Sardegna. Leggi l’articolo per scoprirli tutti!

Nessun viaggio può dirsi tale se non comprende una buona, ottima dose di cibo. Son proprio i piatti tipici, infatti, a raccontare la cultura di un luogo, la sua economia e la sua natura. Il piatto non parla solo al palato, ma anche alla mente. Suggerisce una storia antica e le fatiche di tanti lavoratori, persone semplici del posto. Questo vale in particolar modo in Sardegna, un’isola che racchiude al suo interno un’infinità di mondi. E, quindi, di cibi della tradizione. I piatti tipici da mangiare in Sardegna sono vari quanto le culture che questa isola contiene. Si va dalle prelibatezze di mare a quelle di terra, comprese tante ottime verdure. Ed è una cucina tutta da scoprire, da amare nella sua sconvolgente semplicità.

I piatti tipici sardi: tra pastori e mare ricco

La Sardegna è un’isola la cui economia, da sempre, si basa principalmente sulla pastorizia. I capi ovini nell’isola sono 3 milioni: si attesta, così, come prima regione per ovini in Italia. I pastori hanno disegnato l’isola con la loro transumanza di pecore, dalle zone di montagna al mare. Infatti l’agnello sardo è eccellenza nazionale. Ma anche il maiale, da sempre, è al centro dell’allevamento in Sardegna. L’agricoltura riveste un ruolo importante: nelle zone di montagna c’è una naturale produzione di castagne e noccioline. Al sud, invece, l’ottimo carciofo spinoso sardo, dal sapore davvero speciale. La pesca in Sardegna ha avuto un ruolo importantissimo, essendo, appunto, un’isola. In particolare per l’ottimo tonno di Carloforte. Ed è con questi sapori che la Sardegna incanta.

Panada

Uno dei piatti tipici da mangiare in Sardegna è sicuramente la panada, precisamente dei comuni di Oschiri, Assemini e Cuglieri. Si potrebbe definire, in maniera un po’ semplicistica, una pentola con coperchio, ma di pasta! Un cordoncino di pasta chiude per bene il coperchio e spesso questo è adornato con ricami di pasta, che generalmente richiamano elementi della tradizione sarda (come “su puggioneddu“). Ma il vero miracolo avviene all’interno. Il condimento può essere vario: ad Assemini e dintorni è classico il ripieno di anguilla. Molto gettonato anche quello con agnello e carciofi. Ma con questo piatto tipico da mangiare in Sardegna ci si può davvero sbizzarrire. Anche il ripieno di verdure fa il suo figurone.

Pane frattau

Tra i primi piatti, il meglio del meglio in Sardegna è indubbiamente il pane frattau. Non solo uno dei piatti tipici da mangiare in Sardegna, ma da non perdere assolutamente. Il pane frattau è un primo piatto molto sostanzioso, alla cui base c’è il ben noto pane carasau. Pane sardo sottilissimo, tanto da essere chiamato carta da musica, si bagna un po’ in acqua calda e salata. Poi si fanno vari strati di pane carasau bagnato e ragù di carne. Strati alternati, dove si incontrano il sapere delle mani delle donne sarde e il lavorio dei campi: pane e pomodoro. A chiusura del bel piatto ci va una consistente spolverata di pecorino, meglio se un deciso Fiore Sardo. Ciliegina sulla torta è l’uovo, cotto in camicia e posto all’apice della torre di pane frattau. Il tuorlo si scioglie, il sapore è speciale.

Culurgiones ogliastrini e filindeu

Tra i primi piatti sono da menzionare ancora due specialità, una dell’Ogliastra e l’altra del Nuorese. I primi sono i famosi culurgiones ogliastrini, che sono molto più che un raviolo. Sono una piccola opera d’arte, data la tenera chiusura a spiga. Splendido anche il loro semplice ripieno, fatto solo di patate e un po’ di menta. Qui lo spirito contadino si sente tutto, con il sapore di una porzione di Sardegna fantastica: l’Ogliastra. Chi va a Nuoro, invece, non può perdere Su Filindeu, un piatto antichissimo. Si tratta di una tela di spaghetti straordinariamente sottili che si fa cuocere in un brodo di pecora e che viene insaporita con una spolverata di pecorino fresco. È il cibo che si dava ai pellegrini che approdavano a San Francesco di Lula dopo una lunga processione. E qui c’è davvero tutto il gusto della Sardegna, il senso di fatica e di gioia.

Piatti tipici da mangiare in Sardegna: Zuppa gallurese

A metà strada tra il pane frattau e Su Filindeu, c’è la zuppa gallurese. Anche in questo caso, infatti, si fa uso del pane, ma raffermo, che va condito con un ottimo brodo di pecora. Il risultato è una sorta di lasagna, perché anche in questo caso si fanno degli strati. Il pane raffermo va inumidito con il brodo (al quale si può aggiungere anche un po’ di carne bovina) e arricchito poi con formaggio vaccino a scaglie. Per farlo si usano spianata o pane carasau. La differenza sta nel fatto che questa zuppa va cotta al forno. E si tratta di un piatto tipico della Gallura, quella parte della Sardegna che sta al Nord e che tanto fu cara a Fabrizio De André.

Muggine a scabecciu

Non può mancare nel perfetto elenco dei piatti tipici da mangiare in Sardegna un po’ di pesce. Una ricetta felicemente cagliaritana: il muggine a scabecciu. Si tratta, appunto, di tranci di muggine fritti e poi conditi con una salsa agrodolce al pomodoro. Per questa preparazione, che viene servita nei migliori ristoranti di pesce di Cagliari, si possono usare anche altri pesci: basta che siano un po’ grassi, come anguilla e gattuccio. Il muggine, tuttavia, è nel cuore dei sardi. E’ anche il pesce dal quale si ottiene l’ottima bottarga di Cabras. Il gattuccio, poi, si può lasciare per un’altra prelibatezza che nasce dalle abili mani cagliaritane: la burrida, pesce lasciato macerare con le noci. Con il profumo del mare accanto, sarà una vera meraviglia gustare questi piatti.

Sebadas

Per concludere la lista dei piatti tipici della Sardegna non si può non citare il dolce più famoso dell’isola: le sebadas. Si tratta di una semplicissima pasta ripiena di formaggio fresco e limone. Va fritta e poi condita con miele sardo. È proprio nella sua semplicità che risiede la gioia di questo piatto. E anche qui si racchiude la bellezza di una storia antica. Quella dei contadini che con cura coltivano il grano (la Sardegna era detta dai Romani “il granaio di Roma”). Quella dei pastori, che hanno tra le mani il tesoro del sapere come si fa il formaggio.



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